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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Tumore alle ovaie

 

Tumore alle ovaie: cura e tutela legale

Il tumore alle ovaie, detto anche carcinoma ovarico, è una neoplasia che colpisce le ovaie e causa la crescita incontrollata di cellule al loro interno. È la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto più diffuso cancro femminile.

Lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) ha confermato che tra gli agenti eziologici del tumore alle ovaie vi è l’amianto.

La Colombo Servizi S.r.l fornisce l’assistenza risarcimento amianto e permette di chiedere la consulenza medica e legale gratuita. Si tratta di un servizio che la società può fornire grazie alla collaborazione con l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto. Infatti, questa associazione, anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni fornisce il servizio di tutela legale per tutti i cittadini.

L’ONA ha fatto infatti emergere come questa neoplasia dell’ovaio possa essere causata anche da esposizione ad asbesto e talco contaminato da fibre di amianto.

tumore alle ovaie

 

Indice

Che cosa sono gli organi delle ovaie?

Le ovaie sono due organi la cui dimensione è di circa tre centimetri di diametro. Si trovano uno a destra e l’altro a sinistra rispetto all’utero. A questo ciascuno è connesso tramite le tube. Questi organi hanno la funzione di produrre ormoni sessuali femminili e ovociti, cioè le cellule riproduttive delle donne.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha distinto questo tipo di tumore in:

  • primitivo, cioè che si sviluppa nell’ovaio;
  • secondario, che si sviluppa in un altro punto del corpo ma che poi giunge all’ovaio.

Quando si sviluppa il cancro alle ovaie, questo causa la proliferazione incontrollata delle sue cellule. Può colpire le cellule epiteliali, in questo caso il tumore deriva dal malfunzionamento dell’epitelio, il tessuto che riveste l’ovaio. Se invece le cellule colpite sono stromali, queste si originano in un altro tessuto dell’ovaio. Infine la tipologia di tumore alle ovaie germinale è proveniente dalle cellule che originano gli ovuli.

Come e quando si manifesta il tumore alle ovaie

Secondo il report dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e dell’Associazione Italiana Registro Tumori (Airtum), intitolato “I numeri del cancro in Italia“, i casi in Italia di tumore alle ovaie ogni anno sono circa 4.900 e quasi 30.000 donne sono già sottoposte a terapie. Infatti questa malattia rappresenta circa il 30% dei carcinomi maligni che coinvolgono l’apparato genitale femminile, arrivando ad essere al decimo posto tra tutti quelli che colpiscono le donne.

La tipologia di cancro alle ovaie più diffuso è quello epiteliale, che può essere maligno o benigno. Solo questo tipo rappresenta il 50% delle neoplasie che colpiscono l’ovaio e l’età delle donne che lo contraggono è in media tra i 55 e i 65 anni. Le altre tipologie, invece, sono più rare: sono tumori stromali il 4 % dei casi, mentre i tumori germinali sono il 5%. Quest’ultimi, in particolare, si manifestano maggiormente in età giovanile, cioè durante l’infanzia e l’adolescenza.

Il cancro alle ovaie si sviluppa soprattutto in donne tra i 50 e i 60 anni, cioè nell’età peri o postmenopausale. Tuttavia si può manifestare anche in donne più giovani, soprattutto se si hanno fattori ereditari, ovvero quando la madre o sorella o figlia sono state affette da un tumore all’ovaio, della mammella o dell’utero.

Il tasso di sopravvivenza per le donne che hanno il tumore alle ovaie è del 45%. Alcuni studi hanno dimostrato una maggiore incidenza di questa patologia in donne soggette a menarca precoce o menopausa tardiva, e una correlazione tra questo tipo di tumore e l’endometriosi. L’assunzione della pillola anticoncezionale è, invece, stata associata a un rischio minore di contrarre il carcinoma ovarico.

Tumore alle ovaie: malattia asbesto correlata

L’insorgenza di neoplasie delle ovaie è dovuta a diverse fonti di rischio. Prime fra tutte l’asbesto, le radiazioni ionizzanti, l’esposizione ad agenti tossici e cancerogeni, talco, se contaminati da amianto. Le fibre di asbesto, infatti, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico, giungono alle ovaie. Provocano, così, l’infiammazione e poi l’insorgere del tumore.

IARC (International Agency for Research on Cancer), nella sua monografia (Volume 100C – IARC Monographs), ha riconosciuto l’amianto come agente eziologico in grado di provocare il cancro alle ovaie.

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […] Asbestos causes mesothelioma and cancer of the […] ovary.

La ricerca “Asbestos exposure and ovarian fiber burden” (Esposizione ad asbesto e carico di fibre nell’ovaio) di Heller, Gordon, Westhoff, Gerber (1996) riporta il ritrovamento di fibre di asbesto nel tessuto ovarico di donne esposte:

Epidemiologic studies suggest increased risk of epithelial ovarian cancer in female asbestos workers and increased risk of malignancy in general in household contacts of asbestos workers. Ovaries were studied from 13 women with household contact with men with documented asbestos exposureand from 17 women undergoing incidental oophorectomy. Ovarian tissue was examined by analytic electron microscopy. Significant asbestos fiberburdens were detected in 9 out of 13 women with household asbestos exposure (69.2%), and in 6 out of 17 women who gave no exposure history (35%). Three exposed women had asbestos counts over 1 million fibers per gram wet weight (23%), but only 1/17 women without an exposure history had a count that high (6%). 

Anche durante la sentenza della Corte d’Appello Genova, Sez. lavoro, del 23 ottobre 2020 si è ribadito la cinetica delle fibre, il cui trasporto avvicinerebbe questa patologia ai tumori dell’ovaio, per i quali il nesso eziopatogenetico con l’amianto è oggi acquisito.

Tumore delle ovaie: il problema del talco contaminato

Lo IARC ha classificato il talco contaminato da asbesto come elemento cancerogeno, a causa della sua contaminazione con l’amianto. Infatti il talco di per sé non risulta dannoso e mancano degli studi sugli esseri umani che provino il contrario.

Perciò lo IARC considera il talco non contaminato come “non classificabile tra i cancerogeni umani”, tuttavia l’uso del talco a livello perineale, cioè genitale o intravaginale, è invece classificato nel gruppo 2B, “possibile carcinogeno ”.

Altre cause dell’insorgere del cancro alle ovaie

Altri fattori determinanti sono cause genetiche, lo stile di vita, il fumo, l’uso di estrogeni indicati per le terapie della menopausa.

In particolare le alterazioni dei geni Brca 1 e Brca 2 di origine ereditaria possono causare una predisposizione in una donna allo sviluppo di questo tipo di cancro: per il 39/46% di probabilità se si ha la mutazione Brca 1, per il 10/27% se si ha quella del gene Brca 2. Per questo, in caso di fattori ereditari come questi, ci si deve sottoporre a visite di controllo periodiche ogni 6 mesi.
Anche se si soffre di ovulazioni ripetute e di alterazioni del sistema endocrino bisogna fare attenzione perché si hanno maggiori probabilità di contrarre la malattia.

Come riconoscere il tumore alle ovaie? Sintomi iniziali

Il tumore alle ovaie non è facile da riconoscere. I sintomi iniziali, infatti, sono vaghi e non allarmanti, mentre, nella fase più avanzata cominciano a comparire segnali più evidenti della malattia.
Tra questi vi è il gonfiore addominale, che può essere persistente o intermittente, dolore addominale, pelvico o alla schiena o alle gambe, elevata frequenza ad urinare, nausea, formazione di gas intestinali, diarrea o costipazione, e, infine, dolore durante l’atto sessuale.

A queste problematiche, che la donna riscontra più comunemente se è affetta da cancro alle ovaie, si aggiungono sintomi più rari, come inappetenza, perdite vaginali, variazioni delle abitudini intestinali e difficoltà nel respirare.

Come avviene la diagnosi del cancro alle ovaie

Se si teme di avere il cancro alle ovaie bisogna effettuare una visita ginecologica. Infatti una diagnosi può essere effettuata con la semplice palpazione dell’addome. Per avere però una diagnosi più accurata è necessario sottoporsi a degli esami come l’ecografia transaddominale o trasvaginale, combinata con il marcatore serico CA125. Questo infatti può risultare elevato in caso di tumore, di pancreatite e di epatopatie croniche.

Per una valutazione clinica della paziente è importante anche considerare l’età anagrafica, la consistenza delle ovaie e le loro dimensioni. Generalmente la misura in età fertile è di circa 3,5 cm, ma, in menopausa, l’ovaio si contrae fino a 2 cm. In una donna con menopausa tardiva la dimensione è meno di 2 cm.

Avuta la diagnosi di tumore alle ovaie si verifica la presenza di metastasi. In base, infatti, alla loro presenza e alla diffusione del cancro si valuta lo stadio della malattia, fondamentale per individuare la terapia ideale. È utile per individuare le metastasi la TC dell’addome e la risonanza magnetica.

In caso di diagnosi precoce, l’indice di sopravvivenza sale all’85%, mentre negli stadi avanzati questa scende al 25%.

Tumore alle ovaie: terapie, cure e trattamenti

Chi è vittima di cancro alle ovaie può essere sottoposta ad una cura chirurgica. La tipologia di intervento si determina su vari fattori, come lo stadio della malattia.

Se la paziente è ancora desiderosa di avere figli, l’intervento sarà di tipo conservativo, che preserverà almeno un ovaio con l’utero e la tuba. Se però il tumore è ormai esteso fino all’addome, l’operazione dovrà asportare l’intera massa tumorale, diventando più complessa e perciò limitata a casi particolari.

La chirurgia interviene con un’incisione verticale sull’addome e di solito prevede l’annessiectomia bilaterale, un particolare procedimento che rimuove le tube e le ovaie. Infine si può decidere di compiere un’isterectomia totale, dove vengono rimossi sia l’utero che la cervice.

Dopo l’intervento chirurgico si procede spesso con la chemioterapia. Invece la radioterapia non viene quasi mai utilizzata in caso di carcinoma ovarico se non a scopo palliativo.

Tutela legale tumore alle ovaie malattia professionale

Le polveri e fibre d’amianto sono altamente cancerogene e sono la causa di varie patologie, tra cui il tumore alle ovaie.

L’INAIL inserisce nella lista I il tumore alle ovaie, essendo una tra le malattie da amianto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”. L’inclusione in questa lista è molto importante perché conferma l’effettiva lesività dell’esposizione ad asbesto. Si costituisce così il presupposto per la tutela giuridica delle vittime di cancro alle ovaie.

Per questo motivo, inoltre, tutte le lavoratrici che, per esigenze di lavoro, sono esposte a sostanze cancerogene come l’amianto, devono essere sottoposte a cure e sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria).

La Colombo Servizi S.r.l. ha sottoscritto una convenzione con l’Osservatorio Nazionale Amianto  e l’Avv. Ezio Bonanni, specializzato nella difesa delle vittime dell’amianto in Italia. Perciò la società, attraverso questo servizio di consulenza gratuita online, permette di avere un parere legale per iscritto, grazie al quale è possibile scegliere se attivare la tutela legale.

Indennizzo INAIL per cancro alle ovaie

Per quanto riguarda le lavoratrici esposte ad amianto che abbiano contratto il cancro alle ovaie, sussiste per loro il diritto all’indennizzo INAIL. Essendo il tumore alle ovaie inserito nella lista I per quanto riguarda l’esposizione ad asbesto, sarà sufficiente provare la presenza di questi minerali per ottenere la tutela.

Il medico legale, ottenuta la conferma della reale presenza di asbesto nell’ambiente lavorativo, redigerà il certificato di malattia professionale.

Con la certificazione si potrà avviare la domanda di indennizzo INAIL. Se la domanda dovesse essere rigettata, la lavoratrice esposta ad amianto e affetta dal tumore alle ovaie può ricorrere in via amministrativa, come stabilisce l’ex art.104 del d.p.r. 1124/1965. Successivamente si può decidere di andare avanti con un ricorso giudiziario.

Con il riconoscimento dell’origine professionale sussiste il diritto alla rendita mensile. In caso di decesso della vittima per tumore alle ovaie, sono gli eredi  a poter richiedere la rendita di reversibilità.

Infine, in caso la malattia professionale sia asbesto correlata e riconducibile ad esposizione ad amianto, si ha anche diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto.

Fondo Vittime Amianto per le vittime di tumore alle ovaie

Dopo il riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale del cancro alle ovaie, la vittima ha diritto anche alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amiantoCiò è valido per tutte le patologie asbesto correlate, come afferma l’art.1 co. 241/246 L.244/2017.

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile. In caso ci sia la rendita in reversibilità in favore degli eredi, si somma ad essa.

Prepensionamento INPS e benefici contributivi

Se viene dimostrata la riconducibilità all’esposizione professionale ad amianto per la neoplasia alle ovaie, la lavoratrice avrà il diritto alla rivalutazione contributiva con il coefficiente 1,5. Ciò le permetterà di accedere al prepensionamento (art. 13, co. 7, L. 257/1992).

Per coloro che sono già in pensione, invece, queste maggiorazioni sono utili per riliquidare la pensione e maggiorarne i ratei.

Pensione d’invalidità amianto per tumore alle ovaie

Nei casi in cui, pur con le maggiorazioni del 50%, le vittime non dovessero avere accesso alla pensione, possono depositare all’INPS la domanda di pensione d’invalidità amianto. L’art.41-bis della legge 58 del 2019 ha infatti ampliato la tutela dei lavoratori affetti da patologie asbesto correlate (commi 250-bis e 250-ter dell’art.1, L.232/2016).

Grazie all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, viene a cadere l’originario limite di questa normativa, perciò tutti coloro che hanno subito un danno biologico per l’esposizione ad amianto, oltre all’accredito delle maggiorazioni contributive possono accedere alla pensione d’inabilità.

Tumore delle ovaie: vittime del dovere

Sono stati riscontrati molti casi di malattie asbesto correlate di origine professionale, tra cui il tumore alle ovaie, in coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate e nel Comparto Sicurezza. Tra questi i campi con maggior numero di casi sono l’Esercito, l’Aeronautica, i Carabinieri e la Marina Militare.

La sola Procura della Repubblica di Padova ha registrato 1.101 casi di malattie asbesto correlate tra i soli dipendenti del Ministero della Difesa, impiegati nella Marina Militare Italiana. Questo perché in passato è stato utilizza l’amianto nelle basi a terra ma soprattutto in quelle navali.

Grazie all’art. 20 L. 183/2010, le vittime dell’amianto in Marina Militare sono state tutelate con il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Tutti i settori in cui vi è un più elevato rischio amianto e quindi una maggiore incidenza di casi di mesotelioma e patologie asbesto correlate sono riportati dall’Avv. Ezio Bonanni, in “Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia”.

Risarcimento danni in caso di cancro alle ovaie

Qualora vi sia il riconoscimento dell’INAIL dell’origine professionale del tumore al colon, la vittima ha l’opportunità di richiedere anche il risarcimento del danno. Oltre al danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro e al danno biologico, sussistono anche altri danni, che debbono essere integralmente risarciti.

L’INAIL indennizza il danno biologico e, raggiunto il 16%, quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni, compresi danni morali ed esistenziali, si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

In questo caso, quindi, occorre dimostrare la responsabilità del datore di lavoro.

La motivazione di questa procedura è data dal fatto che, già dalla metà degli anni ’50, si è dimostrato che tutte le esposizioni ad amianto hanno una rilevanza se si è affetti da una neoplasia ad esposizione ad asbesto, con dose dipendenza. Perciò, in caso di riconoscimento INAIL, tali atti possono essere fatti valere per chiedere il risarcimento del danno.

Il datore di lavoro aveva l’obbligo giuridico, anche prima dell’entrata in vigore della legge 257 del 1992, di evitare di esporre i lavoratori ad amianto. In più la responsabilità sussiste a prescindere dai limiti di soglia (Cass., Sez. lav., sentenza n.4721/1998; Cass., IV Sez. penale, sentenza n.5117/2007).

Quantificazione del risarcimento danni

Per ottenere il risarcimento danni, occorre dimostrare il nesso causale. Tale verifica è fondamentale per far fronte alla tesi dei datori di lavoro secondo cui vi sia una natura extraprofessionale di questo tipo di tumore. In realtà tutte le esposizioni ad amianto vengono considerate rilevanti. La responsabilità del datore di lavoro è contrattuale, e poi extracontrattuale.

La vittima di malattie di origine professionale, come in questo caso il tumore alle ovaie, avrà la quantificazione dei danni in maniera personalizzata. Si ha la liquidazione del differenziale del danno patrimoniale e del danno biologico, e il risarcimento danni morali ed esistenziali.

Per il danno non patrimoniale, si considererà il valore della lesione biologica e le indicazioni delle tabelle del Tribunale di Milano. Il sistema permette di stabilire il valore del danno, rideterminando il quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, per la responsabilità contrattuale e per la responsabilità extracontrattuale.

Indennizzo INAIL: scorporo per poste omogenee

L’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

La vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee. L’indennizzo del danno biologico è defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso ci sia la rendita, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

Il sistema è stabilito dall’art. 1, comma 1126, lettera a), L. 145/2018, per effetto dell’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, che ha abrogato la lettera a) del comma 1126 della ultima legge di bilancio.

Assistenza e tutela legale gratuita

La Colombo Servizi S.r.l sostiene l’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo operato. Insieme portano avanti l’obiettivo di migliorare le condizioni delle vittime di tumore alle ovaie e delle altre malattie asbesto correlate e di tutela legale.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro team di avvocati ti fornirà online un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.