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Assistenza Risarcimento Amianto

Tumore al polmone Microcitoma polmonare

 

Microcitoma polmonare: cura e assistenza legale

Il microcitoma è il tumore ai polmoni a piccole cellule. Questa neoplasia ha origine dalle cellule neuroendocrine dei grossi bronchi e si diffonde rapidamente, creando metastasi.

La principale causa dell’insorgere di questa patologia è il fumo di sigaretta. Ma ulteriori fattori di rischio da non sottovalutare sono l’esposizione all’amianto, al radon e ad altre sostanze cancerogene.

La Colombo Servizi S.r.l, grazie alla convenzione con l’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto, fornisce l’assistenza risarcimento amianto e permette di chiedere la consulenza medica e legale gratuita.

Microcitoma polmonare: assistenza medica gratuita

microcitoma

 

Indice

Tempo di lettura: 13 minuti

Che cosa significa il termine “microcitoma”?

I polmoni sono due organi di tessuto spugnoso che si trovano nella parte centrale del torace. Assolvono alla vitale funzione di respirazione, grazie alla quale viene ossigenato il sangue di tutto il corpo, e di espirazione, attraverso la quale viene invece eliminata l’anidride carbonica dall’organismo.

Quando si sviluppa una massa tumorale nei polmoni, questa malattia si distingue in due differenti tipologie:

  • carcinoma polmonare non a piccole cellule, che comprende l’adenocarcinoma e il carcinoma squamoso;
  • carcinoma polmonare a piccole cellule, detto microcitoma o Small Cell Lung Cancer (SCLC).

In particolare, le cellule tumorali del microcitoma nascono da cellule del rivestimento bronchiale. Per questo motivo questa tipologia è considerata la più aggressiva, poiché le cellule sono in grado di replicarsi velocemente, propagandosi ai linfonodi e ad altri organi.

Il microcitoma si sviluppa nella zona toracica centrale, specialmente nel punto di ingresso di vasi sanguigni, linfatici e bronchi nel polmone. Ma le metastasi possono localizzarsi prevalentemente presso l’encefalo, il fegato, i surreni e le ossa.

Microcitoma polmonare: aspettative di vita

Il microcitoma non è solamente più aggressivo rispetto al tumore del polmone a grandi cellule, ma anche la prognosi è più grave. Infatti questo tumore polmonare a piccole cellule ha limitate aspettative di vita. Inoltre è elevato il rischio di recidiva, cioè un ritorno della malattia dopo una iniziale risposta alle cure.

I pazienti con microcitoma localizzato hanno un’aspettativa di vita di 15-20 mesi. La percentuale di pazienti con microcitoma polmonare che sopravvive almeno 2 anni è del 20-40%. È quindi possibile avere più possibilità di sopravvivenza se si ha una diagnosi precoce della malattia. Tuttavia 2/3 dei pazienti che ricevono la diagnosi hanno già sviluppato un microcitoma polmonare con metastasi.

Cause del microcitoma: fumo, amianto, radon, radiazioni

Il fumo di tabacco costituisce il più importante fattore di rischio per l’insorgenza di tumore del polmone. Infatti contiene molte sostanze cancerogene in grado di danneggiare irreparabilmente le cellule dei polmoni. Il microcitoma è il tumore maggiormente correlato ed è decisamente raro riscontrarlo in un non fumatore.

Altri fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza di un tumore del polmone sono l’esposizione al fumo passivo e ad altre sostanze. Alcune di queste sono asbesto, cromo, arsenico, cloruro di vinile, idrocarburi aromatici policiclici, radon. Queste sostanze hanno tra loro un effetto sinergico, ovvero se si è esposti a due o più sostanze, il loro effetto si moltiplica.

A questi si aggiungono il rischio derivante dall’inquinamento atmosferico, da fattori ereditari e da precedenti malattie polmonari o trattamenti di radioterapia, che hanno colpito i polmoni precedentemente all’insorgere del microcitoma.

Amianto e tumore del polmone a piccole cellule

L’asbesto è costituito da un insieme di minerali, che si distinguono nei serpentini e negli anfiboli. I minerali di amianto sono composti da fibre sottili, capaci di disperdersi nell’aria e quindi facilmente inalabili. L’amianto, oltre ad essere una delle cause del microcitoma, rappresenta il principale fattore di rischio di un altro tipo di tumore maligno molto aggressivo: il mesotelioma.

Il numero dei casi di mesotelioma è in continuo aumento a causa dell’uso massiccio dell’amianto fino a metà degli anni ’90. Tuttavia i ritardi nello smaltimento e bonifica Eternit hanno portato al perdurare delle esposizioni fino ad oggi. Il 99% dei mesoteliomi sono infatti causati dalla esposizione ad asbesto ed Eternit, come è riportato dallo IARC, nella monografia sui cancerogeni (IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans, A review of human carcinogens: arsenic, metals, fibres and dusts).

Microcitoma: gas radon, arsenico e altri cancerogeni

Il radon è un gas naturale, radioattivo, che si forma quando si creano rotture della crosta terrestre. Viene sprigionato soprattutto nel corso di costruzioni edili ed è presente principalmente nelle abitazioni, negli scantinati e nei primi piani. I prodotti di decadimento respirati si fissano sui tessuti polmonari e bronchiali, provocando un’esposizione alle radiazioni del tessuto circostante e danneggiando anche il patrimonio genetico delle cellule dei tessuti. Ha così inizio il processo canceroso.

Oltre al radon, anche l’arsenico può causare il microcitoma. L’arsenico è un elemento ubiquitario nell’ambiente e spesso lo si ritrova nell’acqua potabile, sia in seguito a processi di cessione degli elementi da parte dei minerali sia a causa di attività umane. Esso è infatti impiegato frequentemente nel settore industriale ed è anche abbondantemente usato nella produzione di pesticidi per l’agricoltura.

Proprio a causa di questi molteplici usi, spesso sono presenti alte concentrazioni di arsenico nelle falde acquifere. L’arsenico inorganico è quello nocivo. Si assorbe rapidamente subito dopo l’ingestione all’apparato gastrointestinale. In seguito si distribuisce in quasi tutti gli organi, attraversando facilmente anche la barriera placentare.

Altri agenti cancerogeni coinvolti nello sviluppo del tumore polmonare a piccole cellule sono: berillio, cadmio, fumo di carbone, silice.

Tumore polmonare a piccole cellule: settori a rischio

Ad avere un elevato rischio di contrarre la grave patologia del microcitoma sono i lavoratori di determinati settori occupazionali. I campi con maggiore incidenza della malattia sono l’agricoltura, il settore minerario, la metallurgia, i cantieri navali e i conducenti di autocarri e taxi.

Un testo che indica i campi lavorativi con un più elevato rischio amianto e quindi una maggiore incidenza di casi di patologie asbesto correlate, tra cui il microcitoma, è Il libro bianco delle morti d’amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Inoltre costituisce un duro atto di accusa sull’immobilismo delle istituzioni in Italia nell’affrontare il problema amianto.

I sintomi del microcitoma polmonare

I tumori polmonari a piccole cellule possono essere del tutto asintomatici, soprattutto nello stadio iniziale della malattia. Per questo è ancora più difficile arrivare ad una diagnosi precoce.

La maggior parte dei segnali sintomatici che presenta il microcitoma, inoltre, è aspecifico, cioè i sintomi non sono attribuibili unicamente a un tumore del polmone o a una malattia respiratoria. Tra quelli più frequenti ci sono tosse secca o catarrosa, la presenza di sangue nel catarro, che si verifica perché le pareti bronchiali interessate dal tumore sono più fragili, e la dispnea, cioè la mancanza di fiato o difficoltà respiratorie.

In alcuni paziente si può presentare del dolore al torace, che si irradia fino alle spalle e alle braccia, difficoltà di deglutizione, che avviene soprattutto quando la massa tumorale comprime l’esofago, perdita di appetito e di peso, e, infine, stanchezza eccessiva

Inoltre il microcitoma può presentare sindromi paraneoplastiche, che si verificano in zone distanti dal tumore o dalle sue metastasi e possono essere scatenate da sostanze o ormoni prodotti dalle cellule tumorali in circolo nell’organismo. In questo caso possono insorgere: febbre, dolori articolari diffusi, riduzione dei valori di sodio, incremento del calcio e dei livelli di cortisolo nel sangue, con alterazioni metaboliche.

Tumore polmonare a piccole cellule: diagnosi

Uno degli esami più efficaci per arrivare ad una diagnosi del microcitoma è la radiografia del torace. Tuttavia, per ottenere dei risultati più precisi, si può ricorrere alla tomografia computerizzata (TC). Così si possono stabilire sede, dimensioni della massa tumorale e eventuali rapporti con le strutture adiacenti.

Un altro metodo utilizzato è la tomografia ad emissione di positroni (PET). Questa è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che comporta la somministrazione per via endovenosa di una sostanza a base di zucchero legata a una molecola radioattiva. Le cellule tumorali che si replicano più velocemente sono avide di zucchero e pertanto il composto si accumula in queste aree. Successivamente le zone con più zucchero sono messe in risalto ed è così possibile identificare il tumore, anche precocemente, stabilirne la dimensione e la precisa localizzazione.

Una volta che è stata individuata la lesione tumorale è necessario prelevare un campione di tessuto, per effettuare la diagnosi anatomopatologica.

Terapia, trattamento e cura del microcitoma

A seconda dello stadio della malattia, delle condizioni generali di salute del paziente, dell’età e della presenza di patologie concomitanti, vengono scelti la cura e il trattamento terapeutico più adatto per contrastare il microcitoma polmonare.

La cura più utilizzata è la chemioterapia, anche se la maggior parte dei pazienti affetti da questa patologia a più di 70 anni. Il beneficio della chemioterapia, infatti, può esserci anche in pazienti più anziani e non sono previste delle controindicazioni. L’unico accorgimento può riguardare la scelta dei dosaggi e degli schemi terapeutici, per limitarne le tossicità.

Per questo tipo di tumore il paziente può essere sottoposto anche alla radioterapia, in associazione alla chemioterapia oppure successivamente ad essa. La radioterapia prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti ad alta energia al fine di danneggiare il DNA delle cellule tumorali, arrestando la crescita tumorale o distruggendo tali cellule. Il trattamento combinato chemio-radioterapico migliora il controllo locale della malattia e la prognosi, perché riduce la probabilità che la malattia si ripresenti.

Un’altra procedura che può scegliere il medico curante è la chirurgia. L’intervento può essere preceduto o seguito dalla chemioterapia o dalla radioterapia. Esso può essere una lobectomia, cioè l’asportazione di un lobo polmonare, una bilobectomia, se nel polmone destro, che ha tre lobi, si asportano due lobi, oppure una segmentectomia, che prevede l’asportazione di uno o più segmenti polmonari, o, infine, una resezione a cuneo, l’asportazione di una piccola parte di polmone.

Tuttavia, nella quasi totalità dei casi, la chirurgia non è indicata nel trattamento del microcitoma, mentre è la scelta migliore se si tratta di carcinoma polmonare non a piccole cellule resecabile non metastatico.

Microcitoma: tutela giuridica e assistenza legale

La maggioranza delle vittime di microcitoma ha contratto la malattia a causa dell’esposizione ad amianto, radon, o altri agenti cancerogeni negli ambienti di lavoro. Tutti coloro che sono stati esposti a sostanze cancerogene per motivi professionali, hanno diritto all’indennizzo INAIL.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, tutelano le vittime dei queste patologie causate dall’esposizione ad amianto, tra cui anche il microcitoma.

Il primo passo da fare è verificare le condizioni di lavoro e l’eventuale esposizione ai cancerogeni. Ottenere la certezza della diagnosi è fondamentale sia per fini terapeutici sia per la tutela legale. Le vittime di microcitoma polmonare, esposti ad amianto per motivi di lavoro, hanno diritto al riconoscimento della malattia professionale.

Successivamente si può chiedere anche la tutela risarcitoria del danno differenziale, per l’integrale risarcimento del danno. Infatti la prestazione previdenziale INAIL è un indennizzo del danno biologico e delle diminuite capacità di lavoro. Alla vittima è dovuto il differenziale di queste voci di danno e il risarcimento anche del danno morale ed esistenziale.

Sussiste il nesso causale anche in caso di lavoratore fumatore, se viene dimostrata l’esposizione professionale ad amianto. I due agenti cancerogeni, infatti, agiscono in sinergia. Ciò è dimostrato sin dal 1955, grazie a Richard Doll che, nella sua pubblicazione “A Study of Lung Cancer Mortality in Asbestos Workers“, ha dimostrato che vi è un effetto sinergico tra fumo di sigaretta e amianto.

La società Colombo Servizi S.r.l. è convenzionata con l’ONA, perciò fornisce un servizio gratuito di assistenza per le vittime di tumore polmonare, tra cui il microcitoma. Lo staff medico, legale e tecnico altamente specializzato fornirà assistenza in caso di esposizione ad amianto, anche per una prima consulenza gratuita.

Indennizzo INAIL per le vittime di microcitoma polmonare

Il microcitoma è una patologia asbesto correlata inserita dall’INAIL nella Lista I delle malattie professionali. Perciò le vittime possono avvalersi della presunzione legale d’origine ed è quindi sufficiente la presenza della noxa patogena, cioè dell’agente cancerogeno nell’ambiente lavorativo per avere diritto al riconoscimento e alla rendita INAIL. Tutto questo è stabilito da Cass., Sez. lav., n. 30438/2018.

In caso di decesso, gli eredi hanno diritto alla rendita di reversibilità. I termini per richiederla sono 3 anni, se è il coniuge a presentare la domanda per primo, mentre 90 giorni se la rendita era già stata percepita dalla vittima.

Infine, in caso di microcitoma di origine professionale, si ha anche diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto.

Tumore ai polmoni a piccole cellule: Fondo Vittime Amianto

In seguito al riconoscimento da parte dell’INAIL dell’origine professionale del tumore polmonare a piccole cellule, come avviene anche in ogni altra patologia asbesto correlata, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo vittime amianto (art.1 co. 241/246 L.244/2017).

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile. Qualora si verifichi la morte della vittima, queste prestazioni aggiuntive del fondo sono sommate alla rendita in reversibilità in favore dei familiari.

Prepensionamento e pensione d’invalidità da microcitoma

Dimostrando che il microcitoma è stato causato anche dall’esposizione ad asbesto, vi è diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Si ha in pratica una maggiorazione del 50% del periodo di esposizione professionale. Tale misura permette l’accesso al prepensionamento. Per le vittime già in pensione si ottiene invece la rivalutazione dei contributi, sempre utilizzando il coefficiente 1,5.

Infine se, pur con l’accredito dei contributi, il lavoratore non matura il diritto alla pensione, può chiedere la pensione d’invalidità amianto. L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016 ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia professionale amianto.

Microcitoma del polmone: riconoscimento come Vittime del Dovere

I dipendenti civili e militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza che, a causa delle attività di servizio o missioni con esposizione ad amianto e altri cancerogeni per il polmone hanno contratto delle infermità, come il microcitoma, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio e della qualità di Vittima del Dovere.

Alle Vittime del Dovere spettano specifiche prestazioni assistenziali e previdenziali. I settori più colpiti sono l’Esercito, l’Aeronautica, i Carabinieri e, soprattutto, la Marina Militare, dove l’amianto è stato ampiamente utilizzato.

Sono tutelati anche i diritti dei figli di vittime del dovere. Infatti Corte d’Appello Roma, Sez. lavoro, sentenza del 20 marzo 2020 ha  accolto l’appello dell’orfano di vittima del dovere, negando il presupposto della non spettanza dei benefici previsti in favore delle vittime del dovere ai figli maggiorenni, non a carico, di colui al quale sia stato riconosciuto tale status.

Risarcimento dei danni microcitoma malattia professionale

I lavoratori vittime di tumore del polmone a non piccole cellule e del tumore a piccole cellule per esposizione professionale ad asbesto, e i loro famigliari in caso di decesso, hanno diritto anche al risarcimento danni.

La rendita INAIL non costituisce integrale risarcimento di tutti i danni che il lavoratore ha subito in caso di malattia professionale. Ma ha diritto all’integrale risarcimento, compresi i danni differenziali e complementari (Cass. Sez. Lav. 777/2015). Per ottenere, invece, l’integrale ristoro dei danni, compresi il danno morale e quello esistenziale, si deve far valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Gli accertamenti INAIL costituiscono una prima prova per ottenere la condanna del datore di lavoro al risarcimento dei danni. Ciò è dimostrato da Cass. Sez. Lav. 5174/2015 e da Cass. Sez. Lav., n. 15165/2019, con la quale è stata confermata la sentenza della Corte d’Appello di Roma di condanna delle Ferrovie dello Stato al risarcimento dei danni per un lavoratore deceduto per patologia asbesto correlata.

In caso di decesso, sussiste il diritto al risarcimento danni per gli eredi, sia con riferimento ai pregiudizi sofferti dalla vittima primaria, che debbono essere liquidati ai congiunti (danni iure hereditario), sia al risarcimento dei danni sofferti direttamente dai familiari (danni iure proprio).

Quantificazione del risarcimento danni

La quantificazione dei danni, subiti dal lavoratore affetto da microcitoma come da altre patologie causate dall’amianto, si stabilisce in modo personalizzato. Ciò è possibile con la liquidazione del differenziale del danno patrimoniale e del danno biologico, e il risarcimento danni morali ed esistenziali.

Per stabilire l’entità del danno non patrimoniale, si deve tener conto del valore della lesione biologica e applicare le tabelle del Tribunale di Milano.

In questo modo il valore del danno è personalizzato e si determina il quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, per la responsabilità contrattuale e per la responsabilità extracontrattuale.

Come si calcola il valore del danno?

L’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Tutti gli altri pregiudizi, invece, devono essere integralmente risarciti.

L’art.1, comma 1126, lettera a), L. 145/2018 stabilisce, infatti, che la vittima ha diritto ai danni differenziali con scomputo della rendita per poste omogenee. Questo sussiste anche per effetto dell’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 giugno 2019, n. 58, che ha abrogato la lettera a) del comma 1126 della ultima legge di bilancio.

L’indennizzo del danno biologico è defalcato dal quantum del danno biologico, con integrale ristoro di tutti gli altri danni non patrimoniali. In caso di rendita, lo scorporo è circoscritto al danno biologico, piuttosto che al danno patrimoniale per diminuite capacità lavorative.

Tutela e assistenza legale gratuita

La Colombo Servizi S.r.l collabora e supporta le azioni dell’Osservatorio Nazionale Amianto. Insieme si perseguono gli obiettivi come migliorare le condizioni di salute per le vittime di microcitoma.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro team di avvocati altamente specializzati ti fornirà online un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.