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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Diritti delle vittime dell’amianto Rendita INAIL da amianto

Cos'è la rendita INAIL da amianto

Il lavoratore affetto da patologia causata dall’esposizione ad amianto per via professionale ha diritto all’indennizzo INAIL della malattia professionale. L’indennizzo INAIL è reversibile agli eredi in caso di decesso (coniuge e figli fino al 18° anno, fino al 21° se studenti e fino al 26° se studenti universitari).

Le patologie amianto correlate danno diritto o alla rendita INAIL (prestazione mensile che si ottiene nel caso in cui il grado invalidante non sia inferiore al 16%) o all’indennizzo (che si ottiene nei casi di danno biologico compresi in una percentuale dal 6% al 15%).

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Liste malattie professionali INAIL

L’INAIL ha diviso le malattie da amianto in 3 liste (malattie professionali INAIL).

Per le malattie causate dall’amianto comprese nella Lista I si presume di origine professionale, quindi l’INAIL liquida l’indennizzo del danno biologico ed eroga la rendita. È sufficiente la prova della presenza dell‘asbesto amianto nell’ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali (presunzione legale di origine), senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

Nella lista I sono contemplate le malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”:

Lista II e Lista III

Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità:

Per le malattie professionali amianto della Lista II la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). La lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

Riconoscimento INAIL

Una volta ottenuto dall’INAIL il riconoscimento dell’origine professionale amianto correlata della patologia, si può accedere alle maggiorazioni amianto. Le maggiorazioni consistono nella rivalutazione con il coefficiente 1,5 del periodo svolto in attività di lavoro in esposizione ad amianto. In altre parole, ogni anno di esposizione ad asbesto vale un anno e mezzo ai fini della rivalutazione della prestazione pensionistica INPS in godimento.

Procedura amministrativa

Nel caso in cui il lavoratore malato sia stato esposto ad amianto occorre seguire la seguente procedura:

  • Rivolgersi al medico curante o a un medico del lavoro per verificare la sussistenza dell’esposizione ad amianto;
  • Il medico rilascia e inoltra a INAIL la prima certificazione di malattia professionale;
  • Da questo momento il lavoratore ha 15 giorni di tempo per informare il datore di lavoro e consegnare il certificato di malattia professionale;
  • Nei 5 giorni successivi il datore di lavoro deve inoltrare il certificato all’INAIL;
  • In caso di lavoratore pensionato, sarà egli stesso ad inviare all’INAIL la documentazione;

Inizia il procedimento amministrativo:

  • Il lavoratore viene sottoposto a visita;
  • In caso di rigetto della domanda, si può procedere con il ricorso ex art. 104 DPR 1124/65;
  • Viene fissata una visita collegiale, a cui il lavoratore può farsi accompagnare da un medico;

In caso di rigetto o di riconoscimento di un grado invalidante ritenuto inferiore a quello effettivo si apre il precontenzioso e si procede con il ricorso giudiziario innanzi il giudice del lavoro.

Prescrizione del diritto alla rendita

Le malattie amianto correlate sono lungolatenti: si manifestano cioè solo dopo molti anni (da 5 a 40/50 anni dall’inizio dell’esposizione).

Per ottenere la rendita INAIL il termine di prescrizione è triennale ed inizia a decorrere da quando il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.). Idem in caso di morte della vittima, per quanto riguarda la rendita di reversibilità destinata al coniuge e/o ai figli se minori e/o studenti (art. 112 del Dpr 1124/65).

A questi 3 anni si devono aggiungere 150 giorni, corrispondenti alla durata del procedimento amministrativo. Oltre tale tempistica è necessario dimostrare che il termine sia iniziato a decorrere successivamente.

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