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Vittime del dovere Marina Militare: assistenza ONA

 

Vittime del dovere Marina Militare: assistenza ONA

La Marina Militare (MM) è un organo delle FFAA della repubblica Italiana, assieme ad Esercito, Aeronautica Militare ed Arma dei Carabinieri.

Il personale della Marina Militare, nello svolgimento dei propri compiti fondamentali, risulta esposta ai rischi asbesto correlati. Le vittime ed i loro familiari hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittime del dovere.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, preme con particolarità di grado ed impegno affinché la salute, quale bene supremo dell’essere umano, non venga lesa. Infatti, in collaborazione con il team legale del Presidente ONA, l’Avv. Ezio Bonanni, si garantisce assistenza medica e legale gratuita per tutte le vittime del dovere appartenenti alla Marina Militare.

 

Indice

Compiti ed obiettivi della Marina Militare: gli scopi

Principale scopo della Marina Militare è quello di sorvegliare e vigilare nelle acque territoriali e internazionali. Tale organo, verso la fine del secolo scorso, ha subito un rilevante ridimensionamento come conseguenza della rivalutazione dei compiti delle F.F.A.A. Difatti, ad oggi i compiti della MM riguardano il:

  • Mantenimento di una continua e credibile presenza nell’area del Mediterraneo;
  • Controllo dei mari italiani con dispositivi aeronavali e relativo supporto terrestre;
  • Collaborazione con le forze navali alleate;
  • Mantenimento della forza di superficie e subacquea per operare autonomamente;
  • Protezione da offese aeree (cui affiancare una componente anfibia in grado di svolgere limitate operazioni).

Organizzazione e gerarchia Marina Militare

Innanzitutto, al vertice dell’organizzazione troviamo il Capo di Stato Maggiore della Marina mentre, per quanto concerne la struttura organizzativa, questa si basa su tre funzioni preminenti:

  • Operativa
  • Logistica
  • Formazione

Ogni funzione fa capo a dei comandi:

  • CINCNAV e COMSUBIN, come Comandi Operativi;
  • Comando Logistico, COMLOG;
  • COMSCUOLE, Comando Scuole

Alle dipendenze del Comando Logistico, ubicato a Napoli, vi sono i Comandi Marittimi. Quest’ultimi, sono suddivisi in:

  • Marittimo Nord (inclusivo della Sardegna);
  • Centro e Capitale;
  • Sud;
  • Sicilia;

Questi comandi, assumono la responsabilità dell’intera funzione logistica che insiste nella loro giurisdizione, garantendo l’unicità di comando. Inoltre, il supporto agli enti centrali è assicurato dal Comando Marittimo Capitale.

Marina Militare e danni alla salute: prevenzione e tutela

Obiettivo primario dell’ONA, e del suo presidente l’Avv. Ezio Bonanni, è quello di intervenire anzitutto con la prevenzione primaria. Infatti, per prevenire il rischio legato all’esposizione ad amianto e altri agenti cancerogeni e tossico-nocivi, è determinante la bonifica e messa in sicurezza degli arsenali delle unità navali della Marina Militare.

Tuttavia, la sola prevenzione primaria è condizione necessaria, ma non sufficiente. Nel merito, bisogna analizzare e prendere in seria considerazione tutte le nefaste vicende, avutosi nel tempo, che hanno visto sacrificato il diritto alla salute dinanzi all’abuso di amianto. Quindi, è doveroso azionare una prevenzione secondaria fondata sulla sorveglianza sanitaria.

Dinanzi al numerosissimo elenco di vittime per esposizione ad agenti cancerogeni, l’ONA fornisce un servizio di assistenza medica e legale gratuita. Infatti, viene garantita la sorveglianza sanitaria (richiesta dall’associazione stessa alla Marina Militare), conditio sine qua non del tempestivo intervento medico e di una precisa e chiara diagnosi. Inoltre, si offre assistenza legale per ottenere il risarcimento dei danni ed il riconoscimento di tutti i diritti e benefici spettanti.

A proposito di benefici appropriati, sono compresi anche quelli previdenziali e l’acquisizione dei dati epidemiologici. Quest’ultimi, fornendo il quadro della concreta situazione, confermano l’urgenza degli interventi preventivi, quindi di prevenzione terziaria.

Marina Militare e patologie asbesto correlate: il rischio amianto

A partire dalla Seconda Guerra Mondiale, il personale civile e militare della Marina è stato lungamente esposto al rischio amianto sia nelle basi a terra, che in quelle navali. Infatti, le unità navali della MM sono state realizzate con amianto, utilizzato soprattutto come isolante dal calore. Risulta, inoltre, che l’asbesto sia stato utilizzato su gran parte dei mezzi della Marina Militare: aree operative, alloggi, mense, locali dei motori, corridoi, vani scala e cucine.

Le superfici delle navi della Marina Militare, dagli anni ‘30 sino ai ’90, presentavano una coibentazione a spruzzo e pannelli di amianto.

Eppure, nonostante le unità navali postume agli anni ’90 siano state costruite con materiali e tecniche differenti. Purtroppo ancora troppi continuano ad essere gli appartenenti a tale organizzazione che si ammalano, se non addirittura muoiono.

Le principali malattie asbesto correlate, di origine professionale, sono:

  • Asbestosi;
  • Placche pleuriche;
  • Ispessimento pleurico
  • Mesoteliomi: pleurico, pericardico, peritoneale, tunica vaginale del testicolo;
  • Tumori: polmone, laringe, faringe, ovaie, stomaco, colon-retto, esofago

Ulteriori agenti tossico nocivi a cui è esposta la Marina Militare

Oltre all’esposizione ad amianto ed uranio impoverito (UI), i militari della Marina Militare sono stati esposti anche ad altri agenti nocivi:

  • tricloroetilene, tetrafluoroetilene ad altri agenti clorurati
  • fumi di scarico di motori endotermici funzionanti a gasolio e a benzine
  • campi elettromagnetici generati da apparecchiature di telecomunicazione, radar, sistemi di mira, motori elettrici, correnti elettriche presenti nei Marina Militare mezzi, mezzi corazzati, blindati e ruotati
  • radiazioni ionizzanti emesse da “trizio” e da uranio impoverito
  • piombo e suoi composti organici ed inorganici
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
  • Idrocarburi aromatici non policiclici
  • benzene
  • fibre artificiali isolanti (fibre di vetro, di roccia, di ceramica, ecc.)

Causa di servizio e status vittima del dovere Marina Militare

Nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, il personale della MM si espone quotidianamente alla pericolosità, ufficialmente dimostrata, dell’esposizione ad amianto ed altre sostanze cancerogene. Tra queste, va ricordato anche l’Uranio Impoverito, principale componente per la fabbricazione delle munizioni militari ed altamente dannoso per la salute.

In caso di lesione del diritto alla salute, garantito dall’art. 2087 c.c. e dall’art. 32 Cost., il personale civile e militare ha diritto al riconoscimento di causa di servizio. Inoltre, in particolari condizioni ambientali, che hanno determinato l’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, sussiste il diritto all’equo indennizzo e alle prestazioni previdenziali.

Il personale, civile o militare, della Marina Italiana, al quale è stato riconosciuto lo status di vittima del dovere per causa di servizio, viene inseriti in un apposito elenco, riportato nella graduatoria della MM. Tale graduatoria, è consultabile gratuitamente sul sito della Guardia di Finanza.

 

Marina Militare: assistenza medica e legale gratuita

Marina Militare

Vittime del dovere Marina Militare: ulteriori diritti e benefici

Il personale vittima di infermità per esposizione a cancerogeni, in missione o in particolari condizioni ambientali ed operative, ha diritto al riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Per tali motivi, ha diritto anche a:

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto (TFR), o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione, come per pensioni militari Marina, e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, esenzione ticket estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei familiari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;

I processi Marina Militare e la Commissione d’Inchiesta parlamentare

A seguito delle numerose morti per malattie asbesto correlate, la Procura di Padova ha avviato delle specifiche indagini in ordine al rischio amianto nella MM. A conclusione delle anzidette indagini, si è dato avvio allo svolgimento di due procedimenti penali, entrambi dinanzi la Corte di Appello di Venezia. Tuttavia, il terzo procedimento è stato avocato, quindi, è stato affidato alla Procura Generale.

Anche nella relazione finale della “Commissione Parlamentare di Inchiesta sui rischi del personale civile e militare della Marina e delle altre forze armate e comparto sicurezza“, si fa riferimento al fenomeno epidemico. Nonchè alla violazione delle condizioni di sicurezza sul lavoro nella MM. Difatti, possiamo leggere come:

“[…] la Procura della Repubblica di Padova è giunta ad accertare che solo nell’ambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o Risono ammalate per patologie asbesto-correlate (circa 570 i mesoteliomi). […] Il picco dei casi di mesotelioma, sia il numero di casi sia il numero di tassi, è presumibile sia nel periodo tra il 2015 e il 2020. […] Sono stati identificati 830 casi di mesotelioma maligno con esposizione in tale settore”.

Processo Marina Bis: accusa violazione regole cautelari

Nel procedimento Marina Bis, gli alti ufficiali della MM sono stati processati ed accusati di aver:

  • Omesso di rendere noto al personale della marina della presenza di amianto all’interno delle basi navali;
  • Evitato di sottoporre a controlli regolari tanto gli ambienti quanto gli stessi dipendenti;
  • Trascurato di vigilare sull’utilizzo di dispositivi di protezione sanitaria durante le ore di lavoro;
  • Nascosto di adottare tutte le misure preventive previste.

Nonostante la Procura di Padova abbia ricevuto 1101 casi di vittime amianto nella sola Marina Militare, ha assolto in I grado di Alti Ufficiali imputati, richiedendo l’archiviazione. Le indagini, in seguito alle istanze dell’avv. Ezio Bonanni, sono state ora avocate dalla Procura Generale di Venezia. Nel frattempo, proseguono tutte le azioni civili per ottenere il riconoscimento della qualità di vittima del dovere, così come il risarcimento dei danni.

Tuttavia, recentemente la Corte di Appello di Venezia, III^ Sez. Pen., proc. n. 2905/2019 RG CAPP, ha ribaltato la sentenza di assoluzione e riconosciuto la responsabilità penale della Marina Militare per la morte di due militari vittime dell’amianto. Grazie all’azione dell’Avvocato Bonanni, la sentenza ha confermato la sussistenza di un rapporto causale tra l’insorgenza della relativa patologia e l’esposizione patita dai singoli marinai.

Marina Militare: equiparazione alle vittime del dovere

Il personale della Marina Militare, vittima di patologia asbesto correlata, viene equiparato alle vittime del dovere per merito dell’art. 20 L. n. 183/2010. In sostanza, si riconosce la totale equiparazione alle vittime del dovere a tutti coloro che hanno subito malattie professionali asbesto correlate per servizio prestato nelle unità navali della MM.

A tal proposito, anche nei procedimenti Marina II e III, è stata appurata la violazione delle regole cautelari. Tuttavia, nel procedimento Marina Bis, presso il Tribunale di Padova, si è proceduto con assoluzione degli imputati. Quest’ultima sentenza è stata impugnata dalle parti civili e dal Procuratore Generale della Corte d’Appello di Venezia.

Decesso vittima del dovere: i diritti dei superstiti

In caso di decesso della vittima del dovere, i superstiti vanno tenuti in considerazione secondo quanto segue: prima il coniuge e gli orfani, poi i genitori e fratelli.

In questo caso, sussiste il diritto ad ottenere le prestazioni maturate dalla vittima in vita e alla costituzione delle prestazioni in favore dei superstiti, secondo quanto sancito dall’art. 6 della L. 466/80:

  • con la liquidazione anche dello speciale assegno vitalizio di cui all’art. 5 L. 206/2004, pari ad €1.033,00;
  • dell’assegno vitalizio di cui all’art. 2 della L. 407/1998, nell’importo di €500,00, mensili;
  • oltre perequazioni, ex art. 11 del D.L. 503/1992, nonché gli ulteriori benefici di cui agli artt. 8, 9 e 10 della L. 206/2004.

Riconoscimento previdenziale e risarcitorio per orfani non a carico

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente di ONA, è riuscito a ottenere il riconoscimento delle prestazioni anche se l’erede non era fiscalmente a carico del deceduto al momento della morte.

Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono state accolte dal Tribunale di Cagliari (sentenza n. 917/2016), poi impugnata dal Ministero della Difesa (Ministero della Marina Militare). A loro volta confermate dalla Corte di Appello di Cagliari (Sezione Lavoro, sentenza n. 345/17), coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (SS.UU., sentenza n. 7761/2017).

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa Marina Militare a liquidare quanto dovuto a un’orfana,con parificazione alle vittime del terrorismo:

“l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale vittime del dovere assegno vitalizio dell’importo di €1.033,00. Oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso”, il tutto anche alla luce della giurisprudenza delle Sezioni Unite (SS.UU. 22753/18 e già SS.UU. 7761/17).

Il problema dei diritti negati agli orfani non a carico fiscale

La Corte di Appello di Genova, Sezione IV Lavoro, con sentenza n. 575 del 13.12.2019, ha condannato il Ministero della Difesa. Difatti, la Corte si è pronunciata in favore di Garosi Lorenza, orfana vittima del dovere. Nello specifico, si è predisposta l’erogazione, a partire dal decesso del padre, dell’assegno vitalizio ex art. 5 c. 3 della L. 206/2004, assegno vitalizio di cui all’art. 2 L. 407/1998, nell’importo di €500,00 mensili oltre perequazioni, ex art. 11 D.L. 303/92.

Inoltre, la sentenza amianto Genova ha anche stabilito ulteriori benefici di cui agli artt. 8, 9 e 10 della L. 206/2004. Di conseguenza, ha condannato il Ministero della Difesa a pagare le provvidenze, oltre agli accessori di legge. Sono state rigettate le tesi dell’Avvocatura dello Stato che voleva negare l’indennizzo perché figlia non a carico.

Risarcimento dei danni nella Marina Militare

Tutte le vittime del dovere della Marina Militare hanno diritto a ottenere il risarcimento dei danni previsto dalla legge. In particolare, si prevede il risarcimento per:

  • Pregiudizi patrimoniali: danno emergente e lucro cessante
  • Pregiudizi non patrimoniali: danno biologico (lesione integrità psicofisica), morale (sofferenza fisica e psicologica) ed esistenziale (peggioramento della qualità della vita)

Per il calcolo del risarcimento, occorre utilizzare il criterio delle Tabelle del Tribunale di Milano

Tutela ed assistenza medico legale vittime Marina Militare

Tutte le vittime possono ricevere l’assistenza dell’Osservatorio Vittime del Dovere e dell’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto.

Obiettivo primario è quello di offrire e garantire tutela legale e medica gratuita per tutti coloro che si sono ammalati per causa di servizio (e per i familiari, in caso di decesso della vittima). L’Osservatorio Vittime del Dovere rende il servizio di consulenza gratuita. Chiedi la tua consulenza legale all’Associazione delle vittime.