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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Lastre Eternit in fibrocemento: come smaltirle?

 

Lastre eternit: come smaltire in sicurezza

In presenza di lastre in eternit, occorre smaltire in sicurezza il materiale. Grazie alle sua resistenza al calore, la sua economicità e l’elevata presenza in natura, l’eternit è stato ampiamente utilizzato in Italia, soprattutto nel settore edile. Tuttavia è stato dimostrato che può causare gravi danni alla salute.

Oltre alle lastre eternit, ondulate o piane, si può riscontrare la presenza di questo materiale dannoso per la salute in molti tipi di intonaco, nel rivestimento di piastrelle e pavimenti. Altri elementi in cui è presente l’asbesto sono tettoie, pareti, tamponamenti e controsoffittature, i vasi di espansione per impianti di riscaldamento. Inoltre sono stati fatti in eternit anche i serbatoi per l’acqua, le tubazioni di scarichi, fognatura e acqua potabile e le canne fumarie.

Per evitare l’insorgere di malattie asbesto correlate e mesoteliomi è indispensabile non essere sottoposti all’esposizione della fibra killer. Occorre, quindi, attuare la prevenzione primaria ed effettuare una bonifica delle aree contaminate.

La Colombo Servizi S.r.l fornisce l’assistenza e permette di chiedere la consulenza sanitaria e legale gratuita per chi è stato esposto all’amianto. La società può fornire questo servizio grazie alla collaborazione con l’ONA- Osservatorio Nazionale Amianto e all’impegno dell’Avv. Ezio Bonannigarantendo il servizio di assistenza legale per tutti i cittadini.

S.O.S. smaltimento in sicurezza lastre eternit

Lastre Eternit

 

Indice

Lastre eternit sono un rischio per la salute

L’eternit è stato utilizzato soprattutto in edilizia e nella costruzione non solo di abitazioni private ma anche di strutture pubbliche. L’Avv. Ezio Bonanni, nella sua opera “Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia“, riporta l’amianto sia presente in molte scuole, ospedali e altre strutture pubbliche. Inoltre il problema amianto è diffusamente presente anche nel settore navale, in quello degli aeromobili e negli stabilimenti industriali.

L’eternit, inteso come cemento amianto, ha una matrice compatta con scarso rilascio di fibre. Tuttavia, essendo spesso sottoposto ad agenti atmosferici, come appunto lo sono le lastre di copertura, l’eternit può danneggiarsi ed essere pericoloso per la salute.

Le fibre di amianto, se rilasciate, sono polveri molto sottili  che possono essere facilmente inalate. Una volta entrate in circolo nell’organismo causano infiammazioni, che possono portare all’insorgere di tumori. Questo meccanismo è descritto da Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao (Inflammation in malignant mesothelioma – friend or foe?. Ann Cardiothorac Surg. 2012;1(4):516–522).

L’esposizione ad eternit può portare molte patologie asbesto correlate. Sono malattie asbesto correlate innanzitutto l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici. A queste si aggiungono i mesoteliomi. Il VI Rapporto ReNaM evidenzia, infatti, come proprio il settore edile sia il più colpito da casi di mesotelioma. Questi erano 3.002 casi, fino al 2015.

Anche IARC, nella sua monografia, conferma la pericolosità di tutte le esposizioni a fibre di asbesto, anche quelle di minor entità.

“There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”. 

(Volume 100C – IARC Monographs)

Lastre eternit

Lastre eternit: gli indicatori per valutare la bonifica

Con l’entrata in vigore della L. 257/92, a partire dal 28 aprile 1993, si è dismesso l’utilizzo di questi materiali di impasto con il cemento. Tuttavia, non vige nessun obbligo di bonifica, se non la valutazione del sito ne dichiari la pericolosità. Per questo le bonifiche sono state limitate e tardive.

I principali indicatori utili per valutare lo stato di degrado delle coperture di lastre in cemento-amianto, in relazione al potenziale rilascio di fibre, sono:

  • la friabilità del materiale;
  • lo stato della superficie ed in particolare l’evidenza di affioramenti di fibre;
  • presenza di sfaldamenti, crepe o rotture;
  • la presenza di materiale friabile o polverulento in corrispondenza di scoli d’acqua, grondaie, etc.;
  • il verificarsi di materiale polverulento conglobato in piccole stalattiti in corrispondenza dei punti di gocciolamento.

Lastre eternit: i vari tipi di bonifica

La bonifica delle coperture in eternit viene necessariamente effettuata in ambiente aperto, non confinabile. Perciò deve essere condotta limitando il più possibile la dispersione di fibre. Per questo è importante che sia eseguita da una ditta specializzata e che si seguano determinate regole.

Tra i metodi di bonifica che possono essere effettuati vi è la rimozione, quello definitivamente risolutivo. Questo metodo comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti contenenti amianto, che devono essere correttamente smaltiti, e la necessità di installare una nuova copertura in sostituzione del materiale rimosso.

La prima cosa da fare è rimuovere i chiodi di fissaggio, evitando la rottura delle lastre. Poi, una volta rimossi, i bancali con le lastre in cemento-amianto dovranno essere avvolti nel polietilene di adeguato spessore, etichettati, e, tramite un trasportatore autorizzato, portati in una discarica autorizzata, unitamente al materiale d’uso.

Un altro metodo è l’incapsulamento. L’intervento richiede necessariamente un trattamento preliminare della superficie del manufatto, al fine di pulirla e di garantire l’adesione del prodotto incapsulante. Devono essere impiegati prodotti impregnanti, che penetrano nel materiale, legando le fibre di amianto tra loro e con la matrice cementizia, e ricoprenti, per formare una spessa membrana sulla superficie del manufatto. La normativa UNI 10686 contempla che lo spessore di pittura applicata sia di almeno 250 micron.

L’ultimo metodo di bonifica che si può scegliere è la sovracopertura. Il sistema consiste in un intervento di confinamento, realizzato installando una nuova copertura al di sopra di quella in eternit. Questo si utilizza quando la struttura portante é idonea a sopportare un carico permanente aggiuntivo.

L’installazione comporta generalmente operazioni di foratura dei materiali di cemento-amianto, per consentire il fissaggio della nuova copertura e delle infrastrutture di sostegno, che determinano liberazione di fibre di amianto. Anche in questo caso bisogna affidarsi ad un’ impresa specializzata.

Le misure di sicurezza per effettuare la bonifica

Durante gli interventi di bonifica le imprese che hanno l’autorizzazione a effettuare l’intervento devono assicurarsi di rispettare tutte le norme sulla sicurezza.

Innanzitutto le aree, in cui avvengono operazioni di rimozione di prodotti in cemento-amianto, devono essere temporaneamente delimitate e segnalate. Questo è importante perché le modalità di smaltimento possono dar luogo alla dispersione delle fibre.

La bonifica delle coperture in eternit comporta anche un rischio specifico di caduta, con o senza sfondamento delle lastre di eternit. Per questo bisogna che la ditta rispetti le misure di sicurezza antinfortunistiche. Inoltre, quando l’operazione può causare la dispersione di fibre di amianto, i lavoratori devono essere muniti di idonei mezzi di protezione individuali delle vie respiratorie e di indumenti protettivi.

Lastre eternit: le regole per smaltire in sicurezza

Secondo le disposizioni delle Legge 257/92, le imprese addette allo smaltimento dell’eternit hanno determinati obblighi. Innanzitutto in presenza di amianto devono informare le Aziende Sanitarie Locali sui lavori eseguiti, sul genere di scarto, nonché sui controlli sanitari per il personale addetto ai lavori.

Sarà poi effettuato un censimento regionale di strutture contenenti amianto, con l’analisi di possibili situazioni rischiose per la salute. Verranno quindi stabiliti i luoghi per la raccolta dei rifiuti in amianto, allo scopo di eliminarli. I rifiuti di amianto, infatti, sono stati classificati come speciali/tossici e nocivi in relazione alle loro caratteristiche fisiche e di composizione. L’autorizzazione allo smaltimento si ha solo se si può ricorrere a tecniche di fissaggio (art. 12 comma 3).

Visto la pericolosità del amianto, la legge ha istituito un albo delle imprese che possono adempiere allo smaltimento e dispone la creazione di un registro, presso le ASL, su cui venga specificata la posizione di amianto negli stabili, col vincolo per i proprietari degli immobili di comunicare i dati relativi.

Tutela legale per le vittime di eternit

La Colombo Servizi S.r.l. ha istituito il servizio di assistenza legale. Grazie alla collaborazione con l’ONA, la società di assistenza risarcimento amianto guida i cittadini per la tutela medica e dei propri diritti legali.

Qualora i danni dovuti all’eternit siano di natura professionale si ha diritto il diritto a ricevere l’indennizzo INAIL. La vittima potrà ricevere una rendita mensile, se la propria patologia asbesto correlata sia compresa nelle liste dell’INAIL. Il valore viene stabilito in proporzione all’entità del danno biologico. Questo diritto sussiste anche per gli eredi della vittima, che possono fare richiesta della rendita di reversibilità.

Una volta accettata la domanda dall’INAIL, oltre all’indennizzo, si possono richiedere le prestazioni del Fondo vittime amianto, come stabilito dall’art.1, co. 241/246, L.244/2007. La prestazione aggiuntiva viene erogata direttamente dall’INAIL, sommandosi alla rendita mensile o alla rendita in reversibilità in favore degli eredi.

Prepensionamento INPS e pensione d’invalidità amianto

Dopo il riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale della patologia asbesto correlata, il lavoratore può richiedere il prepensionamento. I benefici contributivi del 50% del periodo di esposizione nel luogo lavorativo permettono, infatti, di ricevere il diritto alla pensione. Qualora si sia già in pensione, la maggiorazione permette invece di ottenere la rivalutazione dei contributi. 

Nel caso in cui i benefici contributivi non consentano al lavoratore di andare in pensione, l’articolo 1, comma 250, Legge 232/2016 gli consente di avvalersi della pensione d’invalidità amianto.

Vittime eternit: risarcimento danni

In caso di malattia professionale asbesto correlata, oltre all’indennizzo INAIL, la vittima può richiedere il risarcimento di tutti i danni. L’INAIL infatti si occupa di risarcire soltanto il danno biologico e patrimoniale per le diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni, cioè anche i danni morali ed esistenziali, si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Per ottenere il risarcimento danni occorre dimostrare il nesso causale. Per quanto riguarda, invece, la quantificazione dei danni, questa viene stabilita in maniera personalizzata, con il metodo equitativo e sulla base delle tabelle del Tribunale di Milano.

Il diritto al risarcimento danni sussiste anche per i familiari della vittima, in caso di decesso. Gli eredi possono agire per ottenere il risarcimento per i danni avuti personalmente (iure proprio) e per quelli subiti in seguito alla morte del congiunto (iure hereditario).

Lastre eternit: assistenza legale gratuita

La Colombo Servizi, insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto e all’Avv. Ezio Bonanni, tutela i diritti legali e medici sia delle vittime di amianto sia dei loro familiari. Il team di avvocati online fornirà un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi della procedura. Richiedi una consulenza legale gratuita per iscritto.