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Colombo Servizi Srl

Assistenza Risarcimento Amianto

Pensione amianto per ferrovieri

Le Ferrovie dello Stato e le linee locali hanno fatto molto uso di amianto nei rotabili ferroviari, come dimostrato dal fenomeno epidemiologico di patologie asbesto correlate tra il personale ferroviario. Esistono specifici benefici contributivi e norme per gli esposti ad amianto nel settore della produzione dei rotabili ferroviari (art. 1, comma 246, Legge 205/2017 o legge sull amianto). Il rischio amianto ha interessato tutto il personale ferroviario, in particolare i macchinisti di locomotive a vapore e di locomotive elettriche, i costruttori di rotabili, i manutentori di rotabili e, anche se in misura minore, anche il personale viaggiante.

Lavoratori nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario

L’art. 1, comma 277, Legge 208/2015 ha attribuito la maggiorazione con il coefficiente 1,5 per la rivalutazione della pensione anche ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all’esposizione alle polveri di amianto, per l’intero periodo di durata delle operazioni di bonifica dall’amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto.

La domanda per il beneficio andava presentata entro il 1° marzo 2016. Nel 2018, la disposizione è stata riproposta con la legge 205/2017 con termine di presentazione delle domande al 2 marzo 2018.

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Amianto in Ferrovie

Anni ’50 e ‘60

Fino alla metà degli anni ’50 l’uso di amianto riguardava le locomotive a vapore (in particolare per le coibentazioni delle parti calde e della linea di riscaldamento a vapore e per le guarnizioni di tenuta sulle flange di accoppiamento), sotto forma di nastri e corde e cartoni per l’isolamento delle scaldiglie del riscaldamento elettrico. Dalla metà degli anni ’50 e per tutti gli anni ’60 si è utilizzato amianto spruzzato (crocidolite) per la coibentazione dei nuovi rotabili. I rotabili con amianto spruzzato ammontavano a 8.000.

Anni ‘80

L’uso di amianto è proseguito fino agli anni ’80 e comunque fino alla dismissione dei vecchi modelli di carrozze che la montavano. All’inizio degli anni ’80 furono introdotti i primi provvedimenti di prevenzione e negli anni ’90 le carrozze coibentate con amianto friabile furono dismesse. Il programma di bonifica è stato completato all’inizio degli anni 2000.

Altre esposizioni

L’amianto non era presente solo nelle carrozze ferroviarie, ma anche nei sassi e nel pietrisco bianco tra un binario e l’altro, che si ricopriva dell’amianto rilasciato dai dischi e dai ferodi dei freni dei convogli. Le polveri di amianto aerodisperse sono state respirate sia dai ferrovieri che dai viaggiatori in sosta sulla banchine delle stazioni. Solo recentemente è iniziata l’opera di inertizzazione di questi materiali da parte di Rete Ferroviaria Italiana, e in alcune regioni (in particolare in Puglia) si procede a rilento a causa della presenza, ancora a tutt’oggi, di treni con dischi in amianto.

Circolare INPS n. 46

La circolare Inps n. 46, pubblicata il 14 marzo 2018, detta una misura circoscritta ai lavoratori della produzione di materiale rotabile ferroviario esposti amianto privi di adeguate misure di sicurezza per la salute rispetto al rischio asbesto. La circolare riconosce il beneficio pensionistico (pensione ferrovieri) a partire dal 1° gennaio 2018, a condizione che alla domanda sia allegata la documentazione probante e soltanto dopo apposito accertamento eseguito dall’INAIL.

La nuova Legge amianto si applica ai lavoratori del settore ferroviario:

  • privi di equipaggiamenti di protezione asbesto
  • assicurati Inail
  • ancora in attività o privi di pensione

Epidemia da amianto nelle Ferrovie

Sono state condotte diverse indagini sull’epidemia da amianto nel settore ferroviario. L’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale Amianto riporta che nel VI Rapporto mesoteliomi edito da INAIL nell’ottobre 2018 sono censiti per il settore della costruzione dei rotabili ferroviari 355 casi di mesotelioma dal 1993 al 2008. Bisogna però considerare che i censimenti sono parziali (alcune regioni ancora non forniscono i dati completi) e recenti, quindi si può stimare una incidenza ben maggiore di circa 400 casi.

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