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Amosite amianto: prevenzione e tutela dei diritti

 

Amosite amianto: prevenzione e tutela dei diritti

L’amosite amianto prevenzione e tutela dei diritti. L’Osservatorio Nazionale Amianto si prefige di tutelare la salute e la dignità delle persone umane, nonché la tutela dell’ambiente.

Questo minerale, conosciuto come “amianto bruno“, appartiene alla famiglia degli anfiboli della classe dei silicati idrati di magnesio-ferro-manganese. Il suo nome deriva dall’acronimo “AMOSA”Asbestos Mines of South Africa, ovvero minerale di asbesto del Sud Africa.

Conosciuto anche con il nome di “Grunerite”, il minerale di amosite ha formula chimica 5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O.

Assistenza medica e tutela legale gratuita

amosite

 

Indice

Morfologia e proprietà fisiche dell’amosite

L’amosite si trova in natura e viene estratto da rocce metamorfiche ricche di ferro. Come suggerisce l’etimologia del nome, il minerale era estratto nelle grandi miniere a cielo aperto del Sud Africa, ma anche in moltissimi altri paesi, tra cui l’Italia.

Da un punto di vista morfologico, le fibre di amosite sono molto simili a quelle di crocidolite. Le sottili lamelle dell’amianto bruno hanno morfologia aghiforme ed un aspetto fibroso. Sono molto flessibili e presentano un’ottima resistenza meccanica e alla trazione. I  minerali di amosite e crocidolite possono essere distinti a colpo d’occhio per il colore: bruno per l’amosite e blu per la crocidolite. 

amosite

Come tutti gli altri minerali del gruppo di anfiboli, quali la crocidolite, la tremolite, l’actinolite e l’antofillite, anche l’amosite è stata largamente utilizzata. Così come il crisotilo, una fibra di amianto appartenente al gruppo dell’amianto serpentino.

L’utilizzo di Amosite in Italia

L’estrazione dei minerali di amianto è una pratica che fonda le sue radici in epoche lontane. Infatti, i primi ad utilizzare il minerale furono gli antichi Romani, convinti del fatto che l’amianto avesse dei poteri magici. Con il passare dei secoli, l’attività di estrazione e lavorazione si è intensificata sempre di più fino a raggiungere il picco più alto durante gli anni 80 e 90 del secolo scorso.

Tra i settori economici maggiormente coinvolti troviamo quello dell’industria dei trasporti, dell’edilizia e dell’aereonautica. In particolar modo, le fibre di amosite sono state impiegate per la realizzazione di rivestimenti isolanti, tubature, lastre di copertura, tute ignifughe e macchinari di vario genere.

La scoperta della cancerogenicità di tutte le fibre, ha causato la cessazione di qualsiasi attività legata all’amianto. In Italia, con la legge 257/92 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer è stata vietata l’estrazione, l’importazione, esportazione, la commercializzazione e la prodizione di prodotti di amianto o contenenti amianto.

Fibre di Amosite: un potente cancerogeno

L’amosite, come la maggior parte dei minerali asbestosi, è un tipo di minerale piuttosto fibroso. Per questo motivo, l’amianto bruno è considerato il più pericoloso ed è il principale colpevole del cancro al polmone e del mesotelioma. Infatti, anche la sola inalazione è estremamente nociva.

Quando le fibre di amosite si liberano nell’aria o nell’acqua, possono essere respirate o ingerite. Queste provocano danni irreversibili all’organismo. Gli organi più colpiti sono le strutture anatomiche dei polmoni: membrane, bronchi e alveoli.

Le fibre nel polmone causano una infiammazione cronica. In particolare, i macrofagi, le cellule spazzine del corpo umano, non riescono a svolgere il loro ruolo di difesa. Le fibre provocano, così, un processo di infiammazione cronica responsabili della formazione dello stato displasico, canceroso e poi cancerogeno.

Amosite e patologie asbesto correlate

L’amosite, come tutti i minerali di amianto, causa malattie gravi in tutti coloro che ne vengono a contatto. Come già anticipato, tra le varie patologie tumorali vi è il mesotelioma, una patologia asbesto correlata dove l’unico fattore eziologico è l’amianto. Ad affermarlo lo IARC – Agenzia Internazionale sulla Ricerca sul Cancro, nella sua ultima monografia sull’asbesto.

Nel 1960, Richard Wagner è stato il primo a mettere in evidenza come l’esposizione ad amianto causi il mesotelioma maligno. A conferma della teoria di Wagner, alcuni studi più approfonditi effettuati intorno agli anni ’70 e negli anni successivi. 

Il mesotelioma è un tumore che interessa le cellule del mesotelio, ovvero cellule che rivestono le cavità sierose degli organi interni. La forma più frequente è il mesotelioma pleurico, che riguarda il 93% dei casi. Poi c’è il mesotelioma peritoneale, che costituisce solo il 5% dei casi ed il mesotelioma pericardico con il 3% dei casi. Meno frequente, invece, è il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo.

Altre neoplasie associate all’amianto sono il tumore al polmone, alla laringe, allo stomaco, alla faringe, al colon, alle ovaie e all’esofago. Solo recentemente, alcuni studi dimostrano come l’esposizione ad amianto causi il tumore al fegato. Infatti, la fibra killer è responsabile dell’insorgenza del colangiocarcinoma intraepatico, una malattia particolarmente aggressiva che interessa il fegato.

Amosite di amianto, tutela della salute con la prevenzione

L’Italia è uno dei paesi maggiormente coinvolti nel monitoraggio delle patologie asbesto correlate. Con il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), continuano ad essere identificati quotidianamente tutti i nuovi casi di mesotelioma, per valutare l’incidenza della patologia e le fonti di esposizione ancora ignote.

Il ReNaM ha una gerarchia su base regionale. Ogni Centro di Organizzazione Regionale (COR) ha il compito di raccogliere dati sulla storia professionale e sulle abitudini di vita della vittima, ma anche dei suoi familiari. Grazie al sistema di sorveglianza epidemiologica, è stato possibile valutare le fonti di esposizione alla fibra killer. Dai dati si evince che, nella maggior parte dei casi l’esposizione ad amianto è di tipo occupazionale. Seguono le esposizioni di tipo familiare e di tipo ambientale.

Inoltre, dal VII Rapporto ReNaM pubblicato da INAIL, si evince che il numero dei casi di malattie asbesto correlate negli ultimi anni è in continuo aumento.

Osservatorio Nazionale Amianto per la tutela ambientale e delle vittime di amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’osservatorio, da anni sono al fianco delle vittime della fibra killer e dei suoi familiari. La loro mission è di tutelare i cittadini e lavoratori dal rischio amianto e la salute dell’ambiente.

Grazie all’APP AMIANTO, l’applicazione attraverso la quale i cittadini possono segnalare i siti contaminati in attesa di bonifica, l’ONA ha realizzato la mappatura nazionale sull’amianto. Durante l’ultima giornata mondiale delle vittime amianto, l’associazione ha denunciato la presenza di fibre killer in 2.292 scuole, 1.000 biblioteche ed edifici culturali e 250 ospedali. Questi numeri sono ancora più alti se pensiamo che su tutto il territorio sono presenti moltissimi siti non ancora denunciati.

Tutto questo rappresenta una vera e propria condizione di rischio dovuta soprattutto al ritardo delle bonifiche. Il continuo aumento dei mesoteliomi, solo nel 2020 ha sfiorato i 2000 casi.

Per tali motivi, l’avv. Ezio Bonanni, nella pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Edizione 2022” ha insistito sulla necessità di bonificare i siti al più presto. Non solo con il confinamento e l’incapsulamento, ma anche e soprattutto con lo smaltimento. Questa forma di prevenzione primaria permette di evitare qualsiasi esposizioni alle fibre di amosite ottenendo sia la tutela della salute dell’uomo che dell’ambiente.

Assistenza legale e vittime del dovere

In Italia, sono circa 4.200.000 su 21.8 milioni di lavoratori esposti a cancerogeni come l’amianto. Il team di legali e medici specialisti, coordinati dall’Avv. Bonanni, possono aiutare i lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni ad ottenere le dovute prestazioni, già con una prima consulenza gratuita.

Lo studio legale si contraddistingue per l’esperienza, serietà e professionalità di tutti componenti del team, selezionati dall’Avvocato Ezio Bonanni, pioniere, in Italia, della tutela delle vittime del dovere.

I diritti delle vittime di mesotelioma

Il mesotelioma pleurico è una malattia professionale asbesto correlata dove l’unico fattore eziologico è l’asbesto. L’INAILIstituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, riconosce la patologie come tumore professionale appartenente alla lista I. Come per tutte le malattie tabellate presenti nella lista I, esiste una presunzione legale di origine che permette alla vittima o ai suoi familiari ad avere diritto ad una serie di prestazioni di carattere assistenziale ed economico, nonché a tutte le altre prestazioni previste dalla legge. Per tutte le altre malattie contratte sul luogo di lavoro, è possibile dimostrare la correlazione tra la malattia e l’ambiente di lavoro per il riconoscimento del diritto alle prestazioni INAIL.

Riconoscimento INAIL per le malattie asbesto correlate

Il riconoscimento dell’origine professionale della patologia permette al lavoratore, o ai suoi familiari, di percepire un indennizzo che generalmente consiste in una prestazione economica. L’INAIL riconosce il diritto alla rendita mensile il cui valore è proporzionale all’entità del danno biologico e alla riduzione delle capacità lavorative.

Se la malattia provoca un danno biologico superiore al 16%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad una rendita mensile. Se la malattia causa un danno biologico compreso tra il 6% ed il 15%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad un indennizzo erogato in un unica soluzione. Per gradi invalidanti inferiori al 6%, l’Istituto non prevede nessuna erogazione economica.

Per la quantificazione del danno biologico si utilizzano le Tabelle del Tribunale di Milano. Queste si basano sulla percentuale del grado invalidante riconosciuto e sull’età della vittima. L’entità degli importi dovuti dovrà essere calcolata su base equitativa con personalizzazione secondo gli artt. 1226 e 2056 c.c..

La rendita INAIL spetta:

  • al coniuge;
  • a figli legittimi, naturali, riconosciuti o riconoscibili, adottivi fino a 18 anni e ai figli a carico fino al 21esimo anno di età che frequentano la scuola media superiore e che non hanno un lavoro retribuito;
  • ai figli a carico fino al 26esimo anno di età, che frequentano l’università e che non hanno un lavoro retribuito;
  • ai figli a carico con oltre 26 anni di età se totalmente inabili.

In assenza di coniuge e figli, la rendita INAIL spetta ai genitori e/o ai fratelli e sorelle della vittima se a carico e conviventi.

Fondo Vittime Amianto per le patologie asbesto correlate

Il Fondo Vittime Amianto è un fondo gestito dall’INAIL. Ha la funzione di erogare un indennizzo economico ulteriore ai titolari delle rendite per malattie professionali o agli eredi delle vittime di amianto in caso di decesso della vittima. L’indennizzo consiste in una maggiorazione del 15% della rendita percepita. Per avere accesso alle prestazioni del fondo, le vittime o i familiari non devono presentare nessuna istanza.

Prepensionamento e pensione di inabilità per amianto

I lavoratori affetti da mesotelioma pleurico di origine professionale hanno diritto ai benefici contributivi (ex art. 13 comma 7 L. 257/1992). Questi consistono nel diritto a rivalutare la posizione contributiva per ottenere il prepensionamento e la pensione di inabilità.

L’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione all’amianto consistono nella moltiplicazione del periodo di esposizione al cancerogeno con il coefficiente 1,5. Il diritto al prepensionamento vale anche per chi è già in pensione, che potrà così rivalutare il trattamento pensionistico in godimento. Qualora il lavoratore non riesca ad acquisire il diritto al prepensionamento, nonostante l’accredito dei benefici contributivi con il coefficiente 1,5 può richiedere all’INPS la pensione di inabilità per amianto. In questo caso, a prescindere dai requisiti di anzianità contributiva ed anagrafica, il lavoratore avrà diritto all’immediato pensionamento.

Riconoscimento delle prestazioni di Vittima del Dovere

Tutti coloro che hanno prestato servizio Forze Armate e nel Comparto Sicurezza, come personale civile o militare, e che per motivi di servizio hanno contratto il mesotelioma della pleura, hanno diritto alle prestazioni di vittima del dovere, con il riconoscimento della causa del servizio (art.20 L.183/2010). Uno dei settori in cui si riscontrano diversi casi di patologie asbesto correlate, tra cui il tumore dei polmoni, è la Marina Militare. Questo perché c’è stato un uso diffuso di amianto, sia nelle basi a terra, sia nelle unità navali.

Lo status di Vittima del Dovere fa sì che il lavoratore affetto dalla malattia abbia determinati benefici aggiuntivi. Queste prestazioni, in caso di decesso, spettano al coniuge e agli orfani.

Risarcimento danni e nesso causale

Con il riconoscimento della causa di servizio e la prova che la malattia si è sviluppata in seguito alla mancanza di utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, sarà possibile ottenere l’indennizzo riservato alle vittime del dovere o ai suoi familiari. Infatti, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) stabilisce che il datore di lavoro deve fornire dei “Dispositivi di Prevenzione Individuale” – DPI a tutti i suoi dipendenti. Questi ultimi devono essere scelti in base ai rischio a cui vengono esposti i lavoratori. Solo in questo modo si mira a proteggere la salute del lavoratore e la sua sicurezza.

Se il datore di lavoro non rispetta le cautele imposte dalla legge, i familiari della vittima avranno il diritto al risarcimento del danno differenziale. Questo danno ristora nel danno biologico, morale-esistenziale per le lesioni, l’inabilità causata dalla malattia e nel danno patrimoniale per le perdite economiche dovute alle spese da sostenere per la malattia stessa. L’ammontare della somma dovuta dal datore di lavoro a titolo differenziale si ottiene sottraendo le prestazioni liquidate al lavoratore dall’INAIL dalla somma di tutte le voci di danno spettanti al danneggiato e conseguenti alla malattia professionale.

Tutela e assistenza per le vittime e familiari

La Colombo Servizi S.r.l, grazie alla convenzione con l’ONA, fornisce anch’essa consulenza medica e legale gratuita alle vittime del dovere o ai suoi familiari. Il suo Team, composto da una squadra di avvocati e di medici legali, è specializzato in risarcimento delle vittime o dei suoi familiari.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro team di avvocati ti fornirà online un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.