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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Tumore all’esofago

 

Tumore esofago: prevenzione, guarigione e tutela legale

In caso di tumore all’esofago, come prevenire, guarire e ricevere la tutela legale? Questo cancro è una neoplasia che si sviluppa nell’esofago e può essere causato dall’esposizione all’amianto.

Anche nell’ultima monografia IARC, si fa riferimento all’asbesto come causa del tumore esofago (Volume 100C – IARC Monographs). Infatti le fibre di amianto, qualora inalate o ingerite, sono altamente cancerogene e possono provocare infiammazioni e tumori da amianto, anche con basse esposizioni. L’ONA, con la sua attività, ha fatto emergere la patogenesi del tumore dell’esofago, che risulta riconducibile ad esposizione a queste fibre, sia quelle dei serpentini, tra cui il crisotilo, che degli anfiboli.

Colombo Servizi S.r.l., grazie all’intesa con l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, consente di chiedere la consulenza medica e tutela legale gratuita. A questo servizio di assistenza possono accedere tutti i cittadini che ne fanno richiesta.

Tumore esofago: assistenza medica e tutela legale

Tumore esofago

 

Indice

Che cos’è l’esofago e dove si trova?

L’esofago è l’organo che permette al cibo e ai liquidi di essere ingeriti dallo stomaco. Questo è simile ad un tubo, la cui lunghezza varia dai 25 ai 30 centimetri. Ma l’esofago dove si trova? l’organo collega la gola allo stomaco. La sua larghezza è di circa 2-3 centimetri.

Questo organo è costituito da pareti interne rivestite da un particolare tessuto mucoso, ovvero epitelio stratificato composto da cellule squamose. Invece, esternamente, le pareti sono circondate da tessuto muscolare, innervato dai nervi sia involontari che volontari. Proprio attraverso le contrazioni del tessuto muscolare, infatti, è possibile il processo della deglutizione. Il cibo così viene “spinto” verso il basso in direzione dello stomaco.

Alla fine dell’esofago è presente la valvola cardias, che collega l’organo allo stomaco e che ha il compito di prevenire il reflusso gastrico. Il transito nell’esofago è, inoltre, facilitato dalla mucosa che riveste il tratto. Infatti essa è ricca di ghiandole produttrici di muco, che lubrificano le pareti interne.

Tumore esofago: inizio del processo tumorale

Il tumore dell’esofago è il nono cancro più frequente al mondo. In particolare è il sesto più comune nei Paesi non industrializzati e il diciottesimo nei Paesi industrializzati. In Italia, il tasso di incidenza annuo è di circa 4 casi su 100.000, con circa 2.100 casi all’anno.

Questo tipo di cancro colpisce principalmente gli uomini al di sopra dei 60 anni. I casi sono circa 1.500 tra gli uomini e 600 tra le donne. Inoltre, essendo una forma piuttosto aggressiva di tumore, ha una mortalità notevolmente elevata.

L’insorgere del tumore all’esofago avviene allo stesso modo di tutti i tumori maligni. Si forma una massa anomala di cellule, che hanno la capacità di crescere molto velocemente. In più queste si diffondono, altrettanto velocemente, nei tessuti circostanti e nel resto del corpo. Questa crescita di cellule anomale è causata da un’alterazione insita nel DNA.

Nell’esofago cancro consiste generalmente nella crescita incontrollata delle cellule della mucosa, che rivestono internamente l’organo. Sono, invece, molto più rari i tumori esofago che si sviluppano dalle cellule muscolari, che rivestono l’organo esternamente.

Le diverse tipologie di tumori dell’esofago

Esistono principalmente due tipologie di cancro all’esofago. Il primo è il carcinoma a cellule squamose o squamocellulare, chiamato anche carcinoma squamoso esofago o carcinoma squamocellulare esofago. Questo è il più comune e comprende il 60% dei casi diagnosticati. L’origine dell’insorgenza del tumore proviene appunto dalle cellule squamose, che ricoprono la parete interna dell’organo.

Il secondo tipo di tumore è l’adenocarcinoma dell’esofago. Ad esso appartengono circa il 30% delle neoplasie dell’esofago. Questo deriva dalla trasformazione in senso neoplastico delle cellule delle ghiandole deputate alla produzione di muco. L’adenocarcinoma esofageo insorge più frequentemente nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco (terzo inferiore).

Infine, circa il 3% dei casi di tumore esofageo è causato da metastasi di altre neoplasie, in particolare derivanti da melanomi e cancro della mammella. Questi processi solitamente interessano il tessuto connettivale lasso intorno all’esofago.

Paura del tumore esofago: prevenzione e fattori di rischio

L’insorgere della patologia tumorale che colpisce l’esofago è dovuto a diversi fattori di rischio. L’esposizione lavorativa o ambientale a polveri e fibre di amianto è uno dei principali. Infatti il tumore all’esofago è stato inserito nella Lista III delle malattie professionali INAIL. Anche la presenza di altri cancerogeni può essere causa di un tumore dell’esofago.

Uno dei modi migliori per la prevenzione dell’esposizione è attuare una bonifica dei siti contaminati (prevenzione primaria). Un’alternativa è quella di far sottoporre il lavoratore alla sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria). I controlli sanitari periodici permettono con più probabilità cancro esofago guarigione.

Tra le altre possibili cause ci sono anche fattori genetici, in particolare nella forma carcinoma squamocellulare, una dieta povera di frutta e verdura, obesità, stile di vita poco sano e precedenti di patologie esofagee. Inoltre il consumo di alcolici e tabacco aumenta drasticamente la probabilità di ammalarsi. Infatti i fumatori hanno un rischio di malattia di 5-10 volte maggiore rispetto ai non fumatori, e gli effetti del tabacco sono moltiplicati dal consumo di alcol.

Anche l’infiammazione cronica della mucosa che riveste l’esofago aumenta il rischio di insorgenza del cancro e di malattie a quest’organo. Un esempio è l’esofagite peptica, cioè l’infiammazione cronica della parte terminale dell’esofago, che si manifesta a causa del reflusso di succhi gastrici acidi. Questa infiammazione, a sua volta, può causare l’esofago di Barrett, una condizione precancerosa che può sfociare in tumore esofageo maligno. In particolare precede la comparsa di adenocarcinoma esofageo sintomi.

Esofago di Barrett: rischio neoplasia

L’esofago di Barrett ha origine dal continuo reflusso dei succhi acidi provenienti dallo stomaco. Questo può spingere la mucosa di rivestimento dell’esofago a trasformarsi, divenendo simile a quella gastrica, tipicamente resistente agli acidi.

Questa forma patologica si riscontra nell’8-20% dei malati di reflusso gastroesofageo ed è considerata una vera e propria precancerosi. Ma da esofago di Barrett si può guarire?
Il ricorso alla chirurgia può essere una via per esofago di Barrett guarigione. Da esofago di Barrett guarire significa evitare la completa trasformazione dell’epitelio in tumore maligno.

Tumore esofago come malattia asbesto correlata

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha confermato che le fibre di amianto sono cancerogene, senza una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. L’inalazione provoca ogni anno non meno di 107.000 decessi.

All type of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials. (…) Currently about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace”.

(Chrysotile Asbestos-2014)

Inoltre l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha identificato ben 400 agenti cancerogeni. Più del 90% delle neoplasie è causato da esposizioni ambientali a cancerogeni. Si stima, infatti, che i tumori professionali siano tra il 2% e il 20% di tutti i casi e che provochino almeno 200.000 decessi ogni anno nel mondo.

Determinate sostanze sono state associate all’insorgere di tumore specifici. Un esempio è la relazione tra fumo di sigaretta e il tumore al polmone o quella tra l’esposizione all’asbesto e il mesotelioma e l’asbestosi.

Il 93% dei casi di mesotelioma è del tipo pleurico. Quando le fibre raggiungono il peritoneo, si ha il mesotelioma peritoneale, che riguarda il 5% del totale dei casi di mesotelioma. Ci sono infine i mesoteliomi del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, che coprono ciascuno l’1% dei casi. Nel VI Rapporto ReNaM, pubblicato nel 2018, sono riportati i casi fino al 2014 e parziali fino al 2015.

Tumore esofago sintomi più frequenti

Il tumore all’esofago è difficile da individuare perché si presenta asintomatico, soprattutto negli stadi iniziali della malattia. Tra tumore esofageo sintomi, il più frequente nei pazienti è la disfagia, cioè la difficoltà nell’ingerire il cibo. Successivamente, negli stadi più avanzati della malattia, la deglutizione può diventare persino dolorosa (odinofagia).

Inoltre, a seconda della zona coinvolta dalla neoplasia, si possono verificare la paralisi delle corde vocali, raucedine o disfonia, singhiozzo o paralisi del diaframma. Altri possibili sintomi tumore esofago sono il dolore al torace e al dorso, crampi, bruciore di stomaco e reflusso gastrico, vomito e tosse. In più lo sviluppo del carcinoma è spesso accompagnato dalla perdita di peso.

In caso ci siano cancro esofago metastasi, ciò avviene soprattutto nello stadio avanzato della malattia, possono manifestarsi come cancro esofago sintomi anche dolori ossei o ingrossamento del fegato. Quindi, in caso di tumore esofago metastasi, risulta ancora più importante e necessaria giungere ad una diagnosi precoce. La sopravvivenza per tumore esofago è di 5 anni in caso di diagnosi precoce.

Diagnosi, cura e guarigione del tumore esofago

Per tumore esofago guarigione è importante ottenere la diagnosi. Si può arrivare ad una diagnosi attraverso esofago-gastroscopia periodica o una radiografia dell’esofago con mezzo di contrasto, oppure grazie ad un’endoscopia esofagea.

Tuttavia l’esame che può confermare la diagnosi é quello istologico. Occorre, quindi, effettuare una biopsia. Questa consiste nel prelievo di un frammento di tessuto, al fine di valutare la presenza di cellule tumorali e l’eventuale stadio della malattia. L’esame permette di stabilire anche l’eventuale tumore esofago prognosi o, più specificatamente, adenocarcinoma esofageo prognosi.

Per verificare la presenza di infiltrazioni o linfonodi affetti da metastasi il paziente deve essere sottoposto all’eco-endoscopia. Si sceglie, invece, di optare per una tomografia computerizzata (TC) dell’encefalo, del torace e dell’addome e per la PET, se si ipotizza la presenza di metastasi esofago ed estese ad altri organi.

Tumore esofago: terapie per guarigione e aspettative di vita

In presenza di sintomi cancro esofago, grazie agli esami diagnostici è possibile individuare l’approccio terapeutico più adatto alla guarigione e alla sopravvivenza tumore esofago. Questo ha lo scopo di migliorare tumore esofago aspettative di vita.

Il trattamento e la cura del tumore esofageo dipendono da diversi fattori. Sono determinanti lo stadio del carcinoma, la tipologia, la locazione e le sue dimensioni. Inoltre sono importanti per la scelta della terapia per il tumore esofago età del paziente e il suo stato di salute. Ciò vale per entrambe le tipologie di tumore all’esofago, quindi anche per adenocarcinoma esofageo aspettative di vita.

Il trattamento di guarigione più utilizzato è l’esofagectomia. La procedura prevede, in anestesia generale, la suturazione dell’esofago, a livello del collo, con lo stomaco o, più raramente, con il colon-retto.

Oltre all’intervento chirurgico, si può sottoporre il paziente a chemioterapia, insieme o in alternativa alla radioterapia. queste possono essere somministrate al paziente anche prima dell’operazione, per ridurre parzialmente le dimensioni del tumore.

Per quanto riguarda la chemioterapia, il trattamento più efficace è quello dell’ECF. Con questo acronimo si indica una combinazione di chemioterapici a base di 5FU – 5-fluorouracile, epirubicina e cisplatino.

Nei casi in cui ci sia il tumore esofago non operabile, il paziente può essere sottoposto a radioterapia e chemioterapia al fine di aumentare le possibilità di guarigione, tumore esofago sopravvivenza e migliorare le proprie condizioni di vita. Quando questi trattamenti non sono applicabili, allora si può ricorrere a tumore esofago cure palliative, che possono alleviare i sintomi causati dal tumore all’esofago.

Tumore esofago malattia professionale: tutela legale

Nel caso di esposizione lavorativa agli agenti che possono causare il tumore dell’esofago, il lavoratore ha diritto all’indennizzo previdenziale. La tutela legale costituisce la prevenzione terziaria. Per ottenerlo bisogna avviare il percorso di riconoscimento di malattia professionale. Qualora la domanda dovesse essere accettata, l’INAIL dovrà indennizzare la malattia, con una rendita. Nei casi meno gravi, invece, il versamento della somma avverrà una tantum.

In base DD.MM. 09.04.2008 e 10.06.2014 e delle tabelle INAIL, la procedura di richiesta di tutela si differenzia a seconda dell’agente cancerogeno a cui si è esposti. Se si è stati alla presenza di radiazioni ionizzanti inserite nella lista I gruppo 6, la vittima di tumore esofageo ha diritto al riconoscimento con la presunzione legale di origine. Perciò l’onere della prova è a carico dell’INAIL.

Se, invece, il lavoratore ha operato presso industrie di gomma, il tumore all’esofago viene inserito nella lista II dell’INAIL. In questo caso, quindi, non sussiste la presunzione legale di origine. Tuttavia, data la presenza stessa di questo riferimento, autorizza alla verifica dell’esposizione. In caso di riscontro positivo, si potrà procedere alla certificazione di malattia professionale e avviare il percorso INAIL.

Infine, per quanto riguarda i rischi alla salute dovuti all’esposizione di fibre di asbesto, la neoplasia esofago è inserito nella lista III dell’INAIL, in cui l’origine lavorativa è ritenuta possibile. Quindi, anche in questo caso, non vi è la presunzione legale di origine. Per cui l’onere della prova è a carico del lavoratore, che dovrà dimostrare la presenza dei minerali di amianto negli ambienti lavorativi.

Tutte le informazioni riguardanti la tutela delle vittime d’amianto colpite dalle patologie asbesto correlate sono raccolte nel manuale dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA (Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni).

Indennizzo INAIL per carcinoma esofageo

Dopo che il medico legale ha accertato l’esposizione ad amianto, si darà il via alla domanda amministrativa presso l’INAIL. In caso vi sia il rigetto, è possibile proporre il ricorso amministrativo, come stabilisce l’ex art.104 del d.p.r. 1124/1965, e anche il ricorso giudiziario.

Con il riconoscimento dell’origine professionale sussiste il diritto alla rendita mensile, stabilita in proporzione all’entità del danno biologico. Il grado invalidante deve essere però almeno del 16%. Se invece il danno biologico fosse inferiore, sussiste il diritto all’indennizzo del danno biologico con una tantum. La rendita è costituita principalmente da due componenti: l’indennizzo del danno biologico e quello per diminuite capacità di lavoro.

In caso di decesso, i familiari della vittima possono chiedere la rendita di reversibilità.

Fondo Vittime Amianto per tumore dell’esofago

In caso si sia vittima di tumore all’esofago di origine professionale, si ha anche diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto.

Dopo il riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale del cancro all’esofago, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto, come avviene per ogni altra patologia asbesto correlata. Ciò è infatti stabilito dall’art.1 co. 241/246 L.244/2017. Il grado di invalidità civile riconosciuto per il tumore deve essere almeno del 16%.

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile o alla rendita in reversibilità in favore del coniuge e dei figli minorenni. Per farne richiesta, gli eredi devono depositare la domanda all’INAIL con il certificato necroscopico, che dimostri la causa della morte per l’infermità riconosciuta. Così si avvia il percorso amministrativo, e, in caso di rigetto, la fase giudiziaria.

Benefici contributivi: prepensionamento e pensione inabilità

I benefici contributivi vengono riconosciuti ai lavoratori che hanno contratto il tumore per esposizione professionale ad amianto. Anche qualora ci fosse la concausa con altri cancerogeni lavorativi, sussiste il diritto alla maggiorazione con il coefficiente 1,5.

Le maggiorazioni contributive pari al 50% del periodo di esposizione professionale (art. 13, co. 7, L. 257/1992) permettono alla vittima il prepensionamento mentre, per coloro che sono già in pensione, queste maggiorazioni sono utili per riliquidarne l’importo e maggiorarne i ratei. La rivalutazione dei contributi avverrà sempre con utilizzo del coefficiente 1,5.

Nel caso invece in cui la vittime di tumore all’esofago di origine professionale, anche con i benefici contributivi, non acquisisse il diritto alla pensione, può far richiesta della pensione di inabilità amianto.

Infatti, l’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016 é stato integrato dall’art. 41-bis della legge 58 del 2019 (D.L. 34/2019). Con questo aggiornamento la tutela é stata estesa a tutte le vittime amianto malattia professionale, compreso il tumore dell’esofago. Per farne richiesta bisogna rispettare i termini di scadenza della domanda. La prossima è entro la data del 31.03.2022. Tuttavia va chiarito che la pensione inabilità INPS non è cumulabile con la rendita INAIL.

Vittime del dovere del cancro all’esofago

Sono stati riscontrati molti casi di malattie asbesto correlate di origine professionale, tra cui il cancro all’esofago, in coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate e nel Comparto Sicurezza, ad esempio Esercito, Aeronautica o Carabinieri.

Uno dei settori maggiormente colpito da questo tipo di patologie è la Marina Militare. Infatti è stata riscontrata un’elevata presenza di amianto nelle unità navali, oltre che nelle basi a terra.

Chi ha quindi subito lesioni durante l’esercizio della propria funzione, può far valere il proprio diritto alle prestazioni di vittima del dovere, con il riconoscimento della causa del servizio (art.20 L.183/2010).

Tumore esofago: diritto al risarcimento danni

Le vittime di tumore all’esofago subiscono, oltre al danno biologico, anche pregiudizi morali ed esistenziali. Una volta ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale della malattia, la vittima ha l’opportunità di richiedere anche il risarcimento dei danni.

L’INAIL indennizza solo il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni, compresi danni morali ed esistenziali, si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Quindi, in caso di tumore all’esofago con il riconoscimento di malattia professionale, si può agire con richiesta a carico del datore di lavoro. È fondamentale, però, dimostrare il nesso causale.

Il calcolo dell’entità dei danni complessivamente subiti dalla vittima si stabilisce in maniera personalizzata. Si ha la liquidazione del differenziale del danno patrimoniale e del danno biologico, e il risarcimento danni morali ed esistenziali.

Per stabilire l’entità del danno non patrimoniale, si  presuppone l’applicazione del criterio di equità, sulla base di quanto dedotto e dimostrato. Si deve tener conto del valore della lesione biologica e applicare il sistema riportato dalla Tabella del Tribunale di Milano. Il sistema permette di stabilire il valore del danno, rideterminando il quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, per la responsabilità contrattuale e per la responsabilità extracontrattuale.

Il diritto al risarcimento danni sussiste anche per i familiari della vittima, in caso di decesso. Gli eredi possono agire per ottenere il risarcimento per i danni avuti personalmente (iure proprio) e per quelli subiti in seguito alla morte del congiunto (iure hereditario).

Come si calcola il valore del danno?

L’indennizzo INAIL si stabilisce scorporandolo per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

La vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee. L’indennizzo del danno biologico è defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso di rendita, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

È l’art. 1, comma 1126, lettera a), L. 145/2018, per effetto dell’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, ha stabilire in dettaglio la procedura. Questa normativa ha abrogato la lettera a) del comma 1126 della ultima legge di bilancio.

Tutela e assistenza legale gratuita

La nostra società, la Colombo Servizi, supporta l’operato di ricerca dell’Osservatorio Nazionale Amianto. La sinergia di queste due realtà ha permesso di conseguire importanti risultati e migliori condizioni di salute per le vittime di tumore all’esofago e di altre malattie asbesto correlate.

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