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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Cancro da amianto

 

Cancro da amianto: prevenzione sanitaria e tutela legale

L’asbesto è un potente cancerogeno, che causa danni alla salute e può provocare cancro da amianto. Tutti i minerali di amianto sono cancerogeni, compreso il crisotilo, una fibra a serpentina, ma tra i più dannosi vi sono gli anfiboli, tra cui tremolite, actinolite, amosite, antofillite e crocidolite. Ciò è ribadito dall’ultima monografia dell’IARC (Volume 100C – IARC Monographs).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’asbesto, altro nome dell’amianto, è la causa di morte di più di 107.000 persone nel mondo:

Currently about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace. In 2004, asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis from occupational exposures resulted in 107,000 deaths and 1,523,000 Disability Adjusted Life Years (DALYs). In addition, several thousands of deaths can be attributed to other asbestos-related diseases, as well as to nonoccupational exposures to asbestos.

Per questo è importante realizzare la prevenzione primaria, cioè la bonifica dei siti e degli ambienti contaminati dall’asbesto e da altri cancerogeni. Solo in questo modo, finalmente, si realizza la tutela della salute e della dignità della persona umana. Molto spesso, infatti, la persona è esposta nei luoghi di lavoro. I lavoratori a rischio professionale dovrebbero sottoporsi a controlli e sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria). Inoltre a questi deve essere garantita la tutela legale (prevenzione terziaria).

La Colombo Servizi S.r.l fornisce l’assistenza risarcimento amianto e permette di chiedere la consulenza sanitaria e legale gratuita. La società può fornire questo servizio grazie alla collaborazione con l’ONA Aps e all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, garantendo il servizio di assistenza legale per tutti i cittadini.

Cancro da amianto: tutela medica e legale

Cancro da amianto

 

Indice

Tempo di lettura: 10 minuti

Come l’esposizione ad amianto provoca le malattie?

Le fibre di asbesto, quando sono inalate o ingerite, penetrano nel corpo e arrivano agli alveoli polmonari. Provocano inizialmente infiammazione dei polmoni, poi si verificano gli ispessimenti polmonari e le placche pleuriche, che sono i primi segnali di rischio. Gli organi che vengono colpiti per primi sono quelli delle vie respiratorie, come la laringe, i polmoni e la pleura.

La pericolosità delle fibre di asbesto è esposta anche dal Prof. Giancarlo Ugazio, membro del comitato tecnico scientifico dell’ONA, nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute” (2006). È perciò necessario evitare ogni forma di esposizione, come afferma anche il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni, e come conferma il Consensus Report di Helsinki del 2014 (Commento del Prof. Philip J Landrigan).

Malattie asbesto correlate: mesotelioma e cancro da amianto

Tra le diverse malattie asbesto correlate vi è il mesotelioma, una neoplasia quasi sempre fatale, che colpisce nel 93% dei casi la pleura. Gli altri tipi di mesotelioma sono quelli del peritoneo, che si manifesta nel 5% dei casi, quelli del pericardio e quelli della tunica vaginale del testicolo, che sono circa l’1% ciascuno.

Fra queste patologie causate dall’esposizione ad amianto vi sono anche i cancri da amianto, tra i quali il tumore della laringe, dei polmoni e delle ovaie. Ci sono anche altri tipi di tumori che, però, non tutti nella comunità scientifica ne riconoscono la riconducibilità a tali esposizioni. Tuttavia per alcuni ci sono elevate evidenze scientifiche, come per il cancro allo stomaco, alla faringe e al colon-retto.

Cosa sono le malattie professionali?

L’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, definisce malattie professionali le patologie:

la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo).

In altre parole si identifica come malattia professionale una patologia che ha una causa diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre infermità in modo esclusivo o prevalente, e che viene contratta a causa di lavorazioni rischiose o nell’esercizio delle proprie funzioni. Per le malattie professionali è contemplato anche il concorso di cause extraprofessionali, se queste non interferiscono con il nesso causale perché capaci di produrre da sole l’infermità.

Fra i lavoratori che sono più a rischio di essere vittima di malattie asbesto correlate, ci sono coloro che sono impiegati nei cantieri navali, nell’industria tessile e nell’edilizia, chi ristruttura le abitazioni, gli addetti alla bonifica dei siti e i minatori esposti ad amianto.

La pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, “Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia”, riporta tutti i settori in cui vi è un più elevato rischio amianto e quindi una maggiore incidenza di casi di mesotelioma e cancro da amianto.

Cancro da amianto malattia professionale: i requisiti

Una malattia per essere classificata come professionale deve rispettare determinati requisiti:

  • deve essere causata dall’esposizione a determinati fattori di rischio correlati al tipo di lavoro, come ad esempio il contatto con polveri e sostanze nocive, radiazioni, vibrazioni, e rumori, che agiscono negativamente sulla salute;
  • il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo.

Quindi la malattia professionale deve possedere un rapporto causale o concausale diretto con il rischio che il lavoratore corre. Questo rischio professionale può dipendere sia dalle lavorazioni svolte sia dall’ambiente in cui si attuano. In caso si incorra all’esposizione ad asbesto, questo agente cancerogeno attacca l’organismo lentamente, in un tempo che può arrivare a 40 anni.

Tutte le malattie professionali devono essere riconosciute e indennizzate dall’INAIL.

Patologie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL

Si stima che i tumori professionali, dovuti quindi allo svolgimento della propria attività, siano tra 2% e il 20% di tutti i casi e che questi provochino almeno 200.000 decessi ogni anno nel mondo.

L’INAIL ha classificato queste patologie causate dall’esposizione ad asbesto di origini professionali in tre liste.

Lista I INAIL malattie professionali

Le malattie che l’INAIL ha inserito nella lista I sono considerate asbesto correlate la cui origine è di “elevata probabilità“. È quindi sufficiente la presenza delle fibre di amianto nel luogo di lavoro per ottenere il riconoscimento di malattia professionale.

 

Queste malattie causate dall’amianto si presumono di origine professionale e infatti l’INAIL liquida l’indennizzo danno biologico ed eroga la rendita. È sufficiente la prova della presenza dell‘asbesto amianto nell’ambiente lavorativo per avere la presunzione legale di origine.

Lista II e III INAIL malattie professionali

Nella lista II dell’INAIL sono inserite le malattie che, pur essendo riconducibili ad esposizione all’amianto, hanno una limitata probabilità di origine professionale. In questo caso non è prevista la presunzione legale d’origine.

 

Non essendoci la presunzione legale d’origine, sarà la vittima delle patologie della lista II a dover dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni INAIL.

La lista III, infine, comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

Aggiornamento Lista I INAIL del cancro alla laringe

Nel 2014 l’INAIL ha integrato nella Lista I anche il tumore alla laringe. A questa patologia, al pari del tumore all’ovaio, è stata riconosciuta l’eziologia professionale.

Le sentenze, che hanno ribadito la natura professionale di elevata possibilità del tumore alla laringe, sono Corte d’Appello Genova, Sez. lavoro, sentenza del 23/10/2020, Corte d’Appello Brescia, Sez. lavoro, sentenza del 19/08/2020, Tribunale Brescia, Sez. lavoro, sentenza del 07/10/2019 e Tribunale Ivrea, sentenza del 09/01/2019.

Inoltre vi sono le sentenze di Corte dei Conti Umbria, Sez. giurisdiz., Sent. n. 84 del 08/11/2018, Cass. civ., Sez. lavoro, Ord. n. 28454 del 07/11/2018, Cass. civ., Sez. lavoro, Ord., n. 4347 del 22/02/2018 e Cass. civ., Sez. lavoro, Sent. n. 5704 del 07/03/2017.

A queste se ne aggiungono altre meno recenti come Corte dei Conti Lazio, Sez. giurisdiz., Sent. n. 270 del 19/05/2015, Cass. civ., Sez. VI – Lavoro, Ord. n. 926 del 21/01/2015, Cass., 26 marzo 2015, n. 6105, Cass., 11 novembre 2014, n. 23990, Cass. 19 giugno 2014, n. 13954; Corte dei Conti Emilia-Romagna, Sez. giurisdiz., Sent. n. 91 del 03/07/2013.

Altre patologie asbesto correlate non riconosciute

Oltre alle malattie riconosciute dall’INAIL, la letteratura ha individuato altre malattie provocate dall’amianto che si manifestano fino a 40 anni dall’esposizione. Queste coinvolgono organi come il cervello, la colecisti, la mammella, il pancreas, la prostata, i reni, la tiroide e la vescica.

Inoltre anche altre malattie degenerative non tumorali possono essere provocate dalle fibre di amianto. Per esempio c’è la Miocardiopatia, il Morbo di Alzheimer, la Sclerosi laterale amiotrofica, la Fibromialgia e vari problemi cardiovascolari.

Cancro da amianto: il riconoscimento dell’indennizzo INAIL

Tutte le vittime di cancro da amianto riconosciuto come malattia professionale hanno diritto alle prestazioni INAIL.

La società Colombo Servizi S.r.l. si avvale della collaborazione con ONA – Osservatorio Nazionale Amianto APS – e dello staff di legali e medici. È così possibile richiedere la consulenza gratuita, online o per iscritto, in modo da guidare il paziente al riconoscimento dei propri diritti.

Nel caso in cui dovesse essere dimostrata la presenza di amianto nei siti lavorativi, sussiste il diritto al riconoscimento di malattia professionale, ai fini previdenziali e risarcitori. La prima cosa da fare è però ottenere il riconoscimento di malattia professionale e quindi dell’indennizzo INAIL. Il percorso amministrativo da seguire comprende:

  • Denuncia malattia professionale è una certificazione necessaria per dare inizio alla procedura di riconoscimento dell’origine professionale del cancro da amianto, grazie alla quale si può ottenere l’indennizzo INAIL, la rendita diretta o in reversibilità per gli eredi della vittima.
  • Accertamento del danno biologico permanente è necessario per ottenere il riconoscimento dell’origine professionale del cancro da amianto e quantificare il grado invalidante, utile nell’eventuale giudizio per il risarcimento danni a carico del datore di lavoro e altri responsabili.
  • Revisione danno permanente, in cui sia l’INAIL che la vittima possono chiedere di riesaminare la quantificazione del danno biologico in caso di aggravamento.
  • Ricorso amministrativo e giudiziario, in caso di mancato riconoscimento della rendita o di riconoscimento grado invalidante inferiore. In questo modo la vittima ha il diritto a ricorrere in via amministrativa per far fissare la visita collegiale INAIL.
  • Prestazioni INAIL, cioè la vittima ha diritto all’indennizzo del danno biologico e al risarcimento dei danni da diminuite capacità di lavoro con una rendita mensile/risarcimento INAIL.

Fondo Vittime Amianto per il tumore da amianto

Le vittime di patologie asbesto correlate, come i tumori causati dall’amianto, che sono riconosciute dalle tabelle delle malattie professionali dell’INAIL, hanno diritto alla prestazione aggiuntiva del Fondo vittime amianto. Questo è stabilito dall’art.1, co. 241/246, L.244/2007.

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile o alla rendita in reversibilità in favore del coniuge e dei figli minorenni.

Prepensionamento INPS e pensione d’invalidità

Tutti i lavoratori affetti da cancro da amianto, ottenuto il riconoscimento di malattia professionale dall’INAIL, hanno diritto ai benefici contributivi (ex art. 13, co. 7, L. 257/1992).

Grazie a queste maggiorazioni contributive del 50% del periodo di esposizione nel luogo lavorativo, le vittime potranno accedere al prepensionamento. Se si è già in pensione, invece, si avrà diritto alla rivalutazione dei contributi, utilizzando sempre il coefficiente 1,5.

Chi invece, nonostante l’accredito dei contributi, non matura ugualmente il diritto pensionistico, può avvalersi della pensione d’invalidità amianto, dettata dall’art.1, comma 250, L.232/2016. La pensione d’inabilità è subordinata anch’essa alla condizione che la patologia asbesto correlata sia di origine professionale.

Cancro da amianto: Vittima del dovere

Il personale civile e militare operante nelle Forze Armate e nel Dipartimento di Sicurezza che risulta affetto da malattie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL ha diritto allo status di vittima del dovere. Con questo riconoscimento le vittime acquisiscono diritto a prestazioni e benefici (art.20 L.183/2010).

I settori in cui sono stati riscontrati diversi casi di malattie asbesto correlate sono soprattutto l’Esercito, l’Aeronautica , l’Arma dei Carabinieri e la Marina Militare. In particolare in quest’ultimo ci sono state diverse vittime del dovere a causa dell’elevata presenza di amianto nelle basi a terra ma, soprattutto, nelle unità navali.

Risarcimento danni per cancro da amianto

Qualora vi sia il riconoscimento dell’INAIL dell’origine professionale del tumore da amianto, la vittima ha l’opportunità di richiedere anche il risarcimento del danno.

L’INAIL indennizza solo il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni, compresi eventuali danni morali ed esistenziali, si ottiene, invece, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

In caso di lesioni gravi o decesso per malattie riconosciute correlate all’esposizione ad asbesto, spetta il riconoscimento dei danni sofferti. Questo può essere dato direttamente alla vittima o ne possono far richiesta gli eredi.  Gli eredi possono agire per ottenere il risarcimento per i danni subiti personalmente (iure proprio) e per quelli subiti in seguito alla morte del congiunto (iure hereditario).

Si può richiedere il risarcimento danni se si riesce a dimostrare il nesso causale. Tale verifica è fondamentale per contrastare la tesi che spesso i datori di lavoro sostengono, ovvero la natura extraprofessionale di questo tipo di tumore. In realtà tutte le esposizioni ad amianto vengono considerate rilevanti.

Quantificazione del risarcimento danni

La quantificazione dei danni, subiti dal lavoratore vittima di malattia di origine professionale, si stabilisce in maniera personalizzata. Si ha la liquidazione del differenziale del danno patrimoniale e del danno biologico, e il risarcimento danni morali ed esistenziali.

I danni differenziali e complementari si stabiliscono con il metodo equitativo pure o sulla base delle tabelle del Tribunale di Milano. Questo metodo vale sia per il risarcimento della vittima sia per quello dei suoi familiari.

Il sistema permette quindi di quantificare il danno in maniera personalizzata, rideterminando il quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, per la responsabilità contrattuale e per la responsabilità extracontrattuale.

Tumore da amianto: come calcolare il valore del danno

L’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

La vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee. L’indennizzo del danno biologico è defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso di rendita, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

Patologie asbesto correlate non tabellate

Le tabelle redatte dall’INAIL, che racchiudono le malattie professionali, non limitano i casi in cui si ha diritto al riconoscimento dell’origine professionale della malattia. Il lavoratore, infatti, può dimostrare in ogni caso che la propria malattia sia dovuta all’esposizione ad amianto nel posto di lavoro, riuscendo ad ottenere il riconoscimento e il risarcimento INAIL.

In questo caso il lavoratore deve fornire la prova dell’esposizione ad asbesto e del nesso causale. In caso di decesso, questo onere spetterà ai familiari, che possono essere beneficiari della rendita di reversibilità.

Tuttavia spesso viene contestata la malattia professionale se il lavoratore esposto è un fumatore. Ma l’origine professionale dovrà comunque essere riconosciuta e la rendita accreditata perché è sufficiente la concausa.

Tutela e assistenza legale gratuita

La Colombo Servizi supporta l’operato dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Grazie alla loro collaborazione si riescono ad ottenere importanti risultati e a migliorare condizioni sanitarie e la tutela legale delle vittime di tumore da amianto.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. La nostra squadra di avvocati online ti fornirà un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi della procedura.