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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Asbestosi

 

Asbestosi polmonare: malattia amianto

Asbestosi polmonare è una malattia amianto, chiamata anche fibrosi interstiziale polmonare. È causata dall’inalazione amianto ed è stata la prima delle malattie ricondotte all’esposizione ad asbesto. Infatti è stata riconosciuta come malattia professionale già con la L. 455/43 e, ancora oggi, è inserita nella Lista I dell’INAIL. Quindi, in caso di asbestosi diagnosi, deve essere riconosciuta come malattia professionale asbesto correlata.

Infatti, generalmente, è necessaria un’esposizione intensa e prolungata, che si verifica soprattutto nel caso si lavori a contatto con questi minerali. Nel 2015 ha colpito circa 157.000 persone, di cui 600 solo in Italia, e provocato 3.600 decessi. L’unica forma di prevenzione è evitare ogni forma d’esposizione. La prevenzione primaria è sostenuta anche dalla revisione del Consensus di Helsinki (Commento del Prof. Philip J Landrigan).

In caso non si possa evitare il contatto con la fibra killer, allora il lavoratore si deve sottoporre ad una sorveglianza sanitaria, con controlli periodici con radiografie del torace. La prevenzione secondaria è fondamentale per ottenere una diagnosi precoce e ricevere le terapie efficaci.

Infine alle vittime deve essere garantita la tutela legale dei propri diritti. La prevenzione terziaria, dopo il riconoscimento della natura professionale dell’asbestosi, permette di ricevere le tutele previdenziali e risarcitorie.

La Colombo Servizi S.r.l fornisce l’assistenza risarcimento a tutte le vittime di amianto affette da asbestosi e non solo. Grazie alla collaborazione con l’Osservatorio nazionale Amianto e all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, la società permette di richiedere il servizio di consulenza sanitaria e legale gratuita.

Asbestosi polmonare: assistenza medica e legale gratuita

Asbestosi

 

Indice

Tempo di lettura: 13 minuti

Cos’è l’asbestosi e come evolve la malattia

Asbestosi cos’è? L’asbestosi, nella fase iniziale della malattia, è una fibrosi delle zone circostanti i bronchioli respiratori e i dotti alveolari. Successivamente si estende agli alveoli. Una volta che vengono inalate le fibre di asbesto amianto, queste modificano le caratteristiche fisiche del tessuto e il parenchima risulta così “stirato”.

Un altro effetto che si provoca è che si formano tralci fibrotici che circondano ampie zone aeree. I tralci fibrotici cosa sono? Queste cisti aeree possono raggiungere il diametro di 5 millimetri. In un primo momento, sono coinvolti solo i lobi inferiori e le zone sub-pleuriche. Poi vengono coinvolti i lobi medio e superiori dei polmoni.

In chi è vittima di asbestosi vengono spesso riscontrati i cosiddetti “corpuscoli dell’asbesto“, ovvero bastoncelli di colore bruno-dorato lunghi fino a 80 μm. L’aspetto che si riscontra è quello di grani di rosario, con le estremità rigonfie, che è stato formato da fibre di amianto rivestite, a strati, da un sostanza proteica e da ferritina.

Con l’asbestosi, si presentano anche le placche pleuriche, sotto forma di addensamenti ad elevato contenuto di collagene e calcio della pleura parietale. Quest’ultime vengono rilevate più frequentemente sulle cupole diaframmatiche e nelle zone anteriori e postero-laterali.

Asbestosi polmonare: malattia asbesto correlata

L’amianto asbesto è l’unico fattore che provoca l’asbestosi polmonare, la quale è una malattia dose dipendente monofattoriale. L’unica forma di prevenzione di questa patologia è quella di evitare l’esposizione a fibre di amianto. I tempi di latenza per l’insorgenza della malattia possono essere anche di trent’anni, dall’iniziale esposizione all’asbesto.

Le fibre di amianto, una volta inalate o ingerite, possono causare infiammazioni, che poi possono portare all’insorgere del carcinoma. Gli organi più colpiti sono quelli dell’apparato respiratorio e quelli gastrointestinali. Infatti l’amianto è la causa principale di malattie infiammatorie come ispessimenti pleurici e placche pleuriche, oltre che dell’asbestosi. Queste possono poi evolvere fino a provocare tumore del polmone e delle sierose, il mesotelioma.

Gli effetti cancerogeni dell’amianto sono stati esposti anche dall’ultima monografia dello IARC (Volume 100C – IARC Monographs):

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum.

L’esposizione per causare l’asbestosi malattia deve essere elevata ed è spesso legata allo svolgimento d’attività lavorativa in luoghi contaminati, privi di aspiratori localizzati e in assenza di protezione individuale. Ogni anno, in Italia, questa patologia causa non meno di 600 decessi, non considerando le complicazioni cardiache, le malattie cardiovascolari e le malattie cardiocircolatorie.

Diffusione amianto: necessità di bonifica come prevenzione

Con l’entrata in vigore della Legge 257/92, l’amianto è stato bandito con decorrenza dal 28 aprile 1993. Tuttavia, in Italia era stata diffusamente utilizzato come materiale, soprattutto nella forma di cemento-amianto o eternit. Purtroppo, soltanto una minima parte dei siti contaminati sono stati bonificati e messi in sicurezza. In Italia sono infatti presenti un milione di micro siti e circa 50.000 siti industriali.

Le esposizioni ad asbesto sono quindi proseguite e il rischio resta attuale. Nel nostro paese, vengono diagnosticati almeno 600 casi di asbestosi ogni anno. Dalle mappature amianto risulta risultato che sono presenti ancora sul territorio ben 40 milioni di tonnellate amianto, persino nelle scuole e negli ospedali. I siti ancora a rischio esposizione sono stati indicati dall’Avv. Bonanni nella sua pubblicazione “Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, a tal riguardo ha stimato che le patologie asbesto correlate, provocano ogni anno circa 107.000 decessi nel mondo. Per tali motivi, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno insistito e continuano ad insistere sulla bonifica dei materiali di amianto. Solo attraverso la bonifica e le misure di prevenzione tecnica e protezione individuale è possibile tutelare i cittadini. Questo proposito è condiviso dalla Colombo Servizi.

Asbestosi polmonare: studi di approfondimento

  • Bhandari J, Thada PK, Sedhai YR, Asbestosis (23 novembre 2020): la ricerca evidenzia come l’asbestosi sia una malattia polmonare interstiziale causata dall’inalazione di fibre di amianto, evidenziando i vari effetti dei diversi silicati minerali.
  • Girardi P, Merler E, Ferrante D, Silvestri S, Chellini E, Angelini A, Luberto F, Fedeli U, Oddone E, Vicentini M, Barone-Adesi F, Cena T, Mirabelli D, Mangone L, Roncaglia F, Sala O, Menegozzo S, Pirastu R, Azzolina D, Tunesi S, Miligi L, Perticaroli P, Pettinari A, Cuccaro F, Nannavecchia AM, Bisceglia L, Marinaccio A, Pavone VLM, Magnani C, Factors Affecting Asbestosis Mortality Among Asbestos-Cement Workers in Italy, Ann Work Expo Health (1 luglio 2020): lo studio è stato condotto con lo scopo di indagare i modelli temporali e i determinanti associati alla mortalità da asbestosi tra 21 coorti di lavoratori del cemento-amianto, che erano fortemente esposti alle fibre di amianto.
  • Yang M, Wang D, Gan S, Fan L, Cheng M, Yu L, Wang B, Li W, Ma J, Zhou M, Chen W, Increasing incidence of asbestosis worldwide, 1990-2017: results from the Global Burden of Disease study 2017, Thorax (settembre 2020): la ricerca ha descritto il tasso di incidenza standardizzato per età (ASIR) e la sua variazione percentuale media annua. Sebbene l’uso dell’amianto sia stato completamente vietato in molti paesi, l’ASIR dell’asbestosi è aumentato a livello globale dal 1990 al 2017.

Asbestosi : quali sono i sintomi più frequenti?

L’asbestosi presenta come sintomi iniziali la difficoltà respiratoria, tosse, dolore toracico, mancanza di respiro o respiro sibilante. Inoltre le vittime possono soffrire di astenia e debolezza e possono aver contratto anche le placche e ispessimenti pleurici

Nelle forme avanzate, l’asbestosi può provocare cianosi, ippocratismo digitale, crepitii secchi alle basi, il fenomeno delle dita a “bacchetta di tamburo”, ovvero si presenta l’apice delle dita delle mani rigonfio. L’asbestosi inoltre può degenerare in cancro del polmone, mesotelioma e insufficienza respiratoria ingravescente.

Anche prima di sfociare nel tumore polmonare e nel mesotelioma pleurico, l’asbestosi può causare la morte della vittima per complicazioni respiratorie e cardiache.

I differenti tipi di diagnosi di asbestosi

Per poter effettuare una corretta diagnosi di asbestosi, è necessario sottoporsi ad esami specifici. Tra questi vi è la pulsossimetria, la biopsia polmonare o il lavaggio broncoalveolare, cioè la raccolta di una piccola quantità di liquido del polmone, per essere poi esaminata.

Particolarmente efficace è effettuare una TC del torace o i RX. I risultati di questi esami sono decisivi per individuare questa patologia. L’esame dei RX rileva soprattutto le opacità reticolari lineari, situate di solito nella periferia dei lobi inferiori. Tuttavia è preferibile ricorrere alla TC del torace ad alta risoluzione per la diagnosi, in quanto riesce ad individuare anche le alterazioni pleuriche.

La TC ad alta risoluzione, specifica per lo studio del parenchima polmonare, e la risonanza magnetica permettono invece la ricerca di corpuscoli di asbesto nell’espettorato.

Un altro esame da effettuare è la prova di funzionalità respiratoria, che dimostra la riduzione dei volumi polmonari e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLco) e permette di caratterizzare le alterazioni della funzionalità dei polmoni nel tempo.

Asbestosi polmonare: cura e tipi di terapie

La previsione del decorso dell’asbestosi è condizionata dalla gravità della malattia. Non esistono per asbestosi cura e terapie definitive ma, in alternativa, sono possibili diverse tipologie di intervento per alleviarne asbestosi sintomi.

Innanzitutto la vittima, se fumatore, deve smettere di fumare per evitare di aggravare la fibrosi polmonare e, soprattutto, di aumentare l’infiammazione, che può evolvere in tumore del polmone e in altre neoplasie nel tratto respiratorio. Poi è utile sottoporsi al vaccino contro l’influenza e batterio pneumococco per impedire l’aggravamento in asbestosi pleurica.

Un’altra terapia efficace è assumere farmaci che facilitino la respirazione, come i broncodilatatori con inalatore o teofillina, e che agiscono direttamente per contrastare i sintomi  della malattia. Infatti inducono il rilassamento della muscolatura delle vie aeree e rendono la respirazione meno faticosa.

Il paziente può anche utilizzare una bombola di ossigeno o concentratore di ossigeno per facilitare la respirazione e far fronte alle crisi respiratorie. Il concentratore di ossigeno è un apparecchio elettrico che purifica l’aria respirata dalla vittima.

Asbestosi polmonare malattia amianto: riconoscimento INAIL

I lavoratori esposti alle fibre di amianto, che hanno ricevuto la diagnosi di asbestosi, hanno diritto all’indennizzo INAIL. Questa patologia presenta la presunzione legale di origine, perché è inserita nella lista I dell’INAIL delle malattie professionali asbesto correlate. Ciò vuol dire che è sufficiente la presenza dell’agente cancerogeno nell’ambiente lavorativo (noxa patogena) per avere il riconoscimento professionale della patologia e la tutela dei diritti.

In caso di conferma dell’esposizione, è necessario che il medico legale rediga il certificato di malattia professionale. Questo certificato deve essere poi inoltrato all’INAIL, che sottopone il paziente a visita. Nel caso di mancato riconoscimento, ovvero dell’attribuzione di un punteggio di invalidità non soddisfacente, si potrà procedere con il ricorso amministrativo. In seguito, l’ente convocherà il paziente per la visita collegiale medica. In caso di un non soddisfacente giudizio, ci si potrà rivolgere alla magistratura del lavoro con un ricorso ex art. 442 c.p.c..

Tutte le informazioni riguardanti la cura e tutela delle vittime d’amianto colpite dalle patologie asbesto correlate e dei loro familiari sono raccolte nel manuale dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA (Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni).

La società Colombo Servizi, grazie alla convenzione con l’ONA, mette a diposizione un servizio gratuito di assistenza e tutela per le vittime di patologie asbesto correlate. Grazie al suo staff specializzato in campo medico, legale e tecnico fornirà assistenza in caso di esposizione ad amianto, anche per una prima consulenza gratuita.

Nesso causale tra esposizione professionale e malattia asbesto

L’asbestosi ha sempre origine occupazionale perché l’insorgere della malattia è condizionato dall’elevata esposizione alle fibre di asbesto. Qualsiasi esposizione extraprofessionale, infatti, avrebbe un’intensità troppo bassa per causare la patologia. Per questo motivo lo sviluppo dell’asbestosi conferma il nesso causale, cioè prova che l’esposizione, che deve essere intensa, può essere stata solo di origine professionale.

L’accertamento della causalità individuale tra l’esposizione continuata dei lavoratori alle fibre di amianto e l’insorgenza delle malattie da tale esposizione provocata, come appunto l’asbestosi, si è avuto con la sentenza della Corte di Cassazione, IV Sez. pen., n. 22022 del 22 febbraio 2018. Il giudice di merito ha accertato che i singoli lavoratori operavano in ambienti dove veniva lavorato l’amianto, privi di alcuna precauzione.

Anche a fronte della comprovata esistenza di altro fattore patogeno, ovvero il fatto che un lavoratore era stato un accanito fumatore, si dà conto degli indicatori biologici di esposizione all’amianto. Sono circa 6.000 corpi per grammo di tessuto polmonare ed è stata rilevata la presenza di asbestosi parenchimale, quest’ultima indicativa di una rilevante esposizione professionale all’amianto.

Perciò si conclude per la sussistenza del nesso causale alla luce della comprovata presenza di entrambi i fattori causali, fumo e amianto, la cui sinergia non esclude che l’esposizione all’amianto sia stata determinante per l’insorgenza, in questo caso, di tumore polmonare e asbestosi. È quindi ribadito l’effetto congiunto dei due fattori causali in termini di aumento del rischio.

Asbestosi: rendita INAIL  e Fondo vittime amianto

Chi soffre di asbestosi, essendo questa patologia asbesto correlata inserita dall’INAIL nella Lista I delle malattie professionali, ha diritto all’indennizzo INAIL. Essendo compreso nella prima lista, l’asbestosi è, infatti, una tra le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”.

Questa prestazione previdenziale comprende l’indennizzo del danno biologico a partire dal 6% d’inabilità e la rendita INAIL dal 16%. In questo caso il rateo mensile è calcolato su una serie di parametri, che dipendono dal reddito e dal grado invalidante. In caso di decesso, gli eredi hanno diritto alla rendita di reversibilità.

Inoltre, per le vittime di asbestosi è previsto anche il diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto. Questa tutela è stabilita dall’art.1 co. 241/246 L.244/2017.

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile. Come stabilito dalla Circolare INAIL n. 25 del 27 settembre 2021, il valore è il 15% in più della rendita. Qualora si verifichi la morte della vittima, queste prestazioni aggiuntive del fondo sono sommate alla rendita in reversibilità in favore dei familiari.

Prepensionamento e pensione d’invalidità per asbestosi

Il riconoscimento dell’asbestosi come malattia professionale è molto importante, perché permette di ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. L’ex art. 13, co.7, L. 257/92 stabilisce, infatti, i benefici contributivi pari ad 1,5 dell’intero periodo di riconosciuta esposizione ad amianto. Questa misura fa sì che il lavoratore possa accedere al prepensionamento.

Per tutte le vittime che sono già in pensione le maggiorazioni saranno utili per avere una rivalutazione dei ratei, sempre utilizzando il coefficiente 1,5, e quindi un aumento complessivo delle prestazioni (art.13, co.7, L.257/92).

Inoltre, anche se con questi benefici non si maturasse il diritto alla pensione, si potrà chiedere la pensione amianto di invalidità. Infatti, l’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale con i commi 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016.

Per ottenerla, è sufficiente aver maturato 5 anni di contributi effettivi, di cui 3 maturati negli anni precedenti la presentazione della domanda di pensione amianto. Il termine della presentazione della domanda amministrativa è il 31.03.2022. Superata questa data, per essere collocati in pensione, bisognerà attendere l’anno successivo.

Asbestosi e riconoscimento vittima del dovere

Gli appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza vittime di asbestosi hanno diritto ad ottenere il riconoscimento dello status vittima del dovere e quello della causa di servizio e delle prestazioni previdenziali. Il riconoscimento della qualità di vittima del dovere è la conseguenza del servizio in condizioni di rischio per le particolari condizioni ambientali e operative.

Uno dei settori più colpiti da queste malattie asbesto correlate è  la Marina Militare Italiana. Infatti, la sola Procura della Repubblica di Padova ha registrato 1.101 casi di malattie causate dall’esposizione ad amianto tra i soli dipendenti del Ministero della Difesa, impiegati nella Marina Militare Italiana.

Tra le prestazioni aggiuntive a cui hanno diritto ci sono una speciale elargizione e un assegno vitalizio. Il riconoscimento è stato stabilito dall’art. 20 L. 183/2010. Inoltre, nei confronti delle vittime del dovere, vengono adottati gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo. In caso di morte per malattia asbesto correlata di vittima del dovere, le prestazioni sono reversibili agli eredi.

Risarcimento dei danni per asbestosi polmonare

Il ristoro del danno subito dalla vittima di asbestosi deve essere integrale (Cass., SS.UU., 26972/08 e 26973/08). Sussiste il diritto al risarcimento dei danni differenziali e di tutti quei pregiudizi non contenuti nella prestazione INAIL, tra i quali quelli morali ed esistenziali.

La rendita INAIL non costituisce integrale risarcimento di tutti i danni che il lavoratore ha subito. Per ottenere l’integrale risarcimento dei danni, compresi il danno morale e quello esistenziale, si deve far valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Questo è stabilito da Cass. Sez. Lav. 777/2015. I lavoratori affetti da asbestosi hanno quindi diritto al risarcimento dei danni, cui deve provvedere il datore di lavoro.

In caso di decesso, sussiste il diritto al risarcimento danni per gli eredi. Prima di tutto vanno risarciti i pregiudizi sofferti dalla vittima primaria, che debbono essere liquidati ai congiunti (danni iure hereditario), poi si aggiungono gli eventuali danni sofferti direttamente dai familiari (danni iure proprio). Gli stretti congiunti, infatti, subiscono i danni morali, che consistono in sofferenze fisiche e interiori, i danni esistenziali, conseguenti alla modificazione di progetti di vita e delle altre ripercussioni negative, e, infine, la perdita del rapporto parentale.

Come quantificare il risarcimento danni

La quantificazione dei danni, subiti dal lavoratore affetto da asbestosi, avviene in maniera personalizzata. Si ha la liquidazione del differenziale del danno patrimoniale e del danno biologico, e il risarcimento danni morali ed esistenziali.

Per quantificare il danno non patrimoniale si utilizzano le tabelle del Tribunale di Milano, che tengono conto dell’entità della lesione biologica, e delle ripercussioni morali ed esistenziali.

Il metodo di calcolo dell’entità del risarcimento dei danni presuppone la loro quantificazione e determinazione, anche su basi equitative. Vengono infatti, sottratti gli importi erogati dall’ente, quindi viene operata una liquidazione al netto della rendita INAIL.

Indennizzo INAIL: scorporo per poste omogenee

L’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

Il fatto che la vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee è stabilito dall’art.1, comma 1126, lettera a), L. 145/2018. Questo sussiste anche per effetto dell’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, che ha abrogato la lettera a) del comma 1126 della ultima legge di bilancio.

L’indennizzo del danno biologico, quindi, sarà defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso di rendita, invece, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

Tutela legale e consulenza gratuita

La Colombo Servizi S.r.l supporta attivamente le azioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Le due realtà perseguono l’obiettivo di tutelare e migliorare le condizioni delle vittime di patologie asbesto correlate. Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro staff di avvocati altamente specializzati ti fornirà online un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.