• Via Crescenzio 2, 00193 Roma
  • 0773 / 66 35 93
  • assistenzarisarcimentoamianto@gmail.com

Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Risarcimento danni amianto

La Corte di Cassazione (sentenza n. 24217/2017) ha stabilito che coloro che abbiano subito qualunque tipo di danno riconducibile alle fibre di asbesto hanno diritto al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali.

Malgrado l’impiego di questi minerali sia stato da tempo vietato in Italia, il ritardo nella bonifica e gli effetti lungolatenti che li caratterizzano determineranno nei prossimi decenni ingenti danni, che dovranno essere integralmente risarciti.

Diritti degli eredi

Anche i famigliari delle vittime hanno diritto al risarcimento. In questo caso si parla di due tipologie di danno: una indiretta, subita in qualità di erede, ed una diretta, subita in qualità di vittima.

Rendite, indennizzi e prestazioni aggiuntive

Le vittime hanno altresì diritto rendite, prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto e benefici amianto per il prepensionamento, che però non sono considerati risarcimenti, bensì indennizzi (indennizzo Inail).

Nel caso del personale civile e militare del Ministero della Difesa e del comparto sicurezza, ai risarcimenti si sommano il riconoscimento delle prestazioni di Vittima del Dovere (e relative prestazioni) e il prepensionamento amianto.

La complessità di questi aspetti rende necessaria un’assistenza di tipo legale.

Come tutelare i propri diritti

Tutti possono esercitare i loro diritti con la costituzione di parte civile nel procedimento penale, nel quale possono essere citati i datori di lavoro quali responsabili civili.

L’azione di risarcimento danni da amianto da parte degli eredi del defunto può essere promossa anche in sede civile (Giudice del lavoro per i dipendenti del settore privato e pubblico, TAR per il personale militare e Giudice ordinario nei casi di responsabilità extracontrattuale).

I danni risarcibili

Anche la sola e semplice esposizione all’amianto è causa di danni alla salute che devono essere risarciti. Vanno risarciti sia i pregiudizi patrimoniali che non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali).  Il diritto al risarcimento dei danni è esteso anche ai famigliari delle vittime. In caso di malattia amianto i danni non patrimoniali risarcibili sono:

  • danno alla salute (biologico)
  • danno morale (sofferenza e turbamento dell’animo generato dal fatto illecito)
  • danno esistenziale (lesione ai programmi e progetti di vita e alla qualità della vita)
  • danno subito dai famigliari (lesione al vincolo affettivo, alla serenità, etc.)

Prescrizione del diritto alla rendita

Le malattie amianto correlate sono lungolatenti: si manifestano cioè solo dopo molti anni (da 5 a 40/50 anni dall’inizio dell’esposizione).

Per ottenere la rendita INAIL il termine di prescrizione è triennale ed inizia a decorrere da quando il diritto può essere fatto valere (art. 2935 c.c.). Idem in caso di morte della vittima, per quanto riguarda la rendita di reversibilità destinata al coniuge e/o ai figli se minori e/o studenti (art. 112 del Dpr 1124/65).

A questi 3 anni si devono aggiungere 150 giorni, corrispondenti alla durata del procedimento amministrativo. Oltre tale tempistica è necessario dimostrare che il termine sia iniziato a decorrere successivamente.

Prescrizione del diritto al risarcimento dei danni

Per il risarcimento dei danni i termini sono diversi. Per la responsabilità contrattuale il termine è decennale, mentre per quella extracontrattuale il termine è di 5 anni. Per la responsabilità civile da reato, il termine è quello stabilito dal Codice Penale per il reato e vi è il raddoppiamento dei termini nel caso di imputazione di omicidio colposo (art. 590 c.p.) con una prescrizione che può andare dai 14 anni ai 17 anni e 6 mesi (art. 157, V comma, c.p.).

Giurisprudenza in materia di prescrizione dei danni da amianto

La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine inizia a decorrere dalla prima certificazione di malattia professionale o da quando la vittima è venuta a conoscenza dell’origine professionale della patologia (cfr. decisione n. 2002/2005, riferita proprio ai casi di cancro polmonare e/o mesotelioma da amianto).

Per sottrarsi dal dovere del risarcimento, i responsabili potrebbero eccepire la prescrizione facendo decorrere i termini dalla data di esposizione. Tuttavia, questo tipo di motivazione è infondata in quanto i termini decorrono dal momento della diagnosi della patologia o, nel caso in cui siano già trascorsi, dal momento della consapevolezza dell’evento e del nesso causale (art. 2935 c.c. e Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con Sentenza n. 481 del 2008).

Pertanto, alla luce della fattispecie giuridica di danno ingiusto, non solo la vittima, ma anche i congiunti hanno diritto ad essere risarciti per il danno subito. Il risarcimento include i danni sia patrimoniali che non, vista la lesione di diritti fondamentali della persona (salute, serenità, integrità familiare e del patrimonio).

Consulenza gratuita