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Eternit: la responsabilità del disastro

Eternit: la responsabilità del disastro

Il processo per omicidio volontario continuato nei confronti di Stephan Schmidheiny prosegue. Stephan Schmidhein ha 67 anni ed è il responsabile delle fabbriche Eternit. Per la Corte di Cassazione la condanna nei suoi confronti sarebbe stata annullata in quanto il reato di “disastro ambientale” non è sussistente.

Eternit cosè 1Del disastro si pagano ancora le conseguenze per tutti i danni provocati nel preciso momento dell’impatto e per le conseguenze sulla salute.

La Corte di Cassazione ha deciso che nel caso del signor Schmidheiny il reato debba essere prescritto, anche se per legge devono avere ripercussioni tutti coloro che avviano un’attività in cui è previsto il ricorso a materiali tossici, come l’amianto, è pienamente consapevole che i danni alle vittime avranno ripercussioni a lungo termine.

Emergono così i due fattori: pericolo ed effetti, considerando il primo concluso ed il secondo non più perseguibile.

L’Avvocato Sergio Bonetto, legale dei parenti delle vittime, invece, non è d’accordo dato che interpreta le migliaia di voci di operai che man mano scoprono di essere malati e spiega che la condanna per omicidio è ancora valida. L’Eternit in quanto sostanza cancerogena produce effetti nocivi soprattutto a distanza di anni.

Proprio per questo motivo i magistrati della procura hanno chiesto il rinvio a giudizio con la seguente accusa: omicidio volontario aggravato per 258 persone morte per l’esposizione all’Eternit tra il 1989 e il 2014.

Fu il brevetto dell’austriaco Ludwig Hatschek a cambiare le sorti del mondo, quando nel 1901 pensava d’aver scoperto la fibra più resistente.

Tuttora l’Eternit continua a causare danni a coloro che ne sono stati per anni in contatto.

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