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Assistenza Risarcimento Amianto

Crisotilo: prevenzione e tutela dei diritti

 

Crisotilo amianto: prevenzione e tutela delle vittime

Il crisotilo o “amianto bianco” è un minerale fibroso della famiglia dei serpentini. Classificato come amianto, questo minerale appartiene alla classe dei silicati, sottoclasse fillosilicati. Il nome deriva dal greco χρυσός e significa “fibra d’oro“.

Il crisotilo, detto anche amianto bianco-verde-grigio-giallastro”,  ha formula chimica 3MgO,2SiO,2H2O.

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crisotilo

 

Indice

Morfologia e proprietà fisiche del crisotilo

Amianto crisotilo si trova in natura. In particolare, si genera per processi metamorfici di “serpentinizzazione” delle rocce magmatiche, quali Olivina e Pirosseno, con processi di idratazione e orogenesi. Il crisotilo rappresenta la varietà fibrosa dell’amianto serpentino. L’altra varietà, gli anfiboli, comprendono la crocidolite, l’amosite, l’actinolite, l’antofillite e la tremolite.

Da un punto di vista morfologico le fibre di amianto serpentino appaiono curvate, soffici e setose. Formano delle strutture tubulari molto sottili, dal diametro medio di circa 25 nanometri (nm). La loro lunghezza, invece, risulta maggiore rispetto alle fibre del gruppo degli anfiboli. Questa caratteristica le rende meno nocive per l’uomo, ma non totalmente sicure.

Le fibre di crisotilo possiedono delle ottime proprietà fisico-chimiche. Come la maggior parte dei silicati fibrosi naturali diffusi in natura, presentano una elevata resistenza meccanica ed una buona tenuta agli agenti alcalini. Inoltre, presentano ottime proprietà di incombustibilità, di resistenza alle alte temperature e malleabilità. In più, il minerale ha proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. Per questi motivi, l’amianto bianco è stato impiegato per la costrizione di moltissimi manufatti, edifici e molto altro.

L’utilizzo di Crisotilo in Italia

L’Italia è stata tra i più grandi produttori di amianto. In provincia di Torino si trova l’Amiantifera di Balangero, la miniera per l’estrazione di crisotilo più importante in Europa e tra le prime nel mondo. La sua attività si è prolungata dal secondo decennio del XX secolo fino agli inizi degli anni ’90.

Il crisotilo estratto è stato impiegato nella produzione del cemento-amianto, comunemente noto con il nome di “Eternit“. Eternit è anche il nome dell’azienda che lavorava il fibrocemento, delle lastre molto resistenti costituite da cemento e fibre di amianto. Questo materiale è stato utilizzato per la coibentazione di edifici, tetti, navi e treni. Ma anche come materiale per l’edilizia. I minerali di amianto hanno permesso di realizzare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici, intonaci e le coperture delle canne fumarie.

Una volta scoperta la cancerogenicità delle fibre di amianto, con la legge 257/92 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer, in Italia è stato vietato l’utilizzo. Più in generale, la legge vieta l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione e la produzione di prodotti di amianto o contenenti amianto.

Fibre di Crisotilo: un potente cancerogeno

Le fibre serpentine di crisotilo hanno capacità cancerogena. Lo IARC, nella sua ultima monografia sull’asbesto, ha infatti precisato che anche il crisotilo è cancerogeno. Infatti, le fibre di crisotilo hanno dimensioni tali che, se liberate nell’aria o rilasciate nell’acqua, possono essere respirate o ingerite. Le loro dimensioni permettono all’amianto di provocare danni irreversibili all’organismo. Gli organi più colpiti sono l’albero respiratori, gli alveoli polmonari e le membrane sierose.

Crisotilo

Tutte le fibre asbestiformi hanno capacità cancerogena. Questi minerali di amianto hanno la capacità di penetrare in tutti i distretti dell’organismo umano. Quindi, dal polmone alla pleura. Nei polmoni i macrofagi, cellule spazzine del corpo umano, sono prive della capacità di azione nei confronti di queste fibre che rimangono e provocano infiammazione. Anzi, proprio i macrofagi inducono azioni auto immuni. Si determinano quindi reazioni chimiche di superficie, azioni meccaniche, e mutazioni nel corso della metilazione. Inoltre, vi è un’attivazione continua dei geni che guidano i meccanismi di crescita delle cellule, responsabili della formazione dello stato displasico, canceroso e poi cancerogeno.

Crisotilo e patologie asbesto correlate

Il mesotelioma è una patologia asbesto correlata. Il primo a dimostrare la correlazione tra l’esposizione ad amianto e il mesotelioma maligno è stato Richard Wagner nel 1960. Studi più approfonditi sul potere cancerogeno del crisotilo condotti intorno agli anni ’70 e poi negli anni successivi hanno introdotto altre novità. Questi studi hanno fondamento sulla ricerca scientifica, compresi gli studi canadesi.

Il mesotelioma è un tumore che interessa le cellule del mesotelio, ovvero cellule che rivestono le cavità sierose degli organi interni. La forma più frequente è il mesotelioma pleurico, che riguarda il 93% dei casi e colpisce la pleura, la membrana che avvolge i polmoni. Poi c’è il mesotelioma peritoneale, che costituisce il 5% dei casi complessivi ed il mesotelioma pericardico, quando il tumore colpisce la membrana che avvolge il cuore. Meno frequente, invece, è il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo,  la membrana che riveste i testicoli.

Altre neoplasie associate all’amianto sono il tumore al polmone, alla laringe, allo stomaco, alla faringe, al colon, alle ovaie e all’esofago. Solo recentemente, alcuni studi dimostrano come l’esposizione ad amianto causi il tumore al fegato. Infatti, la fibra killer è responsabile dell’insorgenza del colangiocarcinoma intraepatico, una malattia particolarmente aggressiva che interessa il fegato.

Sorveglianza sanitaria e amianto

L’Italia è uno dei paesi maggiormente coinvolti nel monitoraggio e controllo delle malattie legate all’esposizione ad amianto. Nel 2002, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è stato elaborato un sistema di sorveglianza delle malattie asbesto correlate. Si tratta del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM) con il quale vengono identificati nuovi casi di patologie asbesto correlate. In questo modo è possibile valutare l’incidenza della patologia e le fonti di esposizione ad amianto ancora ignote.

Il ReNaM è un sistema organizzato su base regionale con Centri Operativi Regionali (COR). Questi centri raccolgono i dati sulla storia professionale e sulle abitudini di vita della vittima, sui luoghi dove ha vissuto e informazioni analoghe per i suoi familiari. 

I dati dell’epidemia di mesotelioma

Grazie al sistema di sorveglianza epidemiologica, dal 2002 sono stati analizzati più di 22mila casi di mesotelioma maligno.  Dai dati si evince che:

  • nel 69% dei casi l’esposizione alla fibre è di tipo occupazionale;
  • nel 4,9% dei casi l’esposizione alla fibra è di tipo familiare;
  • solo per il 4,4% l’esposizione alla fibra è di tipo ambientale. 

Inoltre, dal VI Rapporto ReNaM Mesoteliomi, pubblicato da INAIL, si evince che il numero di casi di malattie asbesto correlate negli ultimi anni è in continuo aumento.

Osservatorio Nazionale Amianto: tutela delle vittime di amianto e tutela ambientale

L’Osservatorio Nazionale Amianto con l’avv. Ezio Bonanni, da anni sono al fianco delle vittime della fibra killer e dei suoi familiari. Il loro obiettivo è quello di tutelare i cittadini ed i lavoratori dal rischio amianto, nonché la salute dell’ambiente.

Grazie all’APP AMIANTO, l’applicazione attraverso la quale i cittadini possono segnalare i siti contaminati in attesa di bonifica, l’ONA ha realizzato la mappatura nazionale sull’amianto. Durante l’ultima giornata mondiale delle vittime amianto, l’associazione ha denunciato la presenza di fibre killer in 2.400 scuole, 1.000 biblioteche ed edifici culturali e 250 ospedali. Questi numeri sono ancora più alti se pensiamo che su tutto il territorio sono presenti moltissimi siti non ancora denunciati.

Tutto questo rappresenta una vera e propria condizione di rischio dovuta soprattutto al ritardo delle bonifiche. Il continuo aumento dei mesoteliomi, solo nel 2020 ha sfiorato i 2000 casi.

Per tali motivi, l’avv. Ezio Bonanni, nella pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Edizione 2021” ha insistito sulla necessità di bonificare i siti al più presto. Non solo con il confinamento e l’incapsulamento, ma anche e soprattutto con lo smaltimento. Questa forma di prevenzione primaria permette di evitare qualsiasi esposizioni alle fibre di crisotilo ottenendo sia la tutela della salute dell’uomo che dell’ambiente.

Tutela legale e vittime del dovere

In Italia, sono circa 4.200.000 su 21.8 milioni di lavoratori esposti a cancerogeni come l’amianto. Il team di legali e medici specialisti, coordinati dall’Avv. Bonanni, possono aiutare i lavoratori esposti ad amianto e ad altri cancerogeni ad ottenere le dovute prestazioni, già con una prima consulenza gratuita.

Lo studio legale si contraddistingue per l’esperienza, serietà e professionalità di tutti componenti del team, selezionati dall’Avvocato Ezio Bonanni, pioniere, in Italia, della tutela delle vittime del dovere.

I diritti delle vittime di crisotilo

Il mesotelioma pleurico è una malattia professionale asbesto correlata dove l’unico fattore eziologico è l’asbesto. L’INAILIstituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, riconosce la patologie come tumore professionale appartenente alla lista I. Come per tutte le malattie tabellate presenti nella lista I, esiste una presunzione legale di origine che permette alla vittima o ai suoi familiari ad avere diritto ad una serie di prestazioni di carattere assistenziale ed economico, nonché a tutte le altre prestazioni previste dalla legge. Per tutte le altre malattie contratte sul luogo di lavoro, è possibile dimostrare la correlazione tra la malattia e l’ambiente di lavoro per il riconoscimento del diritto alle prestazioni INAIL.

Riconoscimento INAIL per le malattie asbesto correlate

Il riconoscimento dell’origine professionale della patologia permette al lavoratore, o ai suoi familiari, di percepire un indennizzo che generalmente consiste in una prestazione economica. L’INAIL riconosce il diritto alla rendita mensile il cui valore è proporzionale all’entità del danno biologico e alla riduzione delle capacità lavorative.

Se la malattia provoca un danno biologico superiore al 16%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad una rendita mensile. Se la malattia causa un danno biologico compreso tra il 6% ed il 15%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad un indennizzo erogato in un unica soluzione. Per gradi invalidanti inferiori al 6%, l’Istituto non prevede nessuna erogazione economica.

Per la quantificazione del danno biologico si utilizzano le Tabelle del Tribunale di Milano. Queste si basano sulla percentuale del grado invalidante riconosciuto e sull’età della vittima. L’entità degli importi dovuti dovrà essere calcolata su base equitativa con personalizzazione secondo gli artt. 1226 e 2056 c.c..

La rendita INAIL spetta:

  • al coniuge;
  • a figli legittimi, naturali, riconosciuti o riconoscibili, adottivi fino a 18 anni e ai figli a carico fino al 21esimo anno di età che frequentano la scuola media superiore e che non hanno un lavoro retribuito;
  • ai figli a carico fino al 26esimo anno di età, che frequentano l’università e che non hanno un lavoro retribuito;
  • ai figli a carico con oltre 26 anni di età se totalmente inabili.

In assenza di coniuge e figli, la rendita INAIL spetta ai genitori e/o ai fratelli e sorelle della vittima se a carico e conviventi.

Fondo Vittime Amianto per le patologie asbesto correlate

Il Fondo Vittime Amianto è un fondo gestito dall’INAIL. Ha la funzione di erogare un indennizzo economico ulteriore ai titolari delle rendite per malattie professionali o agli eredi delle vittime di amianto in caso di decesso della vittima. L’indennizzo consiste in una maggiorazione del 15% della rendita percepita. Per avere accesso alle prestazioni del fondo, le vittime o i familiari non devono presentare nessuna istanza.

Prepensionamento e pensione di inabilità per amianto

I lavoratori affetti da mesotelioma pleurico di origine professionale hanno diritto ai benefici contributivi (ex art. 13 comma 7 L. 257/1992). Questi consistono nel diritto a rivalutare la posizione contributiva per ottenere il prepensionamento e la pensione di inabilità.

L’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione all’amianto consistono nella moltiplicazione del periodo di esposizione al cancerogeno con il coefficiente 1,5. Il diritto al prepensionamento vale anche per chi è già in pensione, che potrà così rivalutare il trattamento pensionistico in godimento. Qualora il lavoratore non riesca ad acquisire il diritto al prepensionamento, nonostante l’accredito dei benefici contributivi con il coefficiente 1,5 può richiedere all’INPS la pensione di inabilità per amianto. In questo caso, a prescindere dai requisiti di anzianità contributiva ed anagrafica, il lavoratore avrà diritto all’immediato pensionamento.

Riconoscimento dello status Vittima del Dovere

Tutti coloro che hanno prestato servizio Forze Armate e nel Comparto Sicurezza, come personale civile o militare, e che per motivi di servizio hanno contratto il mesotelioma della pleura, hanno diritto alle prestazioni di vittima del dovere, con il riconoscimento della causa del servizio (art.20 L.183/2010). Uno dei settori in cui si riscontrano diversi casi di patologie asbesto correlate, tra cui il tumore dei polmoni, è la Marina Militare. Questo perché c’è stato un uso diffuso di amianto, sia nelle basi a terra, sia nelle unità navali.

Lo status di Vittima del Dovere fa sì che il lavoratore affetto dalla malattia abbia determinati benefici aggiuntivi. Queste prestazioni, in caso di decesso, spettano al coniuge e agli orfani.

Risarcimento danni e nesso causale

Con il riconoscimento della causa di servizio e la prova che la malattia si è sviluppata in seguito alla mancanza di utilizzo dei dispositivi di protezione individuali, sarà possibile ottenere l’indennizzo riservato alle vittime del dovere o ai suoi familiari. Infatti, il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08) stabilisce che il datore di lavoro deve fornire dei “Dispositivi di Prevenzione Individuale” – DPI a tutti i suoi dipendenti. Questi ultimi devono essere scelti in base ai rischio a cui vengono esposti i lavoratori. Solo in questo modo si mira a proteggere la salute del lavoratore e la sua sicurezza.

Se il datore di lavoro non rispetta le cautele imposte dalla legge, i familiari della vittima avranno il diritto al risarcimento del danno differenziale. Questo danno ristora nel danno biologico, morale-esistenziale per le lesioni, l’inabilità causata dalla malattia e nel danno patrimoniale per le perdite economiche dovute alle spese da sostenere per la malattia stessa. L’ammontare della somma dovuta dal datore di lavoro a titolo differenziale si ottiene sottraendo le prestazioni liquidate al lavoratore dall’INAIL dalla somma di tutte le voci di danno spettanti al danneggiato e conseguenti alla malattia professionale.

Tutela Legale e assistenza per le vittime e familiari

La Colombo Servizi S.r.l, grazie alla convenzione con l’ONA, fornisce anch’essa consulenza medica e legale gratuita alle vittime del dovere o ai suoi familiari. Il suo Team, composto da una squadra di avvocati e di medici legali, è specializzato in risarcimento delle vittime o dei suoi familiari.

Contattaci per essere assistito gratuitamente. Il nostro team di avvocati ti fornirà online un primo parere legale gratuito e ti assisterà nelle varie fasi.