• via Crescenzio, n. 2, scala B, interno 3, Roma
  • 331/2269734
  • assistenzarisarcimentoamianto@gmail.com

Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Tumore al polmone

 

Tumore al polmone: cura e tutela legale

Il tumore al polmone è una neoplasia multifattoriale, conosciuta anche come adenocarcinoma polmonare. L’origine della malattia è spesso fatta risalire ad una natura professionale. In altre parole è dovuta all’esposizione che si ha nei luoghi di lavoro ad amianto, radiazioni ionizzanti, radon, benzene e altri cancerogeni.

La Colombo Servizi collabora con l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, che, insieme all’Avv. Ezio Bonanni, tutelano le vittime di tumore polmonare. Per combatterlo in maniera efficace bisogna, infatti, avviare una diagnosi precoce per agire in maniera tempestiva con le terapie più adatte.

Cancro al polmone: assistenza medica gratuita

Tumore al polmone

 

Indice

Tempo di lettura: 13 minuti

Tumore polmonare: definizione e tipologie

Esistono due tipologie di cancro ai polmoni:

  • Tumore polmonare a piccole cellule (SCLC), chiamato anche microcitoma o tumore a chicco d’avena o, ancora, tumore neuroendocrino polmonare. Questo tipo ha un’elevata malignità e ha origine dalle cellule neuroendocrine dell’epitelio di rivestimento dei bronchi. La malattia attacca quasi esclusivamente le zone centrali del polmone e si espande nei bronchi.
  • Tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC), detto anche tumore polmonare a grandi cellule. È la tipologia di neoplasia polmonare più frequente, infatti comprende il 70% dei casi. La patologia ha origine dai tessuti epiteliali intorno ai bronchi e al parenchima polmonare. In questo caso si determina un’ulteriore distinzione in carcinoma polmonare a cellule squamose, adenocarcinoma al polmone e carcinoma indifferenziato del polmone.

In base alla neoplasia di cui si è affetti è consigliabile un trattamento terapeutico differente.

Tumore al polmone: l’epidemia da amianto

Ogni anno circa 70.000 decessi sono causati dal tumore polmonare, dovuto esclusivamente dalle esposizioni a polveri e fibre di amianto. Anche l’IARC, nella monografia “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“, conferma questi dati. L’indice di sopravvivenza, infatti, è di soli 5 anni ed è limitato al 14,3%.

Fin dagli anni ’30 è stata infatti dimostrata la correlazione tra tumore ai polmoni ed esposizione ad asbesto, come dimostra lo studio di Richard Doll “Mortality from lung cancer in asbestos workers” (1955). Infatti già dal 1942, all’epoca della Germania nazista, é stata riconosciuto amianto tumore polmonare e indennizzato.

La principale forma di prevenzione è senz’altro evitare qualsiasi esposizione ad asbesto o ad altri cancerogeni, che agiscono in sinergia (prevenzione primaria). Un esempio è l’unione tra l’esposizione ad amianto e il fumo delle sigarette: in questo caso si aumenta il rischio di insorgenza di tumore polmonare di ben 5 volte.

Altre cause che provocano il tumore ai polmoni

Essendo il carcinoma ai polmoni una neoplasia multifattoriale, esistono varie cause che provocano la malattia:

  • Amianto
  • Benzene
  • IPA
  • Radon
  • Radiazioni
  • Fumi di saldatura

Un importante fattore è anche quello dell’inquinamento ambientale e dell’esposizione nei luoghi di lavoro a fibre di amianto, che potenziano entrambi gli effetti di altri cancerogeni. Questo aspetto è confermato dalla ricerca di Berry G., Gibbs G.W., “An overview of the risk of lung cancer in relation to exposure to asbestos and of taconite miners. In Regul Toxicol Pharmacol” (2008).

Tumore polmonare: diagnosi e cura

Per effettuare la diagnosi e la cura del tumore al polmone, è necessaria l’analisi clinica e fornire riferimenti sull’anamnesi lavorativa, soprattutto se si teme un’esposizione ad amianto. Attraverso la radiografia è possibile ottenere maggiori informazioni riguardo la presenza di una massa tumorale ai polmoni, l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi mediastinici, la presenza di una polmonite ostruttiva o di atelectasia e la presenza di versamento pleurico. Questi elementi determinano se si è in presenza di un tumore ai polmoni curabile.

In alternativa si può eseguire anche la tomografia computerizzata, broncoscopia e/o TC. Tuttavia la conferma della diagnosi di cancro polmonare si ha con la biopsia e l’analisi citologica dell’espettorato.

In caso di conferma della malattia, l’approccio terapeutico da affrontare si distingue in base allo stadio di gravità. Se la patologia è nei primi due stadi è possibile combatterla con una combinazione di chirurgia, chemioterapia e radioterapia.

Il primo passo per la diagnosi del tumore del polmone è l’analisi clinica e l’anamnesi lavorativa. Si prosegue con gli esami strumentali, come la radiografia del torace. La radiografia è in grado di dare informazioni sulla presenza di una massa, sul coinvolgimento dei linfonodi mediastinici, sulla presenza di una polmonite ostruttiva o di atelectasia e sulla presenza di versamento pleurico. Eventualmente alla radiografia può seguire la tomografia computerizzata, broncoscopia e/o TC. La conferma della diagnosi di cancro polmonare è possibile attraverso la biopsia e l’analisi citologica dell’espettorato.

Chirurgia come cura per tumore al polmone

Prima di intervenire chirurgicamente, bisogna sottoporsi a determinati test e controlli. Tra questi vi è l’elettrocardiogramma, al fine di monitorare la funzione cardiaca, e la spirometria, per verificare la quantità di aria emessa ed immessa nei polmoni.

In caso di adenoma polmonare, dopo i controlli, si può intervenire con la chirurgia, optando per diverse cure:

  • resezione a cuneo, che esporta una parte del polmone e si utilizza quando il tumore non è esteso;
  • lobectomia, in cui si esporta un lobo o una parte di esso;
  • pneumonectomia, dove l’intero polmone viene asportato interamente, dato che il tumore si è esteso sull’intera superficie.

Un approccio di chirurgia radicale è il metodo di cura tumore al polmone che garantisce maggiormente una guarigione completa e un miglioramento della prognosi. Tuttavia alla cura chirurgica si affiancano spesso altri trattamenti post-chirurgici.

Radioterapia: trattamento per cancro ai polmoni

Spesso si accompagna la chirurgia con la radioterapia. Per tumore ai polmoni cura può essere a fasci esterni, cioè quando l’energia è emessa al di fuori del corpo, o interna, quando invece viene inserito un tubo che interviene proprio all’interno dell’organo.

Chemioterapia per il tumore polmonare

Un’ulteriore cura a cui sottoporsi in caso di diagnosi di tumore polmonare è la chemioterapia, in cui i farmaci vengono somministrati in vena. Si può optare per la chemioterapia per adenocarcinoma polmonare e per microcitoma. In base alle diverse finalità si ha la chemioterapia:

  • neoadiuvante, somministrata prima dell’intervento chirurgico, per cercare di ridurre il volume della massa tumorale;
  • adiuvante, che viene attuata dopo l’intervento per eliminare eventuali cellule tumorali rimaste nel corpo;
  • esclusiva, cioè scelta come sola terapia quando il tumore non è più operabile;
  • palliativa, utilizzata per ritardare la crescita del tumore e cercare di prolungare la vita del paziente.

Tumore al polmone: tutela giuridica e assistenza legale

Il tumore polmonare è una malattia asbesto correlata. Uno dei fattori principali che causa la patologia è l’esposizione a fibre di amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, tutelano le vittime dei queste patologie causate dall’esposizione ad amianto, tra cui anche il tumore polmonare.

Per la neoplasia al polmone, prima di tutto, è necessario verificare le condizioni di lavoro e l’eventuale esposizione ai cancerogeni, non solo quindi amianto ma anche radiazioni, radon, benzene. Ottenere la certezza della diagnosi è fondamentale sia per fini terapeutici sia per la tutela legale.

Il medico legale redigerà una certificazione, grazie alla quale si potrà attivare la procedura INAIL indennizzo del danno biologico.

Successivamente al riconoscimento della malattia professionale, si può chiedere anche la tutela risarcitoria del danno differenziale, per l’integrale risarcimento del danno. Infatti la prestazione previdenziale INAIL è un indennizzo del danno biologico e delle diminuite capacità di lavoro. Alla vittima è dovuto il differenziale di queste voci di danno e il risarcimento anche del danno morale ed esistenziale.

Anche nel caso in cui la vittima di tumore polmonare sia un fumatore, se si ha avuto un’esposizione professionale a polveri e fibre di asbesto, il diritto alle tutele permane.

La società Colombo Immobiliare Servizi S.r.l. è convenzionata con l’ONA, perciò fornisce un servizio gratuito di assistenza per le vittime di tumore polmonare. Grazie al nostro staff medico, legale e tecnico altamente specializzato si fornisce assistenza in caso di esposizione ad amianto, anche per una prima consulenza gratuita.

Indennizzo INAIL per tumore al polmone

Le vittime di tumore del polmone di origine professionale hanno una serie di diritti. In Italia le malattie e i tumori da amianto sono riconosciuti ed indennizzati dall’INAIL. Perciò coloro che hanno contratto il cancro polmonare malattia professionale devono avviare il percorso INAIL.

Il primo passo da fare per la vittima è riscontrare l’esposizione professionale ad uno dei cancerogeni, dopo il quale viene emesso il certificato di malattia professionale. Questo deve poi essere inoltrato all’INAIL, che avvia il percorso.

Una volta attivata la procedura amministrativa, fisserà la visita collegiale, durante la quale il paziente può farsi assistere dal proprio medico di fiducia.

Successivamente, se ci sarà il rigetto della domanda, si potrà decidere se presentare o meno il ricorso giudiziario.

Se si ha un riferimento all’amianto, dato che questo è inserito nella lista I dell’INAIL, vi è la presunzione legale di origine. Con il riconoscimento dell’origine professionale sussiste quindi il diritto alla rendita mensile, stabilita in proporzione all’entità del danno biologico (non inferiore al 16%). Se invece il danno biologico fosse inferiore, sussiste il diritto all’indennizzo del danno biologico con una tantum.

In caso di decesso, si ha la rendita di reversibilità in favore del coniuge, se si è fatta domanda amministrativa. Si ha tempo invece fino a 3 anni se è il coniuge a presentare la domanda. In caso, invece, sia stata già percepita la rendita dalla vittima, la domanda del coniuge va fatta entro 90 giorni da quando si riceve la lettera INAIL.

Infine, in caso di tumore polmonare di origine professionale, si ha anche diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto.

Fondo Vittime Amianto per tumore al polmone

In seguito al riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale del tumore polmonare, come avviene anche in ogni altra patologia asbesto correlata, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto. Questo è stabilito dall’art.1 co. 241/246 L.244/2017

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile.

Qualora si verifichi la morte della vittima, queste prestazioni aggiuntive del fondo sono sommate alla rendita in reversibilità in favore del coniuge e dei figli minorenni.

Prepensionamento e pensione d’inabilità per cancro polmonare

Dimostrando che il carcinoma polmoni è stato causato anche dall’esposizione ad asbesto, vi è diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Questi contributi sono pari ad una maggiorazione del 50% del periodo di esposizione professionale. Tale misura ti consente l’accesso al prepensionamento.

Per le vittime già in pensione si ottiene invece la rivalutazione dei contributi, sempre utilizzando il coefficiente 1,5. Infine se, pur con l’accredito dei contributi, il lavoratore non matura il diritto alla pensione, può chiedere la pensione d’invalidità amianto (art.1, comma 250, L.232/2016)

Tutte le misure riguardo i benefici contributivi per l’esposizione ad amianto sono riportate nell’art.13, co.7, L. 257/92. Inoltre le linee guida da seguire sono state esposte dall’Avv. Bonanni, che lotta per tutelare i diritti pensionistici e previdenziali dei lavoratori affetti da tumore polmonare.

Tumore al polmone: riconoscimento vittime del dovere

Sono stati riscontrati molti casi di tumore polmonare di origine professionale in coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate e nel Comparto Sicurezza, come personale civile o militare.

Questi lavoratori che, a causa dell’esposizione all’amianto, hanno subito lesioni o danni fisici in servizio presso per esempio Esercito, Aeronautica, Carabinieri hanno il diritto alle prestazioni di vittima del dovere, con il riconoscimento della causa del servizio (art.20 L.183/2010).

Inoltre uno dei settori in cui si riscontrano diversi casi di patologie asbesto correlate, tra cui il tumore dei polmoni, è la Marina Militare. Questo perché c’è stato un uso diffuso di amianto, sia nelle basi a terra, sia, infatti, nelle unità navali.

Tutte le informazioni riguardanti la tutela delle vittime d’amianto colpite dalle patologie asbesto correlate e dei loro familiari sono raccolte nel manuale dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA (Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni).

Risarcimento danni per tumore polmonare

Dopo che l’INAIL ha riconosciuto l’origine professionale del tumore polmonare, si può richiedere anche il risarcimento del danno. Infatti l’INAIL indennizza soltanto il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

Per ottenere, invece, l’integrale ristoro dei danni, compresi il danno morale e quello esistenziale, si deve far valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Poiché, fin dalla metà degli anni ’50, c’è stata la certezza, dimostrata scientificamente, della riconducibilità causale di questa neoplasia ad esposizione ad asbesto, con dose dipendenza, tutte le esposizioni hanno una rilevanza. Perciò, in caso di riconoscimento INAIL, tali atti possono essere fatti valere per chiedere il risarcimento del danno.

Nesso causale: tumore del polmone multifattoriale e dose dipendente

Il tumore del polmone è una neoplasia multifattoriale dose dipendente. Quindi origina per effetto di esposizioni ambientali e lavorative a diversi cancerogeni. Questo vuol dire che oltre al fumo e all’amianto, ci sono altre sostanze che lo provocano.

Quindi, un ruolo fondamentale lo giocano sia l’inquinamento, sia l’utilizzo di cancerogeni negli ambienti di lavoro, tra i quali l’amianto. Il tumore al polmone è provocato anche dal fumo di sigaretta, e ancora dal benzene, dai residui della combustione etc…

Per questi motivi, mentre per quanto riguarda l’indennizzo INAIL trova applicazione il principio della presunzione legale di origine, per quanto riguarda invece il risarcimento del danno differenziale, l’onere della prova è a carico della vittima.

Quindi, occorre raccogliere tutte le prove delle esposizioni, e anche nel caso in cui ci sia una esposizione extraprofessionale, il nesso causale non è escluso. Il caso classico è quello della esposizione contemporanea a fumo di sigaretta e ad amianto. In questo caso, in realtà, vi è una sinergia tra esposizione ai due cancerogeni.

Per cui, non è escluso il nesso causale, come chiarito da molta giurisprudenza: infatti, in questi casi, vi è una concausa, perché si applica il principio di equivalenza causale (art. 41 c.p.). Lo ribadisce la Corte di Cassazione, Sez. Lav. 644/2005, per il caso di un operaio delle Ferrovie che è deceduto per tumore del polmone per amianto e fumo di sigaretta.

Responsabilità contrattuale ed extracontrattuale tumore polmonare

Per ottenere il risarcimento danni bisogna dimostrare il nesso causale. Questo serve per contrastare i datori di lavoro che sostengono la natura extraprofessionale di questo tipo di tumore. Tuttavia tutte le esposizioni ad amianto sono rilevanti.

La responsabilità del datore di lavoro è contrattuale, e poi extracontrattuale. L’indennizzo INAIL e le prestazioni di causa di servizio e vittima del dovere sono solo un parziale ristoro.

I danni risarcibili in caso di tumore al polmone

Questa neoplasia è molto invalidante e in molti casi è mortale. Quindi, oltre alla rendita INAIL, è dovuto anche il c.d. danno differenziale, che consiste nel risarcimento di tutto il danno biologico e anche di quello morale ed esistenziale. Questi ultimi non rientrano nell’indennizzo INAIL.

Poi c’è il danno patrimoniale. Anche in questo caso l’INAIL indennizza soltanto quello da diminuite capacità di lavoro e non tutto il danno patrimoniale. Per questi motivi l’ONA in sinergia con la Colombo Servizi Srl, assistono le vittime del tumore del polmone di origine professionale per la tutela dei loro diritti.

Il calcolo dei danni da tumore al polmone malattia professionale

Per stabilire l’entità del danno non patrimoniale, si deve tener conto del valore della lesione biologica e applicare la Tabella del Tribunale di Milano. In ogni caso il criterio si fonda sul principio dell’integrale ristoro, con personalizzazione che deve tener conto anche dei pregiudizi morali ed esistenziali.

Il sistema permette quindi la “monetizzazione” personalizzata, con rideterminazione del quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, di cui all’art. 1226 c.c., per la responsabilità contrattuale, e dell’art. 2056 c.c., per la responsabilità extracontrattuale, sempre ex art. 432 c.p.c..

Tumore polmonare: come scomputare l’indennizzo INAIL

L’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

La vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee. Questo è stabilito dall’art. 1, comma 1126, lettera a), L. 145/2018, per effetto dell’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, che ha abrogato la lettera a) del comma 1126 della ultima legge di bilancio.

Anche per le malattie verificate in precedenza si deve applicare lo stesso principio dello scorporo per poste omogenee, come ribadito dalla Corte di Cassazione sentenza n. 8580/2019.

L’indennizzo del danno biologico è defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso di rendita, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

Tutela legale gratuita: indennizzi, pensioni e risarcimenti

La nostra società, la Colombo Servizi, supporta a pieno regime l’operato di ricerca dell’Osservatorio Nazionale Amianto. L’azione congiunta di queste due realtà permette ad oggi di ottenere importanti risultati e migliori condizioni di salute per le vittime di tumore ai polmoni.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro team di avvocati online ti fornirà un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.