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Assistenza Risarcimento Amianto

Diritti delle vittime dell’amianto Benefici contributivi amianto

Benefici contributivi amianto

Cosa sono i benefici contributivi per esposizione ad amianto

I lavoratori esposti all’amianto o che hanno contratto una malattia professionale a causa dell’amianto hanno diritto ai benefici previdenziali. Con questi benefici è possibile accedere anticipatamente al pensionamento e con un importo maggiorato. Il diritto spetta ai dipendenti (sono esclusi gli autonomi) che hanno svolto attività professionale in esposizione all’asbesto per almeno 10 anni entro il 2 ottobre 2003. In caso di insorgenza di malattia professionale, invece, non è previsto alcun limite temporale di esposizione.

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Benefici amianto: coefficiente 1,5%

I benefici contributivi con il coefficiente 1,5 permettono di raggiungere prima l’età pensionabile e/o di aumentare l’importo economico della pensione. Per esempio, se si ha lavorato per 20 anni di cui 12 anni in esposizione ad asbesto, il periodo utile ai fini del diritto alla pensione sarà di 26 anni (12 x 1,5 + 8 anni).

I benefici contributivi prevedono una maggiorazione dell’1,5% in caso di:

  • Malattia professionale riconosciuta dall’Inail (certificato art. 13, comma 7, Legge 257/1992)
  • Attività lavorativa svolta nelle miniere o delle cave di amianto (art. 13, comma 6, Legge 257/1992)
  • Esposizione qualificata pari a 100 fibre/litro per oltre dieci anni (art. 13, comma 8, Legge 257/1992) per i lavoratori assicurati presso l’Inail che abbiano maturato il diritto a pensione entro il 2 ottobre 2003 o che abbiano presentato domanda amministrativa o giudiziale per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto entro il 2 ottobre 2003

Pensionamento immediato

In caso di asbestosi, mesotelioma o tumore polmonare riconosciuti come malattia professionale causata dall’esposizione ad amianto, se con l’accredito dei benefici contributivi (art. 13 comma 7 Legge 257/1992) non si raggiunge il diritto a pensione, è possibile accedere al prepensionamento per patologia (art. 1 comma 250 Legge 232/2016). Per approfondire:

 Siti oggetto di Atto di Indirizzo

Gli atti di indirizzo ministeriali sono un accertamento del Ministero del Lavoro della sussistenza del rischio amianto con esposizione superiore alle 100 ff/l nella media delle 8 ore lavorative almeno fino al 2 ottobre 2003 o fino all’inizio delle bonifiche. Nel caso di attività di lavoro in esposizione ad asbesto in siti oggetto di atto di indirizzo ministeriale, è previsto il prolungamento e alla maggiorazione della pensione con il coefficiente 1,5 dal 1992 e fino all’inizio delle bonifiche dell’amianto o fino al 2 ottobre 2003 (art. 1, commi 20, 21 e 22, Legge 247/2007). Per accedere a questo diritto è necessario aver richiesto il certificato di esposizione all’INAIL entro il 15 giugno 2005 e la domanda di prolungamento entro l’11 maggio 2009.

Benefici amianto: coefficiente 1,25%

In caso di esposizione qualificata pari o superiore a 100 fibre/litro per almeno dieci anni, il coefficiente per i benefici contributivi è stato ridoto all’1,25%. Il coefficiente in questa misura è utile ai soli fini della rivalutazione dell’entità economica della prestazione e non permette il prepensionamento. Questo beneficio si applica anche ai lavoratori rimasti esposti in attività che in precedenza non erano soggette all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali. La domanda per il riconoscimento dei periodi in esposizione ad amianto andava presentata tra il 3 ottobre 2003 e il 15 giugno 2005.

Superamento della soglia di esposizione ad amianto a 100ff/l

Per dimostrare un’esposizione a una soglia maggiore di 100 fibre/litro di polveri e fibre di asbesto si utilizza la legge scientifica elaborata dall’INAIL, cui vanno aggiunti i valori della banca dati Amyant INAIL. In questo modo viene effettuato il calcolo complessivo dell’esposizione con cui si dimostra il superamento della soglia delle 100 ff/ll per ogni anno e per oltre 10 anni. Questo calcolo permette di ottenere la condanna dell’INPS all’accredito dei benefici contributivi per esposizione ad amianto.

Attività lavorative in esposizione ad amianto

Il DM 27.10.2004 ha ricompreso tra le attività lavorative che comportano esposizione ad asbesto:

  1. coltivazione, estrazione o trattamento di minerali amiantiferi;
  2. produzione di manufatti contenenti amianto;
  3. fornitura a misura, preparazione, posa in opera o installazione di isolamenti o di manufatti contenenti amianto;
  4. coibentazione con amianto, decoibentazione o bonifica da amianto, di strutture, impianti, edifici o macchinari;
  5. demolizione, manutenzione, riparazione, revisione, collaudo di strutture, impianti, edifici o macchinari contenenti amianto;
  6. movimentazione, manipolazione ed utilizzo di amianto o di manufatti contenenti amianto; distruzione, sagomatura e taglio di manufatti contenenti amianto;
  7. raccolta, trasporto, stoccaggio e messa a discarica di rifiuti contenenti amianto.

Cumulo dei benefici

L’art. 4 del DM 27.10.2004 prevede il divieto di cumulo. Ciò significa che in caso di svolgimento delle attività di cui al punto c), non è possibile cumulare i benefici del DM 27.10.2004 con altri che anticipino il diritto a pensione, come per esempio quelli spettanti per i lavori usuranti, per servizi di confine e per i servizi prestati dai lavoratori portuali. Conseguentemente, al momento del pensionamento il lavoratore dovrà scegliere se usufruire dei benefici di cui al DM 27.10.2004 o ad altri benefici.

Non rientrano nel divieto di cumulo i benefici previdenziali dovuti ad un particolare status del lavoratore (invalido, non vedente, sordomuto) o derivanti da particolari infermità di oggetto di tutela previdenziale.

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