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Assistenza Risarcimento Amianto

Eternit disastro ambientale: la responsabilità

 

Eternit disastro ambientale: la responsabilità

Eternit disastro ambientale: è ancora in corso la strage per l’utilizzo di amianto nel cemento. Si tratta del fibrocemento, ovvero eternit amianto. In sostanza quei prodotti in cemento amianto che sono stati utilizzati in Italia fino all’entrata in vigore della L. 257/92. Questi materiali sono ancora oggi presenti, e provocano danno alla salute.

Eternit è sinonimo di asbesto amianto e a tempo stesso nome del brevetto e ancora multinazione della famiglia Schmidheiny. Infatti, la produzione mondiale di amianto è stata in mano a poche famiglie, tra cui quella di Stephan Schmidheiny.

Questi è stato imputato nel c.d. processo Eternit. Infatti, nei 5 stabilimenti Eternit in Italia, migliaia di lavoratori hanno perso la vita perché esposti alle fibre di amianto asbesto, che hanno provocato una serie di patologie mortali tra le quali il mesotelioma.

La Colombo Servizi Srl, in collaborazione con ONA – Osservatorio Nazionale Amianto APS, assiste tutte le vittime dell’eternit. Dopo il primo processo Eternit culminato con l’assoluzione per prescrizione, dell’imputato Stephan Schmidheiny, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno proseguito il loro impegno.

Recentemente, in Eternit bis il Tribunale di Torino ha condannato di nuovo l’imputato, questa volta per omicidio colposo.

S.O.S. tutela medica e assistenza legale

Eternit disastro ambientale

 

Indice

Disastro ambientale: assoluzione per prescrizione

Il disastro ambientale è stato ipotizzato a carico dell’imputato per l’epidemia di malattie asbesto correlate. Questa epidemia ha colpito, sia coloro che hanno lavorato nello stabilimento, sia coloro che hanno vissuto nelle città circostanti.

Questo fenomeno è stato dimostrato nel processo Eternit I. L’imputato è stato condannato in primo e secondo grado, sulla base dell’art. 434 c.p. Così in secondo grado, mentre in Cassazione vi è stata la dichiarazione di prescrizione, perché la morte è stata considerata l’aggravante del reato di pericolo.

Quindi, la Corte ha ritenuto che la prescrizione dovesse decorrere dalla data di chiusura dello stabilimento. Quindi l’imputato, che in Italia era il titolare delle fabbriche Eternit, è stato assolto per prescrizione (Cassazione, I sezione penale, 7941/2015).

Disastro ambientale: ancora in corso il processo

L’asbesto, o amianto, è cancerogeno, e provoca quindi cancro. In buona sostanza, oltre all’asbestosi, placche e ispessimenti pleurici, l’amianto, compreso il crisotilo, provoca anche altre malattie. Ci riferiamo innanzitutto al mesotelioma, quello della pleura, della tunica vaginale del testicolo, del peritoneo e del pericardio.

Lo stesso tumore del polmone, che è multifattoriale, così gli altri tumori (laringe, faringe, stomaco, etc.), sono provocati dalle fibre di asbesto. Per questo motivo il disastro ambientale è ancora in corso.

Del disastro si pagano ancora le conseguenze per tutti i danni provocati nel preciso momento dell’impatto e per le conseguenze sulla salute.

La Corte di Cassazione ha deciso che nel caso del signor Schmidheiny il reato debba essere prescritto, anche se per legge devono avere ripercussioni tutti coloro che avviano un’attività in cui è previsto il ricorso a materiali tossici, come l’amianto, è pienamente consapevole che i danni alle vittime avranno ripercussioni a lungo termine.

Emergono così i due fattori: pericolo ed effetti, considerando il primo concluso ed il secondo non più perseguibile. In ogni caso, l’avv. Ezio Bonanni ha duramente criticato la sentenza della Corte Suprema di Cassazione. Il processo Eternit va avanti.

Eternit bis: tra omicidio colposo e omicidio volontario

L’Eternit in quanto sostanza cancerogena produce effetti nocivi soprattutto a distanza di anni. Quindi si continua a morire. Così anche tra coloro che mai hanno messo piede in uno degli stabilimenti Eternit. Nella stessa città di Casale Monferrato, con meno di 40.000 abitanti, si registrano almeno 40 casi di mesotelioma ogni anno.

Questa neoplasia è molto aggressiva, e i casi sono in continuo aumento, tanto è vero che nel 2020 l’ONA ha ricevuto circa 2.000 segnalazioni. Lo stesso VI Rapporto ReNaM, pubblicato nel 2018, certifica del continuo aumento di casi.

Per questi motivi, anche dopo l’assoluzione il processo è ripartito. Diviso in quattro tronconi, è ancora in corso. Sono ancora migliaia i morti per mesotelioma, e di altre malattie asbesto correlate. L’ONA è costituita parte civile nel processo Eternit Bagnoli e negli altri procedimenti.

Naturalmente, è fondamentale la bonifica, così come richiesto dall’avv. Ezio Bonanni nell’ultima conferenza stampa: Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime, che si è tenuta in Campidoglio, lo scorso 13.10.2020.

Proprio per questo motivo i magistrati della procura hanno chiesto il rinvio a giudizio con la seguente accusa: omicidio volontario aggravato per 258 persone morte per l’esposizione all’eternit tra il 1989 e il 2014.

Fu il brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek a cambiare le sorti del mondo, quando nel 1901 pensava d’aver scoperto la fibra più resistente.

Tuttora l’eternit continua a causare danni a coloro che ne sono stati per anni in contatto.

Disastro ambientale eternit: tutela delle vittime

Il disastro ambientale è ancora in corso. Anzi, sull’indignazione dell’assoluzione, è stata istituita la L. 68/2015, c.d. degli ecoreati. Sono stati introdotte infatti una serie di nuove fattispecie, per reprimere le condotte di danno. Questo tema è molto importante ed è stato affrontato da ONA Tv nella puntata dedicata alla tutela penale dell’ambiente.

Ospiti in studio, oltre all’Avv. Ezio Bonanni, anche il Prof. Angelo Alessandro Sammarco, il quale ha ribadito la piena legittimità della tutela penale anticipata al pericolo. Infatti, il bene salute è così prezioso che si può anticipare la tutela penale.

Inoltre, nei diversi procedimenti penali, è stata formalizzata la costituzione di parte civile. In questo modo, le vittime, chiedono il risarcimento del danno da reato. Se si cita anche il responsabile civile, come in questo caso, ne risponde anche la società. La Colombo Servizi tutela tutte le vittime dell’amianto, anche in sede civile.

In caso di mesotelioma, si può chiedere anche il Fondo Vittime Amianto da esposizione ambientale. Negli altri casi, invece, la tutela INAIL richiede la sussistenza di un rapporto di lavoro. Per ricevere una consulenza gratuita, è sufficiente farne richiesta attraverso lo sportello amianto on-line.