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Assistenza Risarcimento Amianto

Tumore al polmone

Tumore polmonare

I tumori del polmone si possono classificare in tumori del polmone in non a piccole cellule (NSCLC) e tumori del polmone a piccole cellule (SCLC). Il cancro del polmone non a piccole cellule si identifica anche come tumore polmonare a grandi cellule, ed è la neoplasia polmonare più frequente (70% dei casi) e si differenzia dal tumore polmonare a piccole cellule per l’aspetto delle sue cellule al microscopio.

Il microcitoma è il tumore del polmone a piccole cellule. I tumori al polmone si classificano in due categorie:

  • Tumore non a piccole cellule (NSCLC)
  • Tumore a piccole cellule (SCLC).

Il tumore polmonare a piccole cellule presenta una elevata malignità. Il microcitoma o carcinoma bronchiale origina dalle cellule neuroendocrine dell’epitelio di rivestimento bronchiale .
Il microcitoma polmonare a piccole cellule colpisce quasi esclusivamente i bronchi.

Tumore polmonare da amianto 

Il tumore del polmone o carcinoma del polmone è causato dall’esposizione a polveri e fibre di amianto e costituisce la prima causa di morte per tumori nei paesi industrializzati. In Italia, nel 2016, sono stati registrati 40.000 casi di tumore polmonare. L’indice di sopravvivenza ai 5 anni è limitato al 14,3%. La principale forma di prevenzione è evitare l’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, che agiscono in sinergia tra loro. L’amianto ha infatti un ruolo sinergico con il fumo di tabacco: la sola esposizione ad asbesto aumenta il rischio di insorgenza di tumore del polmone di 5 volte, mentre l’esposizione combinata di amianto e fumo di tabacco è in grado di aumentare il rischio di 50 volte.

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MEDICA POLMONE

Tumore al polmone sintomi

Il cancro al polmone inizialmente provoca emoftoe (espettorato striato di sangue), tosse cronica e stizzosa, sibili da ostruzione, dolore toracico o addominale, cachessia, astenia, anoressia, disfonia, ippocratismo digitale e disfagia. Nello stadio più avanzato il rischio è che il cancro si estenda in altre parti del corpo, come cervello, fegato, ossa e linfonodi.

Diagnosi tumore al polmone

Il primo passo per la diagnosi del tumore del polmone è l’analisi clinica e l’anamnesi lavorativa. Si prosegue con gli esami strumentali, come la radiografia del torace. La radiografia è in grado di dare informazioni sulla presenza di una massa, sul coinvolgimento dei linfonodi mediastinici, sulla presenza di una polmonite ostruttiva o di atelectasia e sulla presenza di versamento pleurico. Eventualmente alla radiografia può seguire la tomografia computerizzata, broncoscopia e/o TC. La conferma della diagnosi di cancro polmonare è possibile attraverso la biopsia e l’analisi citologica dell’espettorato.

Cura tumore polmone

La cura del carcinoma del polmone dipende dal tipo cellulare, dall’estensione e dalle condizioni di salute del paziente. L’approccio chirurgico permette la resecazione (eliminazione) del tumore in base alla sua estensione e all’eventuale presenza di metastasi. La chemioterapia e la radioterapia possono essere applicate separatamente o congiuntamente, anche con la chirurgia, per aumentare le possibilità di sopravvivenza (chemioterapia adiuvante) o semplicemente per attenuare il dolore e i sintomi (radioterapia palliativa).

Altre tecniche per la cura del tumore polmonare sono l’ablazione con radiofrequenza, la crioterapia, la terapia fotodinamica e la somministrazione di inibitori della crescita. Le ricerche in campo medico si stanno focalizzando su nuovi farmaci citotossici, sulla farmacogenetica e sulla ingegneria farmaceutica.

Chirurgia del tumore al polmone

L’intervento chirurgico può essere effettuato nello stadio iniziale del cancro e può essere risolutivo, sempre seguito da chemioterapia per adenocarcinoma polmonare adiuvante per ridurre al minimo le probabilità di recidive. La chemioterapia adenocarcinoma viene somministrata solo in caso di SCLC.

Si ricorre alla radioterapia adiuvante e/o alla chemioterapia quando:

  • condizioni di salute particolari
  • in fase terminale per rallentare la progressione e alleviare i sintomi
  • in caso di impossibilità di resecazione del tumore
  • negli stadi più avanzati

La terapia multimodale viene utilizzata in caso di NSCLC avanzato localmente, attraverso la terapia di induzione per ridurre le dimensioni del tumore, seguita dalla chirurgia, oppure nella chirurgia seguita dalla chemioterapia e/o dalla radioterapia adiuvante, oppure  nella chemioterapia per adenocarcinoma polmonare.

Quando il tumore si diffonde al di fuori del polmone, parliamo di NSCLC metastatico. In questo caso non è più possibile la resecazione e quindi si ricorre alla chemioterapia per via endovenosa.

Approcci terapeutici alternativi sono:

  • La terapia a bersaglio molecolare: con l’utilizzo di farmaci che bloccano i segnali promotori della crescita delle cellule tumorali
  • L’immunoterapia: trattamento che serve ad aumentare le difese naturali dell’organismo e combattere il cancro
  • Il trattamento adiuvante: con farmaci antitumorali dopo o insieme a un’altra terapia.

Tumore del polmone: chemioterapia

La chemioterapia  per adenocarcinoma polmone consiste nella somministrazione di farmaci di particolari farmaci detti citotossici o antiblastici. Questi farmaci sono utilizzati per distruggere le cellule tumorali.

Nel trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule questa terapia si usa dopo la chirurgia per ridurre il rischio di recidiva.

chemioterapici che vengono più utilizzati per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule sono cisplatino, carboplatino, gemcitabina (Gemzar®), vinorelbina (Navelbine®), paclitaxel (Taxol), docetaxel (Taxotere) e pemetrexed (Alimta®).

La chemioterapia ha degli effetti collaterali che possono presentarsi in forma lievi o in maniera più fastidiosa, dipende ovviamente dall’intensità della dose che viene erogata e della durata del trattamento.

Tumore del polmone: radioterapia

La radioterapia consiste nell’uso di radiazioni ad alta energia per distruggere le cellule tumorali, cercando al tempo stesso di danneggiare il meno possibile le cellule normali.

La radioterapia può essere attuata allo scopo di ‘curare’ il tumore epidermoide e in questo caso può sostituire la chirurgia.

Per trarre il massimo beneficio dalla radioterapia, questa deve essere pianificata molto attentamente. In questa fase, un ruolo determinante è svolto dal centraggio erogando le radiazioni direttamente nel tumore, salvaguardando al massimo i tessuti sani circostanti.

Gli effetti collaterali della radioterapia possono essere lievi o molto fastidiosi, a seconda dell’intensità della dose erogata e della durata del trattamento. In casi molto rari la radioterapia per carcinoma polmonare può indurre effetti protratti nel tempo quali infiammazione o fibrosi del tessuto polmonare, con conseguente comparsa di sintomi quali mancanza di respiro e tosse. Le ossa del torace possono assottigliarsi e, di conseguenza, sono più soggette al rischio di frattura. Ancorché fastidiosi, gli effetti collaterali della radioterapia scompariranno alla conclusione del trattamento.

Eziologia tumore polmone

Oltre all’amianto, il cancro del polmone è provocato da altri cancerogeni e/o da una combinazione sinergica di questi cancerogeni tra loro: fumo di sigaretta, radon, inquinamento atmosferico, virus, predisposizione genetica e malattie polmonari.

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LEGALE POLMONEI diritti delle vittime di cancro al polmone

In caso di decesso, il risarcimento INAIL o rendita INAIL viene liquidata al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Nesso causale tra esposizione professionale e cancro al polmone

L’amianto è il principale fattore di rischio per l’insorgenza del cancro polmonare. Anche in caso di tumore polmone in fumatore, è accertato il sinergismo tra amianto e fumo di sigaretta e, conseguentemente, il nesso causale, ovvero la prova che l’esposizione professionale ad asbesto è la causa del tumore.

Immediato pensionamento per tumore polmonare

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori affetti da tumore polmonare sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia da amianto di origine professionale. La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, non si matura il diritto a pensione.

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Pensione inabilità tumore del polmone amianto

Coloro vittime di tumore del polmone (Lista I INAIL), e che hanno ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale della patologia, hanno diritto alle c.d. maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto ex art. 13, co. 7, L. 257/1992.

Pensione di inabilità: aggiornamento al 2020

Nel caso in cui il lavoratore colpito da patologia amianto correlata non ha ancora maturato il diritto a pensione, ha, comunque, la possibilità di accedere al c.d. prepensionamento amianto.

Con l’entrata in vigore dell’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, integrato dall’art. 41-bis  L. 58 /2019 (di conversione del D.L. 34/2019), la tutela vittime amianto malattia professionale, ha raggiunto un punto di svolta in quanto ora tutti coloro affetti da patologie asbesto correlate hanno la possibilità di richiedere il prepensionamento.

Pensione amianto tumore al polmone: i requisiti

Nel caso in cui, con la liquidazione delle maggiorazioni contributive, i malati di tumore al polmone non hanno maturato il diritto a pensione ex art. 13, co. 7, L. 257/92, allora è il caso di chiedere la pensione di invalidità amianto.

Non è necessario, però, avere una particolare età anagrafica, ma è sufficiente la maturazione di 5 anni di anzianità contributiva, di cui 3 maturati negli anni antecedenti la presentazione della domanda.

Termine del 31.03.2021 per la domanda per pensione amianto

Il termine fissato per la presentazione della domanda amministrativa è il 31.03.2021.

Superato questo termine, sarà necessario depositare la domanda entro il 31.03.2022 per poter ottenere la pensione inabilità INPS amianto.

Liquidazione pensione invalidità amianto: procedura 

Sulla base della riforma della normativa, l’INPS ha identificato le linee guida per poter ottenere il collocamento in quiescenza anticipato a causa di malattie asbesto correlate, con pensione di invalidità, a prescidere dall’età e i contributi.

Diritto a pensione senza danno biologico minimo

La pensione di invalidità INPS amianto non è cumulabile con l’indennizzo INAIL, infatti, questa misura, può essere utile solo in caso di lavoratori di giovane età ed, eventualmente, con un grado di invalidità minimo.

Per la maturazione del diritto a pensione non è richiesto un grado di invalidità specifico, e per questi motivi si consiglia azionare la tutela INAIL, in modo da percepire l’indennizzo che, in caso di grado invalidante superiore al 15%, dà diritto alla rendita mensile.

Vi è sempre il diritto alle maggiorazioni contributive ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, che vengono applicate con il coefficiente 1,5 e, in ogni caso, con la maturazione del diritto alla pensione ed, eventualmente, anche all’indennità di accompagnamento, in modo da conservare, così, la rendita INAIL.

Nel caso di invalidità di grado poco elevato, il prepensionamento è utile, in quanto permette la collocazione in quiescenza anche con età non elevata.