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Assistenza Risarcimento Amianto

Asbestosi

Asbestosi

Cos’è l’asbestosi

L’asbestosi è una malattia polmonare cronica (fibrosi polmonare iterstiziale) causata dalla inalazione di fibre di asbesto (sinonimo amianto). Generalmente è necessaria un’esposizione intensa e prolungata che si verifica solo caso in coloro che lavorano con questi minerali. Nel 2015, l’asbestosi ha colpito circa 157.000 persone (di cui 600 solo in Italia) e provocato 3.600 decessi. L’asbestosi ha tempi di latenza anche di trent’anni dall’iniziale esposizione all’asbesto. L’unica forma di prevenzione è evitare ogni forma di contatto con l’asbesto e sottoporsi a sorveglianza sanitaria (controlli periodici con radiografie del torace).

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Asbestosi sintomi

I sintomi asbestosi comprendono mancanza di respiro, tosse, respiro sibilante, astenia, debolezza e dolore toracico. Nelle forme avanzate, l’asbestosi può provocare ippocratismo digitale e crepitii secchi alle basi. Raramente insorge il fenomeno delle dita a “bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio) e cianosi. L’asbestosi può degenerare in cancro del polmone, mesotelioma, cancro del cuore polmonare e insufficienza respiratoria ingravescente.

Diagnosi asbestosi

La diagnosi asbestosi si basa sull’evidenza clinica (sintomi) e sull’anamnesi lavorativa (esposizione ad amianto intensa e prolungata) e si conferma con esami strumentali. Attraverso la radiografia toracica è possibile individuare la presenza di placche pleuriche calcifiche, ispessimenti pleurici e addensamenti alveolari, precursori di asbestosi e mesotelioma. La TC ad alta risoluzione, specifica per lo studio del parenchima polmonare, e la risonanza magnetica permettono invece la ricerca di corpuscoli di asbesto nell’espettorato.

Le prove di funzionalità respiratoria (insufficienza ventilatoria restrittiva) dimostrano la riduzione dei volumi polmonari e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLco) e permettono di caratterizzare le alterazioni della funzionalità dei polmoni nel tempo.

Il lavaggio broncoalveolare o la biopsia polmonare sono necessari solo se gli esami non invasivi non permettono la diagnosi asbestosi certa.

Cura asbestosi

Non ci sono terapie definitive per l’asbestosi, ma sono possibili diverse tipologie di intervento per alleviarne i sintomi. Possono essere utili il vaccino contro l’influenza e batterio pneumococco per impedire l’aggravamento in asbestosi pleurica, così come l’assunzione di broncodilatatori e l’utilizzo di bombola di ossigeno o concentratore di ossigeno per facilitare la respirazione e far fronte alle crisi respiratorie. Spesso vengono utilizzate terapie palliative a seconda della stadiazione del tumore.

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I diritti delle vittime di asbestosi

In caso di decesso, il risarcimento INAIL viene liquidato al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Nesso causale tra esposizione professionale e asbestosi

L’asbestosi ha sempre origine occupazionale e insorge solo in seguito a elevata esposizione a polveri e fibre di asbesto o Eternit. Le esposizioni extraprofessionali, infatti, sono di intensità troppo bassa per causarne l’insorgenza (esposizione amianto ambiente lavorativo). Per questo motivo la sua insorgenza conferma il nesso causale, ovvero prova che l’esposizione, intensa, può essere stata solo di origine professionale.

Immediato pensionamento per asbestosi

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori affetti da asbestosi sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia da amianto di origine professionale. La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, non si matura il diritto a pensione.

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