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Esercito Italiano: tutela e assistenza legale dall’equipe dell’ ONA

 

Esercito Italiano: tutela e assistenza legale dall’equipe dell’ ONA

L’Esercito Italiano (EI), in qualità di organo delle F.F.A.A. della Repubblica Italiana, svolge il proprio dovere garantendo la sicurezza dello Stato e dei concittadini.  Protegge gli interessi della società a livello sia nazionale che internazionale.

La valorizzazione della tutela degli appartenenti alle Forze Armate, e quindi di tutto il personale dell’Esercito Italiano, è di primaria importanza per l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. Difatti, sono diversi anni che l’ONA lavora per garantire sempre assistenza medica e legale gratuita a tutte le vittime di causa di servizio e dovere.

 

Indice

Organizzazione e funzione Esercito Italiano

L’Esercito Italiano si compone ed include 3 Corpi e 6 Armi:

  • Corpo di Commissariato dell’Esercito Italiano;
  • Sanitario dell’Esercito Italiano;
  • Ingegneri dell’Esercito.

Tra le Armi dell’Esercito Italiano ci sono:

  • Artiglieria;
  • Fanteria;
  • Cavalleria;
  • Genio;
  • Arma dei Trasporti e Materiali;
  • Trasmissioni.

L’Esercito, in precedenza Regio Esercito, ha assunto il proprio ruolo di garante della tutela delle istituzioni e della pace per merito della Costituzione della Repubblica. I principi da quest’ultima ricavabili, ha reso il ruolo dell’EI sempre più preminente ed importante. Si pensi alla gestione della pandemia Covid-19, durante la quale si rivelata determinante l’efficienza dimostrata, in particolar modo, dal Gen. Del Genio Militare Francesco Paolo Figliuolo.

Esercito Italiano e rischio amianto: equiparazione vittime del dovere

Nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali, l’Esercito Italiano persevera nell’impiegare sistemi d’arma e strutture in amianto. La pericolosità, ufficialmente dimostrata, deriva dall’inalazione e/o ingerimento delle polveri (invisibili ad occhio nudo) di fibre d’amianto.

Secondo i dati del Ministero della Difesa EI, queste fibre, notevolmente dannose per la salute sia dell’uomo che dell’ambiente, tra il 1993 e il 2012 hanno causato ben 405 casi di malattie asbesto correlate. Di questi, 211 casi di decessi sono nelle Forze Armate italiane.

L’art. 20 del D.lgs. n. 183/2010 prevede espressamente l’equiparazione di coloro che hanno contratto patologie nel corso e a causa dello svolgimento del servizio. Inoltre, è previsto l’incremento di spesa già stanziata dall’art. 1, comma 562, della l. 266/05, il quale dispone l’estensione dei benefici previsti delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. A tutte le vittime del dovere, individuate ai sensi dell’art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466 è previsto tale incremento.

Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha reso un parere con il quale ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere, è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento dell’attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi esercito italiano (esercito italiano mezzi), veicoli esercito italiano, o in infrastrutture militari nei quali era presente amianto”.

Le patologie asbesto correlate nell’Esercito Italiano

In merito alle patologie asbesto correlate, ed in riferimento sempre all’organo delle F.F.A.A.-Esercito Italiano, queste hanno avuto origine in particolar modo dall’utilizzo di amianto per i più svariati bisogni e strumenti. Difatti, nel VI Rapporto Mesoteliomi INAIL 2018, viene documentato l’utilizzo di amianto nell’EI sia per la produzione di specifici guanti per la sostituzione della canna della Berretta MG-42-59, che per le coperte date in dotazione ai militari.

Come già accennato, i danni da esposizione ad amianto sono provocati proprio dalle sue stesse fibre. Queste, prima di tutto, provocano una grave infiammazione e, di conseguenza, si manifestano:

  • Placche ed ispessimenti pleurici
  • Asbestosi

In più, ci sono i tumori amianto, tra i quali il mesotelioma, quello della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. Inoltre, sono asbesto correlati anche i tumori della laringe e delle ovaie.

Non bisogna escludere, seppur con minore evidenza scientifica, le incidenze di tumori della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago.

Ulteriori rischi per la salute Esercito Italiano: Uranio impoverito e Gas Radon

Le numerose incidenze di neoplasie e patologie invalidanti non derivano soltanto dall’amianto ma, tra gli ulteriori agenti di rischio, vi sono quelli legati all’esposizione ed utilizzo di altri materiali.  Inoltre, sono stati appurati anche danni derivanti dalle pratiche vaccinali obbligatorie di leva, in particolare per il riscontro di additivi tossici per l’organismo che, troppo spesso, sono stati causa di neoplasie.

Non di meno, rilevanti elementi di rischio sono rappresentati dall’Uranio Impoverito (UI) e dal Gas Radon. L’Uranio, elemento radioattivo presente in natura, è stato utilizzato anche per le munizioni militari. In particolare, si è fatto frequente uso del sottoprodotto del procedimento di arricchimento dell’uranio, ergo, dell’Uranio Impoverito.

Il proiettile all’uranio impoverito utilizzato dall’Esercito Italiano in Italia e nelle missioni all’estero, genera temperature che possono arrivare a 5.000 gradi. Pertanto, sono stati utilizzati in diversi teatri di guerra, in particolar modo nei Balcani. In sostanza, hanno polverizzato strutture e perfino carri armati, contaminando terra, acqua e suolo, ben oltre le radiazioni.

Per quanto concerne l’esposizione a gas radon, bisogna immediatamente puntualizzare il suo essere un gas naturale altamente cancerogeno a causa della sua elevata radioattività. Purtroppo, possiamo ancora riscontrare la presenza di tale gas in moltissime strutture dell’Esercito Italiano. Si pensi, ad esempio, al caso della base Nato del Monte Venda, ove si sono documentate molteplici esposizioni a questa sostanza. Tra le principali forme di neoplasia causate da tale gas, rientra a pieno titolo il tumore al polmone.

 

Esercito Italiano: assistenza medica e legale gratuita

Esercito Italiano

Sicurezza sul lavoro e tutela della salute Esercito Italiano

Sicurezza sul lavoro e tutela della salute sono principi a cui non ci può mostrare indifferenti. Amianto, Uranio Impoverito, gas radon, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, così come i rischi legati a tutte le altre sostanze tossico-nocive, devono essere adeguatamente considerati e valutati.

Difatti, anche la Relazione Finale della Commissione Parlamentare Uranio Impoverito, ha dimostrato l’alta incidenza di patologie tumorali trai componenti dell’Esercito Italiano.

Eppure, non sono passati così tanti anni dall’applicazione del T.U. D.lgs. n. 81 del 2008 anche nel settore delle Forze Armate della Difesa Militare. Nonostante il ritardo, si è affermata comunque la cultura della sicurezza ed il principio dell’applicabilità della responsabilità contrattuale del datore di lavoro ex art. 2087 c.c.

Riconoscimento causa di servizio e status vittima del dovere EI

Nell’ipotesi in cui un individuo, subisca un danno alla propria salute, temporaneo o permanente, nello svolgimento delle proprie mansioni e per causa di servizio, ha diritto al risarcimento dei danni.  Infatti, la vittima di esposizione ad amianto o altre sostanze cancerogene e tossico-nocive, legittima il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Coloro che vengono riconosciuti vittime del dovere, vengono inseriti in un apposito elenco, riportato della relativa graduatoria dell’EI, consultabile sul sito della Guardia di Finanza.

Inoltre, ad un simile riconoscimento, segue anche l’equiparazione alle vittime di terrorismo o criminalità organizzata. Si garantiscono, in tal modo, ulteriori prestazioni e diritti in capo alla vittima (oppure agli eredi, in caso di decesso):

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5% (pensioni militari esercito), ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;

Risarcimento danni vittime del dovere EI: il procedimento

In aggiunta ai benefici predisposti con il riconoscimento dello status di vittima del dovere, il militare interessato può richiedere il risarcimento danni. A tale scopo, però, è necessario intraprendere una delle seguenti azioni:

  • Costituirsi parte civile nel procedimento penale, chiedendo la condanna al risarcimento dei danni da reato al Ministero;
  • Esercitare l’azione civile dinanzi al TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza;
  • Esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile per responsabilità civile ed extracontrattuale da reato.

In poche parole, per il personale dell’EI esiste la possibilità di percorrere la via del c.d. doppio binario: si potrà adire sia il TAR, per far valere la responsabilità contrattuale, che il Giudice Civile per quella extracontrattuale.

Vittime dovere EI: quali sono i danni risarcibili?

Il risarcimento riguarda tanto i danni patrimoniali, quanto quelli non patrimoniali. Per ciò che concerne i primi, ci si riferisce al pregiudizio patrimoniale sofferto dalla vittima, e cioè al:

  • Danno emergente
  • Lucro cessante

Quanto, invece, ai danni non patrimoniali, si scompongono in:

  • Biologici, e quindi lesione all’integrità psicofisica;
  • Morali, dovuti alla sofferenza patita a livello sia fisico che morale
  • Esistenziali, legati al peggioramento della qualità della vita.

Assistenza medico-legale ONA e risarcimento danni

Il diritto alla salute è il cardine della lotta per la prevenzione e tutela messa in atto dall’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto. A tal proposito, si è costituito un ulteriore dipartimento delle vittime del dovere, in modo tale di poter meglio assistere le stesse.

Scopri quali sono i tuoi diritti, così da ottenere tutti i legittimi riconoscimenti e risarcimenti. Per ottenere una prima consulenza telefonica gratuita basta chiamare il numero verde che trovate qui sotto. Otterrete tutte le informazioni per ottenere l’assistenza legale gratuita.